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Musica, polemiche a Grosseto per il reggae omofobo di Sizzla

Musica, polemiche a Grosseto per il reggae omofobo di Sizzla

Dure proteste da parte di Arcigay Toscana, che ha scritto al Prefetto e al sindaco chiedendo di fermare lo show del cantante giamaicano famoso per i testi delle sue canzoni, veri e propri inni alla violenza contro gli omosessuali. Le assicurazioni della produzione, e le scuse del cantante che ha scritto una lettera alle organizzazioni per i diritti civili

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Vigilia di attesa e polemiche a Grosseto per il concerto previsto per domani del cantante reggae Sizzla, giamaicano, accusato di omofobia. Dure le proteste di Arcigay Toscana, che ha scritto al Prefetto e al sindaco chiedendo di fermare lo show. Altrove il concerto è stato bloccato, ma si trattava di tutte location pubbliche. Qui, la serata è stata organizzata in un locale privato e dunque sarà più difficile fermare l'artista. Dopo il "pentimento" dei giorni scorsi, e la lettera inviata al Gruppo Everyone per scusarsi con i rappresentanti dell'organizzazione per i diritti civili, anche per lo staff della produzione ha garantito sullo spettacolo, assicurando il taglio delle canzoni incriminate.

I testi di Sizzla: "Armatevi e sparate ai froci"
Ma cosa dice nei testi il controverso Sizzla? Una delle canzoni più famose, "Pump up" ("Alza il volume"), è un inno alla violenza contro gli omosessuali, con incitamenti espliciti a imbracciare le armi come in una guerra vera e propria. «Salite in prima linea, fuoco sugli uomini che fanno sesso con gli uomini, sparate ai gay e alle lesbiche, la mia grossa pistola fa bang», recita la prima strofa dove gli omosessuali sono chiamati "battyboy", l'insulto più offensivo. «Bang bang! Bang bang! - prosegue la seconda - gay e lesbiche vanno ammazzati. A sodomiti e froci dico: a morte! Non mi fido di Babilonia nemmeno per un secondo. Vado a sparare ai gay e alle lesbiche con le armi».

Le scuse del cantante
"Toglierò l'intolleranza dalle mie canzoni, perché siamo tutti figli dello stesso Dio". Proprio per sedare le polemiche che hanno accompagnato il suo tour, Sizzla ha scritto una lettera al Gruppo Everyone, che nei giorni scorsi si era mobilitato, assieme alle associazioni lgbt, per chiedere l'annullamento dei suoi concerti previsti in varie città d'Italia. L'organizzazione per i diritti umani, che aveva presentato esposti alle Procure Generali di Bari e Milano, accusando il cantante di propagandare ideologie razziste lesive della dignità di milioni di lesbiche e gay, nonché di incitare alla violenza omofobica, ha avuto modo di parlare con Sizzla attraverso un interprete, ricevendo le scuse del cantante e l'impegno a non propagandare ulteriore intolleranza con le sue canzoni. "L'artista - spiegano i copresidenti del Gruppo Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau - ha garantito di cancellare i testi omofobi da tutti i suoi tour in Italia e nel mondo. Se davvero Sizzla dimostrerà di aver abbandonato il pregiudizio omofobico, certamente saremo felici di applaudire un uomo nuovo, importante voce del reggae internazionale".

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