La manifestazione
Striscia querelata per il servizio a Grosseto
Federico Lazzotti
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CONDUTTORI. Ezio Greggio ed Enzo Iachetti al timone di StrisciaNel mirino il video del 23 ottobre sulle presunte truffe. Il presidente nazionale: «Adombrava pratiche poco chiare»
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GROSSETO. Il servizio di Striscia la notizia a Grosseto costa una querela per diffamazione al programma di Antonio Ricci. È il presidente onorario della Aneis (Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale), Lodovico Molinari, ad annunciare l'azione legale con una richiesta danni di 10 mila euro. L'accusa è quella di diffamazione nei confronti della categoria. Colpa - secondo i querelanti - del servizio firmato da Max Laudadio e mandato in onda dieci giorni fa su Canale 5 su presunte truffe alle assicurazioni.
«Non è possibile fare di tutta l'erba un fascio - afferma Molinari - insinuando che gli ottomila patrocinatori stragiudiziali d'Italia truffano le assicurazioni». Molinari, nella querela, contesta in particolare il servizio realizzato nei nell'agenzia infortunistica di Grosseto, perché adombrava pratiche poco chiare in relazione ai risarcimenti conseguenti a danni per incidenti stradali.
Il servizio è stato girato la mattina dell'8 ottobre scorso ed è stato mandato in onda quindici giorni più tardi il 23.
Il titolare, conosciutissimo in città, è nel suo studio quando entra un falso cliente con una telecamera nascosta. L'uomo, sulla quarantina, dice di aver avuto un incidente il giorno prima. Come vuole la procedura il perito gli chiede se è andato al pronto soccorso. «Mi avevano consigliato di accusare il colpo di frusta», dice il complice di Max Laudadio cercando di truccare la perizia.
Alla fine il professionista invita il falso cliente ad andare al pronto soccorso e poi ripresentarsi in ufficio con il referto per avviare la pratica e chiedere il risarcimento. Tutto, dunque, sarebbe andato come prevede la procedura. Insomma il tranello non sarebbe andato a buon fine. Nonostante questo la produzione ha comunque deciso di mandare in onda il servizio due venerdì dopo il blitz.
Era stato lo stesso protagonista a raccontare il giorno della registrazione che avrebbe fatto querela nel caso avesse riscontrato danni all'immagine dello studio.
Il presidente dell'Aneis spiega che l'associazione chiederà un risarcimento di 10 mila euro che, se ottenuti, verranno dati in beneficenza al fondo vittime della strada. «La questione delle sofferenze e dei danni subiti da chi ha un incidente o un infortunio - sottolinea - è una cosa seria su cui non si può fare satira o disinformazione. L'accertamento del danno avviene congiuntamente tra perito della parte lesa e consulente tecnico dell'assicurazione, quindi far intendere che basta andare dal medico o da una agenzia di infortunistica stradale dicendo di avere un dolore per truffare l'assicurazione, vuol dire in realtà truffare gli ascoltatori».
«Non è possibile fare di tutta l'erba un fascio - afferma Molinari - insinuando che gli ottomila patrocinatori stragiudiziali d'Italia truffano le assicurazioni». Molinari, nella querela, contesta in particolare il servizio realizzato nei nell'agenzia infortunistica di Grosseto, perché adombrava pratiche poco chiare in relazione ai risarcimenti conseguenti a danni per incidenti stradali.
Il servizio è stato girato la mattina dell'8 ottobre scorso ed è stato mandato in onda quindici giorni più tardi il 23.
Il titolare, conosciutissimo in città, è nel suo studio quando entra un falso cliente con una telecamera nascosta. L'uomo, sulla quarantina, dice di aver avuto un incidente il giorno prima. Come vuole la procedura il perito gli chiede se è andato al pronto soccorso. «Mi avevano consigliato di accusare il colpo di frusta», dice il complice di Max Laudadio cercando di truccare la perizia.
Alla fine il professionista invita il falso cliente ad andare al pronto soccorso e poi ripresentarsi in ufficio con il referto per avviare la pratica e chiedere il risarcimento. Tutto, dunque, sarebbe andato come prevede la procedura. Insomma il tranello non sarebbe andato a buon fine. Nonostante questo la produzione ha comunque deciso di mandare in onda il servizio due venerdì dopo il blitz.
Era stato lo stesso protagonista a raccontare il giorno della registrazione che avrebbe fatto querela nel caso avesse riscontrato danni all'immagine dello studio.
Il presidente dell'Aneis spiega che l'associazione chiederà un risarcimento di 10 mila euro che, se ottenuti, verranno dati in beneficenza al fondo vittime della strada. «La questione delle sofferenze e dei danni subiti da chi ha un incidente o un infortunio - sottolinea - è una cosa seria su cui non si può fare satira o disinformazione. L'accertamento del danno avviene congiuntamente tra perito della parte lesa e consulente tecnico dell'assicurazione, quindi far intendere che basta andare dal medico o da una agenzia di infortunistica stradale dicendo di avere un dolore per truffare l'assicurazione, vuol dire in realtà truffare gli ascoltatori».
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