Il Tirreno

Grosseto

via Buozzi

Due squillo e nessun preservativoUna "casa" a rischio sanitario

<strong>IL CAMPANELLO.</strong> Al numero 105 di via Buozzi dove era stata allestita la casa a luci rosse
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IL CAMPANELLO. Al numero 105 di via Buozzi dove era stata allestita la casa a luci rosse

Nella casa a luci rosse il preservativo lo porta il cliente. L'inquietante scoperta nella giornata mondiale contro l'Aids, arriva dagli agenti della squadra mobile durante un blitz in un appartamento al primo piano di via Buozzi

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GROSSETO. Dentro il trilocale, infatti, gli investigatori hanno trovato le due "massaggiatrici" - si definivano così negli annunci pubblicitari - in abiti succinti, ma nei circa settanta metri quadri non è stata trovata traccia di anti-concezionali.

«Siamo disposte ad avere rapporti non protetti - ha risposta una di loro quando le è stato fatto notare il paradosso - e se i clienti vogliono mettere il preservativo durante l'amplesso se lo portano da casa». Una delle due donne, Wang Lee, 48 anni, di Pechino, è stata arrestata perché non in regola con la legge sull'immigrazione e rimessa in libertà dopo la convalida perché «il decreto di espulsione era stato scritto solo in italiano e non in cinese». La coinquilina Z.L., anche lei classe 1961, è stata identificata a rimessa in libertà.

«Non escludiamo - spiega il capo della squadra mobile Patrizio Canale Parola - che dietro ci possa essere un'organizzazione che gestisce l'arrivo e la permanenza in Italia di ragazze orientali». A rafforzare questa tesi c'è la dichiarazione di una vicina: «In quell'appartamento era da marzo che vedevamo uno strano andirivieni, soprattutto nel primo pomeriggio». Eppure - secondo gli investigatori - le due ragazze erano appena arrivate. Ecco perché gli inquirenti non escludono che una terza persona, si stanno facendo accertamenti sull'uomo a cui è intestato il contratto d'affitto, gestisse le massaggiatrici.

Il blitz è scattato mercoledì scorso. Tutto è partito da un annuncio che gli agenti hanno letto di prima mattina. «Adorabile novità orientale - c'è scritto - ventenne, dolcissimo massaggio» con il numero di un cellulare. Quando gli investigatori hanno chiamata, dall'altra parte hanno sentito una voce parlare con accento orientale: ha dato al finto cliente tutte le coordinate per raggiungere la casa, ha elencato prestazioni, prezzi e ha messo giù. Il campanello al primo piano è suonato alle 10.45. Nell'appartamento, dove a quell'ora non c'erano clienti, gli agenti hanno trovato le donne.

Dagli accertamenti è venuto fuori che su una delle due, nel dicembre dell'anno scorso, il questore di Foggia aveva emesso un decreto di espulsione. «Non avevo i soldi per tornare a casa», ha spiegato la donna prima di essere arrestata e trasferita in Questura in attesa dell'udienza di convalida.

Entrambe le massaggiatrici, sentite a verbale dagli investigatori, hanno raccontato di essere arrivate a Grosseto da alcuni giorni. E di essere state indirizzate da dei connazionali, al momento non meglio individuati, che hanno messo a loro disposizione l'appartamento all'interno del quale prostituirsi. Durante il blitz sono stati sequestrati tre telefoni cellulari, utilizzati per gestire l'attività, mentre quello indicato nell'inserzione non veniva rinvenuto. Anche da questo particolare gli agenti hanno dedotto che le due donne fossero gestite da una terza persona, forse la stessa che ha risposto al telefono indirizzando gli investigatori al numero 105 di via Buozzi.

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