Sicurezza
Il sondaggio
Gli sms con i commercianti«Decidano quando aprire»
La polemica sul commercio si combatte a colpi di sms. In poche ore un fiume di messaggi ha invaso il server del computer di redazione. Decine gli short message con cui i lettori hanno voluto dire la loro sul sondaggio lanciato lunedì dal Tirreno all'indomani della prima domenica di chiusura forzata imposta dal nuovo regolamento agli esercenti di Grosseto
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Nel nostro sondaggio vincono i sostenitori della saracinesca sempre alzata, pochi i contrari e tantissimi a favore della libertà di apertura a discrezione dei commercianti.
«Perché i primi - recita un sms - a rimetterci di tasca loro sono proprio i commercianti», scrive un lettore. «Secondo me il Comune deve rivedere tante cose al suo interno per farci vivere in libertà, chi paga le tasse e crea occupazione deve avere il diritto di scegliere». E ancora, «che tristezza sentire l'assessore Canuti dire che i commercianti aprono grazie a lui - scrive Maurizio, dal centro storico - Sembra di essere tornati indietro di 50 anni e sotto dittatura. Meglio sarebbe lasciare libera scelta ai singoli commercianti visto che rischiano di tasca propria e contribuiscono a creare posti di lavoro. Così la nostra città andrà sempre peggio».
Questi alcuni dei messaggi di risposta al sondaggio lanciato solo ieri che coinvolge cittadini, lavoratori, associazioni di categoria e comune. Una battaglia che, mai come oggi, mette in discussione le abitudini dei consumatori, sempre più impegnati nei giorni feriali, commercianti e posti di lavoro, a rischio con le aperture ridotte.
«La chiusura totale è inopportuna», ecco un suggerimento che arriva. «I negozi, supermercati compresi, potrebbero accordarsi per turni come fanno le farmacie, salvaguardando esigenze dei lavoratori e dei consumatori», fa sapere un altro. E infine «Chiudere vuol dire bloccare l'economia. Andare contro gli interessi leciti delle aziende vuol dire andare contro il lavoratore».
Pochi i lettori dalla parte del Comune che durante la trattativa ha cercato la via della mediazione tra il regolamento regionale e le esigenze di sindacati, associazioni dei consumatori e grande distribuzione. «Gli esercizi commerciali non sono servizi di prima necessità - si legge in un sms - stare aperti tutte le domeniche non solo è inutile, ma dannoso per la sanità mentale delle persone». E ancora «sono a favore per la chiusura la terza settimana del mese, anzi vorrei che in tutte le festività più importanti i negozi fossero chiusi». Scrive un lettore che si schiera «in favore della famiglia» e al fianco della Curia.
L' appuntamento è a domani, mentre arriva l'ultimo messaggio. «Perchè una domenica al mese devoso stare aperti i supermarket e non banche, poste, Comune ecc. Stare aperti il 26 dicembre a che serve?»
«Perché i primi - recita un sms - a rimetterci di tasca loro sono proprio i commercianti», scrive un lettore. «Secondo me il Comune deve rivedere tante cose al suo interno per farci vivere in libertà, chi paga le tasse e crea occupazione deve avere il diritto di scegliere». E ancora, «che tristezza sentire l'assessore Canuti dire che i commercianti aprono grazie a lui - scrive Maurizio, dal centro storico - Sembra di essere tornati indietro di 50 anni e sotto dittatura. Meglio sarebbe lasciare libera scelta ai singoli commercianti visto che rischiano di tasca propria e contribuiscono a creare posti di lavoro. Così la nostra città andrà sempre peggio».
Questi alcuni dei messaggi di risposta al sondaggio lanciato solo ieri che coinvolge cittadini, lavoratori, associazioni di categoria e comune. Una battaglia che, mai come oggi, mette in discussione le abitudini dei consumatori, sempre più impegnati nei giorni feriali, commercianti e posti di lavoro, a rischio con le aperture ridotte.
«La chiusura totale è inopportuna», ecco un suggerimento che arriva. «I negozi, supermercati compresi, potrebbero accordarsi per turni come fanno le farmacie, salvaguardando esigenze dei lavoratori e dei consumatori», fa sapere un altro. E infine «Chiudere vuol dire bloccare l'economia. Andare contro gli interessi leciti delle aziende vuol dire andare contro il lavoratore».
Pochi i lettori dalla parte del Comune che durante la trattativa ha cercato la via della mediazione tra il regolamento regionale e le esigenze di sindacati, associazioni dei consumatori e grande distribuzione. «Gli esercizi commerciali non sono servizi di prima necessità - si legge in un sms - stare aperti tutte le domeniche non solo è inutile, ma dannoso per la sanità mentale delle persone». E ancora «sono a favore per la chiusura la terza settimana del mese, anzi vorrei che in tutte le festività più importanti i negozi fossero chiusi». Scrive un lettore che si schiera «in favore della famiglia» e al fianco della Curia.
L' appuntamento è a domani, mentre arriva l'ultimo messaggio. «Perchè una domenica al mese devoso stare aperti i supermarket e non banche, poste, Comune ecc. Stare aperti il 26 dicembre a che serve?»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
