La manifestazione
Il rogo nella notte
Dà fuoco alla cella: salvato detenuto
Federico Lazzotti
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IL ROGO. In una cella del carcere di via SaffiHa preso alcuni vestiti, li ha sistemati sopra il materasso e ha appiccato il fuoco con l'accendino. In pochi istanti la cella di Daniele Torri, 44 anni, arrestato lunedì scorso con l'accusa di lesioni e maltrattamenti in famiglia
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GROSSETO. Ha preso alcuni vestiti, li ha sistemati sopra il materasso e ha appiccato il fuoco con l'accendino. In pochi istanti la cella di Daniele Torri, 44 anni, arrestato lunedì scorso con l'accusa di lesioni e maltrattamenti in famiglia, si è riempita di fumo. Il detenuto è stato salvato da un paio di agenti della polizia penitenziaria e trasferito in un'altra struttura dopo l'udienza di convalida di ieri.
Ancora non è chiaro se il detenuto avesse intenzione di togliersi la vita o solo di mettere in scena un gesto dimostrativo per attirare l'attenzione di inquirenti e medici. Fatto sta che il tentativo di dare fuoco alla cella o sé stesso ha fatto accelerare le pratiche dell'iter processuale. La convalida del caso Torri, infatti, era in agenda al tribunale di Grosseto per questa mattina alle 10.30. Il gesto di martedì notte ha costretto l'ufficio del gip ad accelerare i tempi.
Così ieri mattina, pm, avvocato e indagato si sono ritrovati davanti al giudice per discutere la convalida in seguito all'arresto di lunedì con 24 ore di anticipo. Al termine dell'udienza il giudice Marco Mezzaluna ha convalidato l'arresto e ha disposto il trasferimento del detenuto in una struttura adeguata. «A breve - spiega l'avvocato difensore Gabriella Sartiani - chiederemo l'incidente probatorio per verificare le condizioni psicologiche del mio assistito».
L'uomo, è stato arrestato lunedì scorso dai carabinieri di Magliano in Toscana, dove vive, con l'accusa di maltrattamenti e violenze in famiglia. Contro di lui, il pubblico ministero Giuseppe Coniglio ha raccolto diversi episodi in cui avrebbe usato le mani nei confronti dei parenti, l'ultima volta il 10 novembre scorso.
Trasferito nel carcere grossetano di via Saffi, nei primi due giorni di permanenza Torri non avrebbe dato segni di squilibrio anche se gli stessi agenti avevano deciso di sistemarlo in una cella singola. Martedì notte, invece, l'uomo, quando è rimasto da solo ha preso l'accendino che non aveva con sé. Poteva tenerlo?
Dalla ricostruzione degli stessi agenti della penitenziaria, sembra che il detenuto prima di dare fuoco ad alcune magliette avesse cercato d incendiare il materasso senza sapere che sono fatti con materiale ignifugo e quindi è impossibile che prendano fuoco. A questo punto ha preso alcuni capi d'abbigliamento che aveva con sé e ha acceso il rogo in mezzo alla stanza. Lo salvato dalle fiamme due agenti che lo hanno trasferito in infermeria per alcuni accertamenti.
Ancora non è chiaro se il detenuto avesse intenzione di togliersi la vita o solo di mettere in scena un gesto dimostrativo per attirare l'attenzione di inquirenti e medici. Fatto sta che il tentativo di dare fuoco alla cella o sé stesso ha fatto accelerare le pratiche dell'iter processuale. La convalida del caso Torri, infatti, era in agenda al tribunale di Grosseto per questa mattina alle 10.30. Il gesto di martedì notte ha costretto l'ufficio del gip ad accelerare i tempi.
Così ieri mattina, pm, avvocato e indagato si sono ritrovati davanti al giudice per discutere la convalida in seguito all'arresto di lunedì con 24 ore di anticipo. Al termine dell'udienza il giudice Marco Mezzaluna ha convalidato l'arresto e ha disposto il trasferimento del detenuto in una struttura adeguata. «A breve - spiega l'avvocato difensore Gabriella Sartiani - chiederemo l'incidente probatorio per verificare le condizioni psicologiche del mio assistito».
L'uomo, è stato arrestato lunedì scorso dai carabinieri di Magliano in Toscana, dove vive, con l'accusa di maltrattamenti e violenze in famiglia. Contro di lui, il pubblico ministero Giuseppe Coniglio ha raccolto diversi episodi in cui avrebbe usato le mani nei confronti dei parenti, l'ultima volta il 10 novembre scorso.
Trasferito nel carcere grossetano di via Saffi, nei primi due giorni di permanenza Torri non avrebbe dato segni di squilibrio anche se gli stessi agenti avevano deciso di sistemarlo in una cella singola. Martedì notte, invece, l'uomo, quando è rimasto da solo ha preso l'accendino che non aveva con sé. Poteva tenerlo?
Dalla ricostruzione degli stessi agenti della penitenziaria, sembra che il detenuto prima di dare fuoco ad alcune magliette avesse cercato d incendiare il materasso senza sapere che sono fatti con materiale ignifugo e quindi è impossibile che prendano fuoco. A questo punto ha preso alcuni capi d'abbigliamento che aveva con sé e ha acceso il rogo in mezzo alla stanza. Lo salvato dalle fiamme due agenti che lo hanno trasferito in infermeria per alcuni accertamenti.
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