La manifestazione
Influenza A
Accesso fantasma per i contagiati
Federico Lazzotti
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IL VIRUS. L’influenza A si trasmette per vie respiratorieIl piano dovrebbe partire in settimana prossima. Ieri riunione fiume tra i vertici La parola d'ordine: isolare chi ha il virus
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GROSSETO. C'è un cartello di divieto di sosta e fermata, davanti allo scivolo che porta all'ingresso del reparto di malattie infettive dell'ospedale Misericordia. È riferito alle macchine, ma ha il sapore della beffa per i potenziali pazienti. Da qui - secondo una nota dell'Asl 9 dello scorso 2 novembre - doveva partire il percorso privilegiato e protetto per le persone che presentano i sintomi dell'influenza A. Una scelta obbligata - messa in pratica anche negli altri ospedali della provincia (sostiene sempre l'Asl ndr) - per rispondere al primo comandamento della prevenzione: non fare incontrare i pazienti che presentano i sintomi dell'H1N1 con il resto della popolazione.
Fino a ieri però di medici e infermieri pronti a fare esami e decidere trasferimenti o ricoveri, non c'era traccia: davanti alla porta d'ingresso abbiamo trovato due inservienti intenti a sbaraccare l'accesso da due lettighe. Il resto è un'area in penombra, due ascensori e una porta chiusa con la scritta «Vietato l'ingresso».
Per fortuna - come conferma chi ogni giorno sta fianco a fianco con i malati - «in Maremma l'ondata di influenza è in ritardo rispetto al resto del Paese e in particolare alle grandi città di almeno due settimane». Il motivo? «La scarsa densità della popolazione sul territorio e i pochi contatti con l'esterno». C'è poi una terza ragione e riguarda «la risposta della popolazione - spiegano al 118 - al limite dell'esemplare».
I bene informati raccontano di una riunione fiume avvenuta ieri mattina durante la quale i vertici dell'azienda e i direttori dei vari reparti hanno pianificato il piano di battaglia per la seconda ondata dell'H1N1, quella annunciata dal vice ministro Fazio e che si teme possa essere ancora più aggressiva rispetto a questa prima fase. Il piano parte dai medici di famiglia e arriva in corsia passando per il centralino del 118 e il pronto soccorso, anche quello pediatrico, probabilmente il più frequentato nelle ultime settimane.
Ma il cuore dell'eventuale battaglia maremmana al virus - è la decisione confermata ieri - sarà allestito nel reparto di malattie infettive. Quando? Probabilmente dalla prossima settimana, a meno di eventuali ritardi.
Ieri per entrare nel reparto è stato necessario suonare il campanello. «Chi è?», risponde una voce femminile dal citofono. «Siamo del Tirreno». Da qualche giorno ci raccontano che è in corso il trasferimento di alcuni ambulatori di malattie infettive nell'adiacente reparto di Neurologia. «Faremo i turni», ci dice uno dei medici che ospiterà i colleghi.
Qui al piano terra, dalla prossima settimana, sarà allestito il triage, lo smistamento: «le vede quelle sedie là in fondo - ci indicano la fine di un corridoio - gira a destra e là ci sarà una specie di proto intervento». Secondo il piano dell'Asl 9 qui saranno trasferiti i pazienti che presentano i sintomi del virus ma in particolare quelli che hanno un'insufficienza respiratoria. Sarà il medico di famiglia, oppure quello dell'ambulanza a fare una valutazione caso per caso. Quando il paziente è arrivato in ospedale viene sottoposto agli accertamenti. «Impossibile fare il tampone a tutti», premettono i sanitari. Anche perché sarebbe troppo lungo avere i risultati di tutti. Valutata la gravità del paziente sono tre le scelte che potrà effettuare il medico: ricoverare il malato proprio a malattie infettive, trasferirlo in un altro reparto nel caso abbia altre patologie più urgenti da curare, oppure rimandarlo a casa. Ecco quello che sarà il percorso riservato ai pazienti con sintomi influenzali al Misericordia. E magari dall'ingresso sparirà anche il cartello con il divieto di accesso e fermata.
Fino a ieri però di medici e infermieri pronti a fare esami e decidere trasferimenti o ricoveri, non c'era traccia: davanti alla porta d'ingresso abbiamo trovato due inservienti intenti a sbaraccare l'accesso da due lettighe. Il resto è un'area in penombra, due ascensori e una porta chiusa con la scritta «Vietato l'ingresso».
Per fortuna - come conferma chi ogni giorno sta fianco a fianco con i malati - «in Maremma l'ondata di influenza è in ritardo rispetto al resto del Paese e in particolare alle grandi città di almeno due settimane». Il motivo? «La scarsa densità della popolazione sul territorio e i pochi contatti con l'esterno». C'è poi una terza ragione e riguarda «la risposta della popolazione - spiegano al 118 - al limite dell'esemplare».
I bene informati raccontano di una riunione fiume avvenuta ieri mattina durante la quale i vertici dell'azienda e i direttori dei vari reparti hanno pianificato il piano di battaglia per la seconda ondata dell'H1N1, quella annunciata dal vice ministro Fazio e che si teme possa essere ancora più aggressiva rispetto a questa prima fase. Il piano parte dai medici di famiglia e arriva in corsia passando per il centralino del 118 e il pronto soccorso, anche quello pediatrico, probabilmente il più frequentato nelle ultime settimane.
Ma il cuore dell'eventuale battaglia maremmana al virus - è la decisione confermata ieri - sarà allestito nel reparto di malattie infettive. Quando? Probabilmente dalla prossima settimana, a meno di eventuali ritardi.
Ieri per entrare nel reparto è stato necessario suonare il campanello. «Chi è?», risponde una voce femminile dal citofono. «Siamo del Tirreno». Da qualche giorno ci raccontano che è in corso il trasferimento di alcuni ambulatori di malattie infettive nell'adiacente reparto di Neurologia. «Faremo i turni», ci dice uno dei medici che ospiterà i colleghi.
Qui al piano terra, dalla prossima settimana, sarà allestito il triage, lo smistamento: «le vede quelle sedie là in fondo - ci indicano la fine di un corridoio - gira a destra e là ci sarà una specie di proto intervento». Secondo il piano dell'Asl 9 qui saranno trasferiti i pazienti che presentano i sintomi del virus ma in particolare quelli che hanno un'insufficienza respiratoria. Sarà il medico di famiglia, oppure quello dell'ambulanza a fare una valutazione caso per caso. Quando il paziente è arrivato in ospedale viene sottoposto agli accertamenti. «Impossibile fare il tampone a tutti», premettono i sanitari. Anche perché sarebbe troppo lungo avere i risultati di tutti. Valutata la gravità del paziente sono tre le scelte che potrà effettuare il medico: ricoverare il malato proprio a malattie infettive, trasferirlo in un altro reparto nel caso abbia altre patologie più urgenti da curare, oppure rimandarlo a casa. Ecco quello che sarà il percorso riservato ai pazienti con sintomi influenzali al Misericordia. E magari dall'ingresso sparirà anche il cartello con il divieto di accesso e fermata.
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