Sicurezza
ORBETELLO
Barriere architettoniche in Comune udienza in strada con il giudice di pace
Paola Tana
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Orbetello: l’udienza di ieri con il giovane sulla sedia a rotelleLa sede che il Comune di Orbetello ha assegnato al giudice di pace non è accessibile alle persone con disabilità. Ogni volta che si deve giudicare un disabile, bisogna scendere in strada e arrangiarsi. In oltre dieci anni è successo più volte ed i funzionari si sono rivolti al Comune senza ottenere nulla
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ORBETELLO. Una udienza civile dal giudice di pace svolta per strada. E' successo ieri mattina ad Orbetello sotto la sede. Al numero 8 di via Guerrazzi. Al gelo di questo novembre dal clima ben più che autunnale, giudice, cancelliere e imputato a discutere di una multa che, forse, nom avrebbe dovuto essere elevata. I primi due in piedi, l'altro su una sedia a rotelle.
Sì, perché la situazione allucinante ha le sue motivazioni proprio nella disabilità di uno dei protagonisti della causa. La sede che il Comune di Orbetello ha assegnato al giudice di pace fin dall'istituzione di questa figura, intorno al 1998, non è dotata di un impianto per trasportare un handicappato in aula. Nel consegue che ogni volta che si deve giudicare una persona che non può salire le due rampe di scale con le proprie gambe, bisogna scendere in strada ed arrangiarsi. Per fortuna non in mezzo al traffico che qui è vietato. In oltre dieci anni è successo più volte ed i funzionari si sono rivolti al Comune senza ottenere nulla.
L'ufficio è rimasto lo stesso con le sue carenze strutturali e le inammissibili barriere architettoniche. Ieri però giudice e collaboratori non hanno più retto e si sono decisi a chiamare il giornale. Per un sentimento di pietà verso quel ragazzo già colpito nel fisico che non può far valere i suoi diritti come tutti gli altri. E per la consapevolezza che il Comune, dice il cancelliere Rino Nucci, «i locali adatti ce li avrebbe ma ci tiene in questa ex scuola fatiscente, senza riscaldamento né spazi adeguati, con le finestre di una volta, i bagni piccoli...».
Lavorare in via Guerrazzi è, insomma, un'odissea, ma ci si accontenta praticamente per forza. Ieri mattina si è toccato il fondo è quel poveretto ha fatto pena a tutti anche perché, alla fine, dopo aver sopportato tanti disagi e, perché no?, umiliazioni, non ha risolto nulla. E qui si entra in un altro campo. Il cancelliere ricorda che la contestazione di una multa deve essere fatta nel territorio in cui è stata comminata. Proprio il caso in questione. «Il giudicato - spiega Nucci - era stato multato a Firenze ma visto il suo particolare stato fisico che gli rende problematico affrontare una lunga distanza, ha chiesto di essere esaminato ad Orbetello. Per il giudice di pace Simonetti - prosegue - si tratta di una norma discutibile, tanto che a suo tempo si rivolse alla Corte Costituzionale per sollecitare un cambiamento, ma la sua richiesta venne respinta. Pertanto nell'udienza "all'aperto" di ieri mattina è stato redatto un verbale e verrà fatta una sentenza con la quale saranno concessi al richiedente 90 giorni di tempo per iscrivere la causa a Firenze». Probabilmente, se avesse deciso subito di dirimere la questione nel tribunale del capoluogo, avrebbe sì affrontato i disagi del viaggio ma almeno la discussione sarebbe stata al caldo di un'aula e subito seguita dalla sentenza definitiva.
Sì, perché la situazione allucinante ha le sue motivazioni proprio nella disabilità di uno dei protagonisti della causa. La sede che il Comune di Orbetello ha assegnato al giudice di pace fin dall'istituzione di questa figura, intorno al 1998, non è dotata di un impianto per trasportare un handicappato in aula. Nel consegue che ogni volta che si deve giudicare una persona che non può salire le due rampe di scale con le proprie gambe, bisogna scendere in strada ed arrangiarsi. Per fortuna non in mezzo al traffico che qui è vietato. In oltre dieci anni è successo più volte ed i funzionari si sono rivolti al Comune senza ottenere nulla.
L'ufficio è rimasto lo stesso con le sue carenze strutturali e le inammissibili barriere architettoniche. Ieri però giudice e collaboratori non hanno più retto e si sono decisi a chiamare il giornale. Per un sentimento di pietà verso quel ragazzo già colpito nel fisico che non può far valere i suoi diritti come tutti gli altri. E per la consapevolezza che il Comune, dice il cancelliere Rino Nucci, «i locali adatti ce li avrebbe ma ci tiene in questa ex scuola fatiscente, senza riscaldamento né spazi adeguati, con le finestre di una volta, i bagni piccoli...».
Lavorare in via Guerrazzi è, insomma, un'odissea, ma ci si accontenta praticamente per forza. Ieri mattina si è toccato il fondo è quel poveretto ha fatto pena a tutti anche perché, alla fine, dopo aver sopportato tanti disagi e, perché no?, umiliazioni, non ha risolto nulla. E qui si entra in un altro campo. Il cancelliere ricorda che la contestazione di una multa deve essere fatta nel territorio in cui è stata comminata. Proprio il caso in questione. «Il giudicato - spiega Nucci - era stato multato a Firenze ma visto il suo particolare stato fisico che gli rende problematico affrontare una lunga distanza, ha chiesto di essere esaminato ad Orbetello. Per il giudice di pace Simonetti - prosegue - si tratta di una norma discutibile, tanto che a suo tempo si rivolse alla Corte Costituzionale per sollecitare un cambiamento, ma la sua richiesta venne respinta. Pertanto nell'udienza "all'aperto" di ieri mattina è stato redatto un verbale e verrà fatta una sentenza con la quale saranno concessi al richiedente 90 giorni di tempo per iscrivere la causa a Firenze». Probabilmente, se avesse deciso subito di dirimere la questione nel tribunale del capoluogo, avrebbe sì affrontato i disagi del viaggio ma almeno la discussione sarebbe stata al caldo di un'aula e subito seguita dalla sentenza definitiva.
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