Trasporti
Grosseto
«Non pagate quel balzello»
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DIRETTORE Renzo AlessandriNon aprite quella porta. Soprattutto se alla porta del vostro negozio, bar o ristorante bussa un investigatore privato della società Hunter srl. Questo è l'invito rivolto a esercenti e artigiani da Renzo Alessandri, direttore di Cna Grosseto
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GROSSETO. Non aprite quella porta. Soprattutto se alla porta del vostro negozio, bar o ristorante bussa un investigatore privato della società Hunter srl.
Questo è l'invito rivolto a esercenti e artigiani da Renzo Alessandri, direttore di Cna Grosseto. Il quale - a differenza di colleghi di altre associazioni più "possibiliste" - boccia drasticamente la richiesta della Società Consortile Fonografici (Scf), che pretende dalle imprese commerciali il pagamento di una tassa - aggiuntiva a quella della Siae - per la diffusione di musica nei locali aperti al pubblico. E che, di recente, ha incaricato una società esterna (Hunter srl, che in Inglese vuol dire "cacciatore") di avviare le ispezioni a Grosseto per verificare chi, nel suo locale, ha impianti stereo o no.
«Nessun soggetto - ribadisce Alessandri - ad esclusione della Siae e della Guardia di Finanza, è abilitato a eseguire controlli o a ispezionare gli esercizi - commerciali e non - per rilevare l'utilizzo di audiovisivi e di verificate il rispetto dei diritti di autore. Gli esercenti, pertanto, non sono tenuti a fornire alcun tipo di informazione spiegazione a soggetti privati non aventi titolo in materia, e possono tranquillamente inibire l'accesso ai locali».
Dunque, se arriva l'ispettore, secondo Cna è lecito metterlo alla porta. Anche perché, ricorda Alessandri, «sono in corso più cause pilota, una di questa anche su iniziativa di uno studio legale della nostra provincia, nei confronti di Scf».
Alcune di queste cause dovrebbero andare a sentenza entro l'anno, mentre si attende anche un pronunciamento dell'Antitrust; autorità interessata al problema dopo le numerose richieste di chiarimento che gli esercenti hanno avanzato in materia di diritti connessi».
Dunque - nell'attesa che chi di dovere faccia chiarezza una volta per tutte sull alegittimità del balzello- «Cna ritiene di confermare l'invito a non accogliere le richieste avanzate da Scf, non dando corso al pagamento».
Chiarito questo concetto, la Cna di Grosseto interviene anche a proposito del famoso "ispettore" a giro in questi giorni per Grosseto, il quale - interrogato dal Tirreno - non ha mancato di lamentarsi per la pessima accoglienza che riceve nei negozi ai quali fa visita.
«La Hunter srl - scrive Alessandri - altro non è che una agenzia di investigazioni private e infortunistica stradale, vedi sito internet www.hunterinvestigazioni.com. Un soggetto ancora una volta privato che ha il suo core business nel controspionaggio industriale, tramite la localizzazione e la successiva eliminazione di microspie, cimici, microcamere e altro ancora» E «chi fa questo lavoro - conclude il direttore della Cna - dovrebbe essere preparato a sopportare ben altre pressioni...».
Questo è l'invito rivolto a esercenti e artigiani da Renzo Alessandri, direttore di Cna Grosseto. Il quale - a differenza di colleghi di altre associazioni più "possibiliste" - boccia drasticamente la richiesta della Società Consortile Fonografici (Scf), che pretende dalle imprese commerciali il pagamento di una tassa - aggiuntiva a quella della Siae - per la diffusione di musica nei locali aperti al pubblico. E che, di recente, ha incaricato una società esterna (Hunter srl, che in Inglese vuol dire "cacciatore") di avviare le ispezioni a Grosseto per verificare chi, nel suo locale, ha impianti stereo o no.
«Nessun soggetto - ribadisce Alessandri - ad esclusione della Siae e della Guardia di Finanza, è abilitato a eseguire controlli o a ispezionare gli esercizi - commerciali e non - per rilevare l'utilizzo di audiovisivi e di verificate il rispetto dei diritti di autore. Gli esercenti, pertanto, non sono tenuti a fornire alcun tipo di informazione spiegazione a soggetti privati non aventi titolo in materia, e possono tranquillamente inibire l'accesso ai locali».
Dunque, se arriva l'ispettore, secondo Cna è lecito metterlo alla porta. Anche perché, ricorda Alessandri, «sono in corso più cause pilota, una di questa anche su iniziativa di uno studio legale della nostra provincia, nei confronti di Scf».
Alcune di queste cause dovrebbero andare a sentenza entro l'anno, mentre si attende anche un pronunciamento dell'Antitrust; autorità interessata al problema dopo le numerose richieste di chiarimento che gli esercenti hanno avanzato in materia di diritti connessi».
Dunque - nell'attesa che chi di dovere faccia chiarezza una volta per tutte sull alegittimità del balzello- «Cna ritiene di confermare l'invito a non accogliere le richieste avanzate da Scf, non dando corso al pagamento».
Chiarito questo concetto, la Cna di Grosseto interviene anche a proposito del famoso "ispettore" a giro in questi giorni per Grosseto, il quale - interrogato dal Tirreno - non ha mancato di lamentarsi per la pessima accoglienza che riceve nei negozi ai quali fa visita.
«La Hunter srl - scrive Alessandri - altro non è che una agenzia di investigazioni private e infortunistica stradale, vedi sito internet www.hunterinvestigazioni.com. Un soggetto ancora una volta privato che ha il suo core business nel controspionaggio industriale, tramite la localizzazione e la successiva eliminazione di microspie, cimici, microcamere e altro ancora» E «chi fa questo lavoro - conclude il direttore della Cna - dovrebbe essere preparato a sopportare ben altre pressioni...».
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