Il Tirreno

Grosseto

LA MAREMMA HA IL SUO BRUNETTA

La Maremma ha il suo Brunetta

Gabriele Baldanzi
Il ministro Renato Brunetta
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Il ministro Renato Brunetta

Al Comune di Castel del Piano, territorio con 4.700 abitanti alle pendici del monte Amiata, entra in vigore un programma per monitorare le spese con più attenzione. A volerlo è il sindaco Claudio Franci, che ha inviatato i dipendenti a compilare, ogni giorno, una sorta di diario sulle attività svolte e l'impiego del tempo. "Queste azioni ce le chiede il cittadino - dice - ed è una questione di buon senso, etica"

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GROSSETO. Il ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta sarebbe orgoglioso di lui. Al Comune di Castel del Piano, territorio con 4.700 abitanti alle pendici del monte Amiata, da oggi entra in vigore un programma per monitorare le spese con più attenzione. A volerlo è il sindaco Claudio Franci, eletto 5 mesi fa dopo due mandati da deputato Pds-Pd. La spinta al controllo e al risparmio ormai è trasversale. E ancora una volta nel mirino finiscono le risorse umane. A Casteldelpiano si parte infatti da un monitoraggio più attento dei dipendenti, chiamati a redigere, ogni giorno, una sorta di diario sulle attività svolte e sull'impiego del tempo.

Il diario della giornata. «Dal primo dicembre - ha detto Franci nel corso dell'ultimo consiglio comunale - buona parte del personale del Comune di Castel del Piano dovrà fornire un rapporto giornaliero, in cui si dettagliano i tempi di esecuzione di un lavoro, di un impegno e altre informazioni. Inizieremo dall'Ufficio tecnico. Solo così sapremo quanto si spende esattamente per produrre un atto, per organizzare un'attività, per gli interventi grandi e piccoli che l'amministrazione svolge». Da un mese è stata introdotta anche una multicard per segnare il chilometraggio e la quantità di benzina consumata nelle trasferte di lavoro.

L'uso del patrimonio. Insomma, in un'epoca di difficoltà economiche l'austerity passa dal giro di vite nei confronti del dipendente pubblico. Ad ogni livello. «Queste azioni ce le chiede il cittadino. E poi è una questione di buon senso, di etica. Non c'è niente di male nel rendicontare e controllare - spiega Franci - e non lo faremo solo sulle persone ma anche sull'uso del patrimonio. Un esempio? Abbiamo avviato un'attenta verifica sull'uso e la disciplina delle proprietà del Comune. La palestra della scuola media è usata anche dal Liceo, ma il metano lo abbiamo sempre pagato solo noi. A questo punto bisognerà fare con la Provincia un passaggio per dividere le spese».

Cultura della valutazione. Franci ritiene che quella avviata nel suo Comune sia una novità che va nella direzione giusta, perchè si fonda sulla cultura della valutazione. «Non mi offendo nel paragone con Brunetta. Si tratta di forme di controllo sperimentali, già testate in altre amministrazioni e per le public-utilities. Ovviamente resta ferma la responsabilità dei dirigenti di vigilare sulla effettiva produttività delle risorse umane (a loro dovrà essere consegnato ogni resoconto) e sull'efficienza della struttura che dirigono. Noi diamo loro strumenti in più per fare una parte del lavoro per il quale sono pagati». Per il sindaco insomma, il segreto della buona amministrazione è una verifica sistematica dei conti e della produttività, che serve ad accertarsi se un'azienda, al pari di un ente pubblico, sta percorrendo la strada giusta verso il raggiungimento degli obiettivi, qualitativi ed economici.

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