Il Tirreno

Grosseto

GROSSETO / LA PROPOSTA

«Test antidroga a tutti i politici»

Fiora Bonelli
<strong>LA PROPOSTA.</strong> Di Sergio Monaci
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LA PROPOSTA. Di Sergio Monaci

La proposta dei controlli su tutte le persone che hanno ruoli istituzionali (consiglieri comunali e provinciali, rappresentanti della comunità montana e via di seguito) arriva dal consigliere della Comunità Montana grossetana, Sergio Monaci, che chiede una convenzione con la Asl e spiega come il suo invito risponda al criterio della "glasnost" perché informa i cittadini sul modus operandi degli amministratori

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GROSSETO. Il test antidroga su deputati e senatori ha diviso il Parlamento nei giorni scorsi e costretto, lo scorso anno, il garante della privacy a bloccare un servizio de "Le Iene" in cui i politici erano stati sottoposti, a loro insaputa, al tampone antidroga. Adesso l'ombra di cannabinoidi e polverine bianche rischia di far tremare anche la politica maremmana. La proposta è del consigliere della Comunità Montana grossetana Sergio Monaci, che siede all'opposizione del governo Ulivieri. «Test antidroga a sorpresa - dice - su tutte le persone che hanno ruoli istituzionali: consiglieri comunali e provinciali, rappresentanti della comunità montana e via di seguito».

«Il sottoscritto, chiede Monaci in una lettera con tanto di carta intestata della Comunità Montana - chiede, laddove possibile giuridicamente, di dar vita ad una convenzione con la ASL, per effettuare questo test. E si badi bene, aggiunge il consigliere, che tale test non può imporsi, ma implica un'autorizzazione spontanea da parte dei singoli amministratori». Inoltre, aggiunge provocatoriamente Monaci, non basta che l'eventuale controllo sia effettuato con preavviso e prestabilito cronologicamente, perché per stabilire una corretta e più certa risposta alla positività o negatività del test, «il controllo dovrebbe avvenire senza preavviso».

Sto valutando, continua Monaci, «di presentare al presidente un'interrogazione affinché, in caso di mancanza di accordo con l'Asl, inviti tutti consiglieri e l'esecutivo a sottoporsi al controllo. Per quanto mi riguarda - assicura Monaci - sono disposto a sottopormi al controllo in ogni momento e senza preavviso. È altresì auspicabile, che coloro che decidessero di aderire a tale tipo di iniziativa, ne dessero notizia spontaneamente, informando la popolazione sul risultato».

In ogni caso - va avanti Monaci - una volta trascorso un mese da questa mia pubblica proposta, senza che vi sia stato riscontro adeguato o perlomeno un invito da parte del presidente Franco Ulivieri, mi recherò spontaneamente l'Asl 9, per effettuare l'analisi». Monaci invita per primo il presidente della Comunità Montana. «Potremmo recarci insieme presso il locale nosocomio per effettuare il test. Il mio invito - spiega Monaci - risponde al criterio della "glasnost" e mira a informare i cittadini sul modus operandi degli amministratori. Dare l'esempio su questa tematica, poi, in un'area piccola come l'Amiata, costituirebbe un modello comportamentale anche per zone più grandi. Sono convinto, conclude Monaci, poiché conosco la serietà morale e lo spirito di servizio dei componenti dell'assemblea, che tutti accoglieranno l'invito».

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