Sicurezza
Salta la lirica, rimpallo di colpe
Claudio Bottinelli
C'è un giallo dietro al mancato finanziamento, da parte del ministero, della lirica a Grosseto in questo autunno. La richiesta di finanziamento è arrivata in ritardo a Roma. Quindi, niente contributi. Ma la colpa, è ovvio, nessuno la vuole. E fioccano mezze verità, per non dire bugie
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GROSSETO. C'è un giallo dietro al mancato finanziamento, da parte del ministero, della lirica a Grosseto in questo autunno. La richiesta di finanziamento è arrivata in ritardo a Roma. Quindi, niente contributi. Ma la colpa, è ovvio, nessuno la vuole. E fioccano mezze verità, per non dire bugie.
Con un rimpallo di responsabilità fra il dirigente dell'ufficio cultura del Comune di Grosseto, Valerio Fusi, e il presidente della Fondazione Grosseto Cultura, Giampaola Pachetti.
Uno sostiene una cosa, l'altra esattamente l'opposto.
Chi dice, e chi smentisce. La realtà però non può che essere una sola e, visto che o l'uno o l'altra sostengono una "non verità" non sarebbe male capire come sono andate le cose in modo da poter - nel futuro - avere le idee chiare, come cittadini.
Sono stati alcuni cittadini grossetani, amanti della musica lirica, a segnalare al giornale che la programmazione della lirica, dopo 9 anni, nella stagione autunnale di quest'anno sarebbe saltata per un ritardo di tipo burocratico. Cioè: la richiesta di contributo al ministero doveva essere fatta entro il 30 ottobre 2008, e invece pur avendo avuto il 28 ottobre 2008 la richiesta da inoltrare al ministero, gli uffici della cultura, in Comune, l'hanno spedita al ministero solo il 4 novembre. Il che - questo lo segnalano i cittadini - ha impedito di inserire la richiesta fra quelle da finanziare.
Insomma un disguido decisamente poco simpatico, specie in tempi come quelli che viviamo, nei quali ogni euro che arriva in città è veramente... oro colato. Senza considerare che chi ama la lirica attende i pochi eventi che si registrano con trepidazione.
Ma tant'è.
E un ritardo della burocrazia, o un'incomprensione, o chissà, una qualche ripicca, come qualcuno arriva a ipotizzare, ha fatto il pasticcio.
Che sarebbe passato inosservato, o comunque nelle segrete stanze degli addetti ai lavori, se qualche cittadino che attendeva la lirica dell'autunno grossetano non fosse andato a cercare i perché. Trovandoli proprio nel ritardo della richiesta di soldi fatta da Grosseto a Roma, ma non riuscendo a capire chi (Comune o Fondazione?) poter ringraziare per questa situazione ingiustificabile. Nessuno come è ovvio che sia, intende assumersi responsabilità. Che pure qualcuno dovrà pur avere. E se di un semplice disguido si è trattato, almeno che non si ripeta.
Se invece, come qualcuno malignamente è arrivato a ipotizzare, dovesse pensarsi a un disinteresse per la musica lirica in genere, a un distacco per ciò che Grosseto ha e che per il Comune pare cominci ad essere pesante (leggi per esempio l'orchestra Città di Grosseto o la Scuola di Musica) che si chiarisca.
Al di là del caso lirica, comunque la Fondazione come sta andando? «A gonfie vele», risponde la presidente Giampaola Pachetti. Che aggiunge: «Si sta lavorando tanto, con buoni risultati».
Il presidente elenca la riproposizione del piano dell'offerta formativa con la scuola di musica (ci sono oltre 180 iscrizioni), l'insegnamento della musica moderna che è una novità per la scuola di musica: «Stiamo lavorando alacremente per la pinacoteca, e ci proponiamo come possibili organizzatori per la cosiddetta mostra Luzzetti; e ci sta impegnando il museo di storia naturale che verrà inaugurarlo il 14 novembre». Avanti così, dunque. Ma chiarendo quel che c'è da chiarire.
Con un rimpallo di responsabilità fra il dirigente dell'ufficio cultura del Comune di Grosseto, Valerio Fusi, e il presidente della Fondazione Grosseto Cultura, Giampaola Pachetti.
Uno sostiene una cosa, l'altra esattamente l'opposto.
Chi dice, e chi smentisce. La realtà però non può che essere una sola e, visto che o l'uno o l'altra sostengono una "non verità" non sarebbe male capire come sono andate le cose in modo da poter - nel futuro - avere le idee chiare, come cittadini.
Sono stati alcuni cittadini grossetani, amanti della musica lirica, a segnalare al giornale che la programmazione della lirica, dopo 9 anni, nella stagione autunnale di quest'anno sarebbe saltata per un ritardo di tipo burocratico. Cioè: la richiesta di contributo al ministero doveva essere fatta entro il 30 ottobre 2008, e invece pur avendo avuto il 28 ottobre 2008 la richiesta da inoltrare al ministero, gli uffici della cultura, in Comune, l'hanno spedita al ministero solo il 4 novembre. Il che - questo lo segnalano i cittadini - ha impedito di inserire la richiesta fra quelle da finanziare.
Insomma un disguido decisamente poco simpatico, specie in tempi come quelli che viviamo, nei quali ogni euro che arriva in città è veramente... oro colato. Senza considerare che chi ama la lirica attende i pochi eventi che si registrano con trepidazione.
Ma tant'è.
E un ritardo della burocrazia, o un'incomprensione, o chissà, una qualche ripicca, come qualcuno arriva a ipotizzare, ha fatto il pasticcio.
Che sarebbe passato inosservato, o comunque nelle segrete stanze degli addetti ai lavori, se qualche cittadino che attendeva la lirica dell'autunno grossetano non fosse andato a cercare i perché. Trovandoli proprio nel ritardo della richiesta di soldi fatta da Grosseto a Roma, ma non riuscendo a capire chi (Comune o Fondazione?) poter ringraziare per questa situazione ingiustificabile. Nessuno come è ovvio che sia, intende assumersi responsabilità. Che pure qualcuno dovrà pur avere. E se di un semplice disguido si è trattato, almeno che non si ripeta.
Se invece, come qualcuno malignamente è arrivato a ipotizzare, dovesse pensarsi a un disinteresse per la musica lirica in genere, a un distacco per ciò che Grosseto ha e che per il Comune pare cominci ad essere pesante (leggi per esempio l'orchestra Città di Grosseto o la Scuola di Musica) che si chiarisca.
Al di là del caso lirica, comunque la Fondazione come sta andando? «A gonfie vele», risponde la presidente Giampaola Pachetti. Che aggiunge: «Si sta lavorando tanto, con buoni risultati».
Il presidente elenca la riproposizione del piano dell'offerta formativa con la scuola di musica (ci sono oltre 180 iscrizioni), l'insegnamento della musica moderna che è una novità per la scuola di musica: «Stiamo lavorando alacremente per la pinacoteca, e ci proponiamo come possibili organizzatori per la cosiddetta mostra Luzzetti; e ci sta impegnando il museo di storia naturale che verrà inaugurarlo il 14 novembre». Avanti così, dunque. Ma chiarendo quel che c'è da chiarire.
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