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Raid sulle auto, ora c'è una pista

Federico Lazzotti
<strong>COLPITE.</strong> Due delle auto distrutte a colpi di martello in via Pietri Oltre a queste sono stati rotti lunotti e finestrini di altre 14 auto
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COLPITE. Due delle auto distrutte a colpi di martello in via Pietri Oltre a queste sono stati rotti lunotti e finestrini di altre 14 auto

Strage di lunotti e finestrini capitolo secondo. Sedici le macchine prese di mira l'altra notte in vie Pietri, nella zona del Cottolengo. Sedici come le macchine distrutte a colpi di martello la notte tra il primo e il 2 novembre in via Meucci 

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GROSSETO. Strage di lunotti e finestrini capitolo secondo. Sedici le macchine prese di mira l'altra notte in vie Pietri, nella zona del Cottolengo. Sedici come le macchine distrutte a colpi di martello la notte tra il primo e il 2 novembre in via Meucci. Due episodi dietro cui si celerebbe una sola mano: quella di alcuni ragazzi che agirebbero per emulazione.
A spingere i carabinieri in questa direzione due elementi: le analogie con l'episodio avvenuto nella zona del Luna park, lontana solo poche centinaia di metri dalla via presa di mira la scorsa notte. E soprattutto alcuni riscontri, forse addirittura un testimone, che potrebbe dare una svolta alle indagini. Che cosa gli inquirenti abbiano in mano è ancora difficile da sapere, ma l'impressione è che i militari stavolta abbiano almeno una pista su cui lavorare. E che il cerchio intorno agli autori dei danneggiamenti si stia piano piano stringendo.
Il blitz è avvenuto molto probabilmente tra le tre e le cinque del mattino ed è durato pochi minuti che hanno causata però migliaia di euro di danni ai proprietari. Nel mirino dei malviventi sono finiti un furgone, una Ford Fusion alla quale sono stati distrutti tutti i vetri, una Fiesta e pure una Mercedes spider. I malviventi hanno preso di mira le auto parcheggiate solo su un lato della strada e per distruggere lunotti e finestrini è molto probabile che abbiano usato un martello.
Anche stavolta, da come hanno agito, avevano come unico obbiettivo quello di distruggere, fare danni. Dagli abitacoli delle auto frantumate, infatti, non mancherebbe niente. Tutto è stato ritrovato dai proprietari al proprio posto: stereo, oggetti personali e navigatori satellitari.
Tutti indizi che la volta scorsa, almeno in primo momento, avevano fatto sospettare che il presunto colpevole potesse essere una vecchia conoscenza del settore vale a dire «Mister Spaccalunotti». «Il suo marchio di fabbrica - fa notare un investigatore - è quello di usare un sasso e di colpire solo il lunotto posteriore». Ecco perché dopo alcuni accertamenti gli inquirenti hanno cambiato strada per risalire ai colpevoli puntando su un gruppo di emulatori.
Un brutto risveglio quello dei residenti di via Pietri che dovevano andare al lavoro oppure ad accompagnare i figli a scuola. Tra le macchine colpite anche un furgone di un artigiano. «Per fortuna che non l'ho trovato se non andava a finire male», si sfoga il proprietario. Tra le auto colpite due sono della stessa proprietaria. «Le avevo lasciate parcheggiate una dietro l'altra - racconta la donna - e sono state distrutti i finestrini di entrambe. Adesso come faccio?».

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