La manifestazione
TRAGEDIA AL MISERICORDIA
Muore dopo la broncoscopia
Federico Lazzotti
◗
L’ospedale Misericordia e, a sinistra, lo schema di una broncoscopiaÈ entrato all'ospedale Misericordia per sottoporsi a una broncoscopia che avrebbe dovuto verificare un sospetto tumore al polmone. L'esame era appena terminato quando Francesco Vernagallo, 73 anni ex professore di educazione tecnica, ha accusato un malore a cui è seguito un arresto cardiaco
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. L'uomo è stato dichiarato morto poco dopo le undici dopo mezzora in cui i sanitari hanno cercato di far ripartire il suo cuore. Possibile che esista un collegamento tra il decesso dell'uomo e l'esame al quale è stato sottoposto al Misericordia ieri mattina? Per rispondere a questa domanda la direzione dell'Asl 9 di Grosseto ha aperto un'indagini interna e ha fissato per stamattina alle 8.30 l'accertamento diagnostico, una sorta di autopsia eseguita da medici specializzati che non è però stata disposta dalla Procura.
I familiari della vittima, infatti, almeno per il momento, non hanno presentato alcun esposto contro i medici e hanno già fissato per domani mattina i funerali che si svolgeranno alle 9,30 nella chiesa della Santissima Addolorata via Papa Giovanni XXIIIº.
«Posso solo dire che mio padre - spiega il figlio Luca, agente di polizia nella seconda sezione dell'ufficio immigrazione - non aveva mai avuto problemi di cuore. Qualche tempo fa aveva fatto degli esami e i risultati avevano rilevato la possibilità che un tumore potesse aver attaccato il polmone. Niente di più».
L'Asl aveva fissato per ieri mattina alle 10.30 la broncoscopia su Francesco Vernagallo. Proprio l'accertamento che avrebbe dovuto rivelare con certezza la presenza o meno del tumore. «Ho chiamato mia madre tre volte - prosegue il figlio - alle 10 prima che entrassero, alle 10.30 e infine alle 11.15 quando mi ha detto che papà era morto».
La broncoscopia - spiegano gli esperti - «consiste nell'usare una piccola telecamera per osservare direttamente i bronchi con uno strumento telescopico che permette di vedere all'interno delle cavità naturali del corpo, che, nel caso specifico sono i bronchi». Il medico dell'Asl ha inserito il broncoscopio flessibile sul paziente intorno alle 10.30 con il quale attraverso l'insieme di fibre ottiche altamente compresse che trasmettono la luce nei bronchi rendondoli visibili all'occhio dell'osservatore. «Se viene visualizzato una zona sospetta per la presenza di tumore, è possibile prelevare un campione di tessuto con lo stesso broncoscopio». Può capitare che per eseguire una broncoscopia, il paziente venga leggermente sedato e gli venga anestetizzata la parte che verrà a contatto con lo strumento. Non è chiaro se il medico che ha eseguito l'esame abbia sedato il paziente o meno. Fatto sta che al termine dell'esame, quando il sondino è stato estratto dal corpo dell'uomo l'ex professore ha avuto una crisi respiratoria praticamente subito, a cui è seguito un arresto cardiaco.
Nella stanza dov'era in corso l'esame sono arrivati in pochi istanti gli infermieri e i medici di rianimazione. Fonti interne all'Asl raccontano di oltre mezzora in cui i sanitari hanno provato a far ripartire il cuore di Vernagallo senza riuscire nell'impresa. Che cosa lo ha ucciso per ora è un ancora un giallo. Possibile che una qualche patologia sia emersa proprio durante l'esame? Oppure la broncoscopia abbia innescato qualche complicazione inaspettata sul corpo dell'anziano? L'accertamento diagnostico fissato per stamattina dovrà rispondere proprio a queste domande.
I familiari della vittima, infatti, almeno per il momento, non hanno presentato alcun esposto contro i medici e hanno già fissato per domani mattina i funerali che si svolgeranno alle 9,30 nella chiesa della Santissima Addolorata via Papa Giovanni XXIIIº.
«Posso solo dire che mio padre - spiega il figlio Luca, agente di polizia nella seconda sezione dell'ufficio immigrazione - non aveva mai avuto problemi di cuore. Qualche tempo fa aveva fatto degli esami e i risultati avevano rilevato la possibilità che un tumore potesse aver attaccato il polmone. Niente di più».
L'Asl aveva fissato per ieri mattina alle 10.30 la broncoscopia su Francesco Vernagallo. Proprio l'accertamento che avrebbe dovuto rivelare con certezza la presenza o meno del tumore. «Ho chiamato mia madre tre volte - prosegue il figlio - alle 10 prima che entrassero, alle 10.30 e infine alle 11.15 quando mi ha detto che papà era morto».
La broncoscopia - spiegano gli esperti - «consiste nell'usare una piccola telecamera per osservare direttamente i bronchi con uno strumento telescopico che permette di vedere all'interno delle cavità naturali del corpo, che, nel caso specifico sono i bronchi». Il medico dell'Asl ha inserito il broncoscopio flessibile sul paziente intorno alle 10.30 con il quale attraverso l'insieme di fibre ottiche altamente compresse che trasmettono la luce nei bronchi rendondoli visibili all'occhio dell'osservatore. «Se viene visualizzato una zona sospetta per la presenza di tumore, è possibile prelevare un campione di tessuto con lo stesso broncoscopio». Può capitare che per eseguire una broncoscopia, il paziente venga leggermente sedato e gli venga anestetizzata la parte che verrà a contatto con lo strumento. Non è chiaro se il medico che ha eseguito l'esame abbia sedato il paziente o meno. Fatto sta che al termine dell'esame, quando il sondino è stato estratto dal corpo dell'uomo l'ex professore ha avuto una crisi respiratoria praticamente subito, a cui è seguito un arresto cardiaco.
Nella stanza dov'era in corso l'esame sono arrivati in pochi istanti gli infermieri e i medici di rianimazione. Fonti interne all'Asl raccontano di oltre mezzora in cui i sanitari hanno provato a far ripartire il cuore di Vernagallo senza riuscire nell'impresa. Che cosa lo ha ucciso per ora è un ancora un giallo. Possibile che una qualche patologia sia emersa proprio durante l'esame? Oppure la broncoscopia abbia innescato qualche complicazione inaspettata sul corpo dell'anziano? L'accertamento diagnostico fissato per stamattina dovrà rispondere proprio a queste domande.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
