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Grosseto

Dopo l’ordinanza del sindaco Bizzari

Politici divisi sul crocifisso a scuolaBonifazi: «Non sta al Comune decidere»

<strong>STRETTA DI MANO.</strong> Tra il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e il vescovo Franco Agostinelli
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STRETTA DI MANO. Tra il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e il vescovo Franco Agostinelli

La via che da Strasburgo porta nelle scuole grossetane passa prima per Roma, dalle stanze del Governo e del ministero dell'Istruzione. Qui si dovrà decidere se l'Italia si opporrà o meno alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che impone al Paese di rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche

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GROSSETO. La via che da Strasburgo porta nelle scuole grossetane passa prima per Roma, dalle stanze del Governo e del ministero dell'Istruzione. Qui si dovrà decidere se l'Italia si opporrà o meno alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che impone al Paese di rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche.

Ma su quella via, prudenzialmente, è già stata tirata su una barricata per impedire che gli effetti della sentenza europea si facciano sentire anzitempo tra i banchi delle scuole maremmane. Artefice ne è il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri che, con un'ordinanza emanata ieri, ha messo le mani avanti: per i prossimi tre mesi - tanto è dato all'Italia per presentare un eventuale ricorso - nessuno tocchi i crocifissi.

Anche nel resto della provincia e, in particolare, a Grosseto - che ha il numero più alto di istituti - fioccheranno dunque ordinanze a tutela dello status quo?

Qualche perplessità ce l'hanno sia il provveditore agli Studi Alfonso Greco, sia il sindaco Emilio Bonifazi. «Finché non riceviamo una circolare dal Ministero dell'Istruzione con scritto il da farsi - spiega Greco - non possiamo intervenire in nessun modo. Le decisioni della Corte non hanno valore finché non vengono recepite dal Governo nazionale». C'è allora qualche segnale che spinge ad avere cautele particolari? «Non direi - prosegue - perché, a parte le proteste degli atei per la visita del vescovo qualche anno fa, non ci sono mai stati attriti di natura religiosa. E, comunque, il provvedimento del sindaco di Scarlino è singolare: il Comune non ha il potere di prendere decisioni sulla vita scolastica».

Lo conferma anche il sindaco Bonifazi. «Non conosco le premesse giuridiche che hanno ispirato l'ordinanza di Bizzarri - spiega - ma temo che ci sia qualche problema dal punto di vista del diritto. I Comuni devono garantire il diritto allo studio e i mezzi per accedervi; l'offerta formativa e il resto sono decisi dall'autonomia scolastica». Dunque, nessuna ordinanza del genere sarà emanata a Grosseto? «Direi di no. Credo che il crocifisso è un simbolo delle nostre radici cristiane, ma non vedo l'opportunità di certe misure che rischiano solo di esasperare i toni».

A parte Scarlino, il putiferio scatenato dopo la sentenza non sembra dunque agitare più di tanto gli animi dei maremmani, almeno per ora. E anche alla sede provinciale dell'Unione atei e agnostici razionalisti il clima, pur con una punta di soddisfazione, è di attesa. «La Corte di Strasburgo per i diritti dell'uomo - spiega il presidente provinciale Luciano Calì - difende tutti i cittadini dei 47 paesi del Consiglio d'Europa che si sentono lesi, non solo i cittadini Ue. In questo caso ha ribadito un diritto dei diversamente credenti rispetto al cattolicesimo e dei non credenti. Il crocifisso è chiaramente il simbolo di una sola confessione religiosa, adottato solo dopo il Medio Evo e nelle crociate. Se ne vuole fare un simbolo culturale? Allora, ahimé, è tutt'altro che simbolo di pace».

Ma cosa si respira all'interno delle aule scolastiche? Il signor Giancarlo è rappresentante dei genitori nella classe della figlia, 16enne liceale grossetana, e non credente. «Ma non abbiamo mai sollevato la questione crocifisso con gli altri genitori o con il preside - spiega - perché toccare il tema "religione" è molto delicato e spesso si crea subito un». Che fastidio può dare a un non credente il crocifisso in aula? «Non dà fastidio. Dà solo il senso della non laicità della società civile. Sono contento di questa sentenza, ma sono anche convinto che, al di là della decisione della Corte, il processo di laicizzazione si compirà comunque spontaneamente».

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di Redazione web