Il Tirreno

Grosseto

L’ECONOMIA DELLA MAREMMA

«No ai ristoranti camuffati»

«No ai ristoranti camuffati»

La Confesercenti si scaglia contro la proposta di riforma di legge regionale sugli agriturismi. Con una lettera il direttore Daniele Angiolini sottolinea che il testo che va in discussione, di fatto, consente agli agriturismi di comportarsi come veri e propri ristoranti, potendo cucinare pasti non con prodotti dell'azienda e non solo agli alloggiati

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GROSSETO. «Sono ristoranti camuffati». «Il testo rispetto agli intenti originali è cambiato - spiega Daniele Angolini -. In un primo tempo la proposta di riforma della legge sull'agriturismo che è previsto vada in discussione il prossimo 9 dicembre in consiglio regionale, si doveva porre due obbiettivi: 1) conseguire reali effetti di semplificazione per le aziende del settore; 2) sviluppare il principio della filiera corta ed incrementare le colture e gli allevamenti destinati alla somministrazione dei pasti».

Due aspetti che anche Confesercenti aveva sposato e condiviso, anche perché in Provincia di Grosseto gli agriturismi sono parecchie centinaia, una fetta importante della nostra economia. «Si trattava - prosegue il direttore grossetano - di due obbiettivi da noi condivisi in quanto anche per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi siamo impegnati a garantire maggiore semplificazione nelle procedure burocratiche e a sviluppare iniziative riguardanti la filiera corta alimentare quali "Vetrina Toscana a Tavola" e "Botteghe di Toscana", di cui la nostra associazione è attore protagonista insieme alle imprese, e in via più generale, siamo interessati ad un corretto e serio sviluppo dell'agriturismo quale qualificata integrazione dell'offerta turistica Toscana».

Invece in commissione il testo ha subito delle modifiche, che la Confesercenti ritiene inaccettabili. «Il testo approvato in commissione e che andrà in discussione è una vera e propria minaccia per la ristorazione toscana di qualità e la tradizione dell'accoglienza nella nostra regione. Infatti, In base al nuovo testo in via di approvazione gli agriturismi potranno servire anche pasti non prodotti dall'azienda, e non solo agli alloggiati: nella pratica gli agriturismi vengono di fatto uniformati ai ristoranti veri e propri, senza le stesse regole, le stesse norme e gli stessi costi di esercizio».

In questo modo, secondo Confesercenti, verrebbe consentito alle aziende agrituristiche di fare concorrenza sleale alla ristorazione vera e propria. «La Regione con questa proposta di legge rischia di non andare verso l'interesse generale, ma privilegia gli operatori agrituristici rispetto a tanti imprenditori rendendo del tutto squilibrato il sistema della somministrazione di pasti e dell'accoglienza. E' chiaro che diciamo un risoluto no alla concorrenza sleale tra imprese. Non è così che si sostiene un settore economico come quello agricolo, e non è così che si salvaguardano le nostre campagne».

Quindi l'appello di Angiolini è ai consiglieri regionali della nostra provincia per far slittare la discussione. E ai ristoratori a scrivere lettere ed email ai presidenti Martini e Nencini. «Occorre perciò - conclude Angiolini - una prova di senso di responsabilità da parte di tutti e perciò chiediamo ai consiglieri regionali della nostra provincia di sostenere la richiesta della Confesercenti di far slittare la discussione in consiglio regionale per consentire il confronto con le categorie della ristorazione. A ulteriore sostegno della richiesta di slittamento chiediamo anche a tutti i ristoratori di scrivere al presidente della Regione Martini e al presidente del consiglio regionale Nencini inviando fax ed e-mail».

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