Gioco
MASSA MARITTIMA
Costi del carcere, Comune sconfitto Un milione di euro ai costruttori
Elena Canestri
Alla fine degli anni '80 il Comune appaltò per conto del ministero per la costruzione del carcere di Massa Marittima alla società Pizzarotti di Parma, che con l'inizio dei lavori rilevò la necessità di ristudiare le fondamenta per la presenza di un imprevisto terreno argilloso. Ci furono varie sospensioni dei lavori, ulteriori indagini in corso d'opera, e la ditta presentò il conto
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MASSA MARITTIMA. Il Comune di Massa Marittima dovrà pagare circa 1 milione e 155mila euro alla società Pizzarotti. Si conclude così il contenzioso tra l'azienda edile e l'amministrazione per la costruzione del carcere, costato più di quanto previsto, a causa del terreno argilloso su cui doveva sorgere l'immobile. La Corte d'Appello di Roma ha infatti rigettato l'impugnazione del lodo arbitrale.
Il contenzioso era stato sollevato dieci anni fa dall'azienda emiliana. Il Comune, ha provveduto ad attivare i contatti con i vertici della società Pizzarotti ottenendo condizioni di pagamento del debito sostenibili per l'amministrazione. La sentenza della Corte d'Appello di Roma imporrebbe infatti il pagamento immediato; grazie alle trattative, Il Comune avrà invece, il dilazionamento del pagamento e senza interessi. In questo modo il debito verrà diluito nel corso dei prossimi due anni, così da non pesare sul Bilancio 2009 ormai in chiusura ed in modo troppo pesante sul Bilancio 2010 in via di yltimazione.
L'obbiettivo dagli amministratori è di rendere il più sostenibile possibile il peso di questa risoluzione, sul normale funzionamento dell'Ente e sui servizi ai cittadini. In questi ultimi anni, infatti, l'Amministrazione e tutti gli uffici hanno operato per gestire l'annosa controversia, in modo da attutire l'eventuale risercimento. Del resto il rischio di un esito negativo della vicenda, non è mai stato nascosto. L'evento scatenante risale alla fine degli anni ottanta quando il Comune assunse la funzione di stazione appaltante per conto del Ministero per la costruzione del Carcere di Massa Marittima. La società Pizzarotti di Parma era la ditta appaltatrice di quei lavori. Ad inizio dei lavori (1990) l'impresa rilevò la necessità di dover ristudiare le fondazioni dell'edificio a causa della presenza di un imprevisto terreno argilloso che rendeva difficoltosi gli interventi previsti. Per questo ci furono varie sospensioni dei lavori, furono effettuate ulteriori indagini geognostiche in corso d'opera e la ditta Pizzarotti rivendicò le pretese economiche ulteriori.
Nel 2000 la società edile attivò il giudizio arbitrale previsto dal contratto che si concluse con il lodo arbitrale del novembre 2001. Ricordiamo che la richiesta iniziale presentata dal Pizzarotti era di 2 miliardi e 900 milioni di lire circa. Il Lodo dimezzò, in pratica, la richiesta iniziale della ditta. Il Comune però non si accontentò della soluzione arbitrale ed ha tentato ogni strada per rimettere in discussione l'esito del giudizio. Nel 2004 la Pizzarotti ha attivato una procedura di pignoramento sul Comune per la cifra richiesta al Tribunale di Grosseto, atto mai attivato in questi cinque anni grazie all'opposizione del Comune.
Il contenzioso era stato sollevato dieci anni fa dall'azienda emiliana. Il Comune, ha provveduto ad attivare i contatti con i vertici della società Pizzarotti ottenendo condizioni di pagamento del debito sostenibili per l'amministrazione. La sentenza della Corte d'Appello di Roma imporrebbe infatti il pagamento immediato; grazie alle trattative, Il Comune avrà invece, il dilazionamento del pagamento e senza interessi. In questo modo il debito verrà diluito nel corso dei prossimi due anni, così da non pesare sul Bilancio 2009 ormai in chiusura ed in modo troppo pesante sul Bilancio 2010 in via di yltimazione.
L'obbiettivo dagli amministratori è di rendere il più sostenibile possibile il peso di questa risoluzione, sul normale funzionamento dell'Ente e sui servizi ai cittadini. In questi ultimi anni, infatti, l'Amministrazione e tutti gli uffici hanno operato per gestire l'annosa controversia, in modo da attutire l'eventuale risercimento. Del resto il rischio di un esito negativo della vicenda, non è mai stato nascosto. L'evento scatenante risale alla fine degli anni ottanta quando il Comune assunse la funzione di stazione appaltante per conto del Ministero per la costruzione del Carcere di Massa Marittima. La società Pizzarotti di Parma era la ditta appaltatrice di quei lavori. Ad inizio dei lavori (1990) l'impresa rilevò la necessità di dover ristudiare le fondazioni dell'edificio a causa della presenza di un imprevisto terreno argilloso che rendeva difficoltosi gli interventi previsti. Per questo ci furono varie sospensioni dei lavori, furono effettuate ulteriori indagini geognostiche in corso d'opera e la ditta Pizzarotti rivendicò le pretese economiche ulteriori.
Nel 2000 la società edile attivò il giudizio arbitrale previsto dal contratto che si concluse con il lodo arbitrale del novembre 2001. Ricordiamo che la richiesta iniziale presentata dal Pizzarotti era di 2 miliardi e 900 milioni di lire circa. Il Lodo dimezzò, in pratica, la richiesta iniziale della ditta. Il Comune però non si accontentò della soluzione arbitrale ed ha tentato ogni strada per rimettere in discussione l'esito del giudizio. Nel 2004 la Pizzarotti ha attivato una procedura di pignoramento sul Comune per la cifra richiesta al Tribunale di Grosseto, atto mai attivato in questi cinque anni grazie all'opposizione del Comune.
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