Il Tirreno

Grosseto

LA RACCOLTA PORTA A PORTA

Differenziata al 71%, ora Gorarella

Enrico Pizzi
<strong>STRACOLMO.</strong> Un cassonetto per la raccolta “normale”
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STRACOLMO. Un cassonetto per la raccolta “normale”

Il risultato è eclatante, quasi inatteso per l'assessore all'ambiente del Comune Giuseppe Monaci. In pochi mesi di introduzione del porta a porta, a Barbanella la raccolta differenziata è balzata al 71%, il doppio della media di Grosseto. Monaci spiega che non si tratta di un dato definitivo

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GROSSETO. Il risultato è eclatante, quasi inatteso per l'assessore all'ambiente del Comune Giuseppe Monaci. In pochi mesi di introduzione del porta a porta, a Barbanella la raccolta differenziata è balzata al 71%, il doppio della media di Grosseto.

Monaci spiega che non si tratta di un dato definitivo, che è riferito al solo mese di settembre, ma il risultato ottenuto da quelle circa 6.100 utenze passate in pochi mesi dai cassonetti al porta a porta è «un dato già molto indicativo» dice l'assessore, che guarda all'estensione del metodo al resto della città, a partire dal quartiere Gorarella.

Con il porta a porta, a Barbanella, il Coseca ha raccolto, a settembre, il 34% solo di rifiuti organici, una crescita enorme rispetto alla raccolta ordinaria, tanto che il presidente del Coseca, Saimo Biliotti, ipotizza uno sforamento delle previsioni annue di 10mila tonnellate e torna a caldeggiare il ruolo di Coseca nella realizzazione nella gestione di impiantistica dedicata proprio al trattamento della frazione organica che, invece, passa da Valpiana e poi viene spedita a Padova. L'assessore Monaci torna a parlare anche della necessità che la Provincia autorizzi il Comune ad utilizzare una vasca della discarica delle Strillaie per lo stoccaggio temporaneo dell'umido, in modo da evitare i costi, elevati, del trasporto a Valpiana.

La raccolta della carta si attesta intorno al 13% e si tratta di carta di ottima qualità, priva delle impurità che caratterizzano la carta raccolta attraverso i cassonetti, dunque «carta - dice Monaci - che si inserisce nella prima fascia e che viene inviata ai riutilizzatori senza la necessità di alcun trattamento» oltre che senza il rischio di venire respinta, come talvolta accade.

Analogo il discorso per il multimateriale leggero (lattine, tetrapak e plastica) che rappresenta un altro 13% di differenziata e per il vetro (5%), anche se in questo periodo di crisi le materie prime-seconde - spiega Biliotti - soffrono della difficoltà in cui versano i mercati e le industrie che dovrebbero utilizzarle. I prezzi sono crollati per la diminuzione della domanda.

Nella differenziata c'è, poi, un residuale 2% di sfalci verdi e potature, prima di arrivare al rifiuto vero e proprio, quello che non può essere riciclato e finisce in discarica (25%). C'è, poi, un 8% di ingombranti i cui materiali per metà potranno essere recuperati e per la restante metà dovranno andare a smaltimento.

Monaci è soddisfatto, ma non dimentica le polemiche «a volte pretestuose, altre volte montate ad arte» che sono state sollevate anche da qualche esponente del centrodestra. «Nella realtà - però - la maggior parte delle persone ha fatto il proprio dovere e l'ha fatto volentieri. Per chi aveva difficoltà oggettive a portare fuori i sacchetti abbiamo anche dato un servizio davvero porta a porta».

Il risultato è anche frutto di un lavoro che la circoscrizione, guidata da Gilberto Capanni, ha fatto per informare sulla sperimentazione. Quasi 500 ore di sportello aperto, con volontari e addetti del Coseca, che hanno fatto da argine alla prima ondata di problemi.

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