La manifestazione
IDONEITA’ ALLA PRATICA DEL CALCIO
«Falsi quei certificati sportivi»
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AMBULATORIO. Una visita medico-sportiva sotto sforzoI presidenti di sei società sportive della provincia in carica nel 2005 e un medico sportivo sono imputati per la presunta falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti publici, contenuta nei certificati di idoneità sportiva dei loro atleti di ogni età, 135 in tutto
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ORBETELLO. Il medico avrebbe riportato che la visita era stata effettuata nel suo studio, a Tuscania, quando invece sarebbe stata effettuata negli spogliatoi delle società.
Inoltre, avrebbe certificato l'idoneità all'attività agonistica in base a una visita medica generale e agli accertamenti di rito. Invece - secondo la Procura - gli accertamenti si sarebbero svolti secondo modalità diverse da quelle contemplate nel decreto ministeriale del 1982. I presidenti sono chiamati a rispondere in concorso, perché avrebbero provveduto a contattare o a far contattare e ingaggiare il medico. Questi, il dottor Giancarlo Pulcini, 58 anni, di Tuscania, deve rispondere anche delle certificazioni relative a un giocatore orbetellano e a uno gigliese, senza che ne siano coinvolti presidenti di sodalizi sportivi. In questi ultimi due casi, le norme di riferimento sono della Regione Lazio.
Si aprirà il 4 febbraio al Tribunale di Orbetello il processo per lo scandalo scoppiato nell'ottobre 2005 in seguito agli accertamenti dei Nas di Livorno e della polizia di stato della Procura di Grosseto, che a suo tempo acquisirono certificati medici e tessere degli atleti, ascoltando questi ultimi. Il sostituto procuratore Stefano Pizza ha anche ipotizzato, ma soltanto in alcuni casi, anche la falsità contenuta nel libretto di idoneità che attestava lo svolgimento degli accertamenti sanitari di legge, per un complesso di imputazioni uguali formalmente ma che arriva a 199 capi.
Chi sono i presidenti? Bruno Buratti, 53 anni, di Monte Argentario, responsabile della Polisportiva Porto Ercole: sono 25 i giocatori le cui certificazioni sarebbero state falsificate (tutte risalenti al 6 ottobre 2005). Mario Furzi, 59 anni, di Semproniano, in qualità di presidente dell'omonima Unione sportiva: 29 atleti (14 settembre). Claudio Cosi, 41 anni, di Magliano in Toscana, perché presidente dell'Us Sant'Andrea: 20 atleti (10 settembre). Mauro Ercole, 62 anni, di Orbetello, presidente dell'Us Orbetellana: 23 giocatori (17 settembre). Enrico Falciani, 47 anni, di Orbetello, in qualità di presidente della Squadra calcio Talamone: 19 ragazzi (29 settembre). Torello Minucci, 73 anni, di Magliano in Toscana, in qualità di presidente della Polisportiva Maglianese: 19 atleti (29 settembre).
All'udienza preliminare, il giudice Pietro Molino ha respinto le eccezioni sollevate dalla difesa a proposito della qualifica di pubblico ufficiale del medico: «La legge regionale 35 del 2003 chiaramente evidenzia la pubblica funzione del sanitario privato accreditato per la medicina dello sport e per il rilascio della certificazione», nota il gup nel decidere comunque per il rinvio a giudizio. E dunque anche tale atto è pubblico e non è di certificazione o autorizzazione amministrativa. (p.s.)
Inoltre, avrebbe certificato l'idoneità all'attività agonistica in base a una visita medica generale e agli accertamenti di rito. Invece - secondo la Procura - gli accertamenti si sarebbero svolti secondo modalità diverse da quelle contemplate nel decreto ministeriale del 1982. I presidenti sono chiamati a rispondere in concorso, perché avrebbero provveduto a contattare o a far contattare e ingaggiare il medico. Questi, il dottor Giancarlo Pulcini, 58 anni, di Tuscania, deve rispondere anche delle certificazioni relative a un giocatore orbetellano e a uno gigliese, senza che ne siano coinvolti presidenti di sodalizi sportivi. In questi ultimi due casi, le norme di riferimento sono della Regione Lazio.
Si aprirà il 4 febbraio al Tribunale di Orbetello il processo per lo scandalo scoppiato nell'ottobre 2005 in seguito agli accertamenti dei Nas di Livorno e della polizia di stato della Procura di Grosseto, che a suo tempo acquisirono certificati medici e tessere degli atleti, ascoltando questi ultimi. Il sostituto procuratore Stefano Pizza ha anche ipotizzato, ma soltanto in alcuni casi, anche la falsità contenuta nel libretto di idoneità che attestava lo svolgimento degli accertamenti sanitari di legge, per un complesso di imputazioni uguali formalmente ma che arriva a 199 capi.
Chi sono i presidenti? Bruno Buratti, 53 anni, di Monte Argentario, responsabile della Polisportiva Porto Ercole: sono 25 i giocatori le cui certificazioni sarebbero state falsificate (tutte risalenti al 6 ottobre 2005). Mario Furzi, 59 anni, di Semproniano, in qualità di presidente dell'omonima Unione sportiva: 29 atleti (14 settembre). Claudio Cosi, 41 anni, di Magliano in Toscana, perché presidente dell'Us Sant'Andrea: 20 atleti (10 settembre). Mauro Ercole, 62 anni, di Orbetello, presidente dell'Us Orbetellana: 23 giocatori (17 settembre). Enrico Falciani, 47 anni, di Orbetello, in qualità di presidente della Squadra calcio Talamone: 19 ragazzi (29 settembre). Torello Minucci, 73 anni, di Magliano in Toscana, in qualità di presidente della Polisportiva Maglianese: 19 atleti (29 settembre).
All'udienza preliminare, il giudice Pietro Molino ha respinto le eccezioni sollevate dalla difesa a proposito della qualifica di pubblico ufficiale del medico: «La legge regionale 35 del 2003 chiaramente evidenzia la pubblica funzione del sanitario privato accreditato per la medicina dello sport e per il rilascio della certificazione», nota il gup nel decidere comunque per il rinvio a giudizio. E dunque anche tale atto è pubblico e non è di certificazione o autorizzazione amministrativa. (p.s.)
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