Il Tirreno

Grosseto

impresa a nizza

Maremma che vento su Azzurra

Maurizio Caldarelli
<strong>TRIONFO </strong>La gioria dell’equipaggio al termine della seconda regata contro New Zeland
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TRIONFO La gioria dell’equipaggio al termine della seconda regata contro New Zeland

C'è anche un po' di Maremma nel trionfo di Azzurra nel Louis Vuitton Trophy che si è concluso ieri con la vittoria per 2-0 contro il Team New Zealand. La vela di casa nostra era rappresentata a bordo da Piero Romeo e dal team manager Alessandra Sensini

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NIZZA. La Sensini si sta trasformando in un re Mida della vela mondiale. Tutto ciò che tocca si trasforma in oro. In attesa di tornare in acqua per le Olimpiadi di Londra 2012 («Appena rientro a Grosseto mi metto nelle Sebastiano Zuppardo e Francesco Ambrogi e inizio la preparazione»), la pluridecorata campionessa e vicepresidente federale si è fatta applaudire in un ruolo nuovo, quello di team manager.

«E' la mia prima vittoria di squadra», esulta Ale, che aggiunge: «Sono state tre settimane belle e sentite, concluse con una vittoria che non era pronosticata, ma che alla fine si è rivelata più che meritata».

«Nella finale - aggiunge Alessandra Sensini - abbiamo vinto due volte con uno squadrone che ha scritto la storia della Coppa America. Dopo aver raggiunto le semifinali non ci siamo accontentati ed abbiamo tirato fuori tutta la nostra grinta, pur rimanendo concentrati e umili». Cosa ha messo in questo successo? «E' stato un successo di squadra. Mi ha fatto un effetto strano seguire le regate dal gommone, ma credo di aver aiutato i ragazzi. Il mio compito era quello di coordinare la comunicazione tra lo shore team ed il team sailing. Mi occupavo di problemi logisti, tecnici».

«A terra - aggiunge la Sensini - cercavo di essere vicina ai ragazzi. Non ho messo bocca sulle questioni tecniche, visto che sono esperti e più bravi di me. Li ho motivati, dato che la psicologia dello sport è uguale per tutti».

La velista grossetana ha insomma dato la carica al gruppo, dimostrando di essere una che sa vincere sempre, in acqua e fuori.

Alessandra, qual è stato il segreto di questo successo? «Avevamo un gruppo bellissimo, che ci ha creduto dall'inizio alla fine e poi avevano Francesco Bruni. Il nostro timoniere è stato bravissimo, ha trovato finalmente la sua dimensione giusta, ha potuto mostrare un talento che era rimasto nascosto negli anni passati».

La Sensini sorride, è felice, si sente a suo agio. Abituata ad affrontare da sola, con la sua vela, tutti gli ostacoli che si presentano in una regata, stavolta è stata parte integrante di un gruppo che ha fatto volare un nome ed una barca, Azzurra, che aveva fatto sognare gli italiani già ventisei anni fa. «Sono grata a Giovanni Maspero - dice Ale - di avermi affidato questo importante incarico. Era un po' una scommessa con me stessa, che, a quanto pare, ho vinto».

Quello che si chiude è stato un altro anno fantastico per Alessandra: la nomina a vicepresidente nazionale Fiv, testimonial per lo spot televisivo di Kinder Maxi, adesso la vittoria nel Louis Vuitton Trophy, senza contare i consensi ricevuti come candidata alle Europee.

L'avventura di Alessandra su Azzurra è sicuramente destinata a continuare, magari in Coppa America, una volta chiusa la sfida a colpi di carta bollata tra Oracle e Alinghi, ma adesso la nostra regina del mare, per un po', penserà a sé stessa, alla sesta Olimpiade, con rinnovata carica agonistica. L'obiettivo, ovviamente, è la quinta medaglia. Non importa il colore, ma da una così non si può che aspettarsi un altro miracolo.

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