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Grosseto

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La tassa si paga, il diritto non c'è

Francesca Ferri
<strong>IN REGOLA </strong>Un passo carrabile col numero dell’autorizzazione
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IN REGOLA Un passo carrabile col numero dell’autorizzazione

Ingranare la retro per uscire dal giardino e trovarsi bloccati da un'auto in sosta davanti al cancello, incurante del cartello di passo carrabile. Un cartello appeso lì dopo aver pagato la tassa di occupazione suolo pubblico. Il sangue sale alla testa ma la vera rabbia deve ancora esplodere

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GROSSETO. Ingranare la retro per uscire dal giardino e trovarsi bloccati da un'auto in sosta davanti al cancello, incurante del cartello di passo carrabile. Un cartello appeso lì dopo aver pagato la tassa di occupazione suolo pubblico. Il sangue sale alla testa ma la vera rabbia deve ancora esplodere: ci pensano, loro malgrado, i vigili chiamati a multare e rimuovere l'auto che ostruisce il passaggio.

«Non possiamo farci niente - spiegano impotenti gli agenti - lei ha torto».

Un copione, questo, che in città va in onda in duemila e trecentocinque repliche. È questo, infatti, il numero dei passi carrabili per i quali altrettanti titolari pagano la tassa di occupazione di suolo pubblico (Tosap) al Comune, ma che non sono stati autorizzati dai vigili urbani. O meglio, per i quali i titolari non hanno richiesto l'autorizzazione.

«Molti dimenticano di farlo - spiega l'assessore alla polizia municipale, Daniele Capperucci - altri non sanno che serve questo passaggio, soprattutto se si tratta di persone anziane e poco informate. Ma per avere un passo carrabile in regola servono due cose: non solo pagare la Tosap, ma chiedere anche l'autorizzazione ai vigili. Se manca l'autorizzazione, che va stampata sul cartello, il passo non ha valore e la Muncipale non può farci niente».

«C'è anche una sentenza - rincara la dose il comandante dei vigili urbani Felice Carullo - che stabilisce che la rimozione delle auto di fronte ai passi carrabili può essere fatta solo se c'è l'autorizzazione. In passato siamo stati addirittura condannati a pagare di tasca nostra alcune rimozioni perché i passi carrabili da noi sgomberati in realtà non erano autorizzati, seppur "tassati" regolarmente».

La mappa cittadina è costellata di 5.385 passi carrabili registrati negli archivi Tosap - in gergo definiti "a ruolo" - ma a fronte di questo numero esistono solo 3.080 permessi rilasciati dai vigili (la statistica è aggiornata al 1993 quando è stata introdotta la Tosap; l'anno precedente, invece, è entrato in vigore il nuovo codice della strada).

In sostanza, solo questi tremila e ottanta passi hanno riportato sopra il numero dell'autorizzazione. E gli effetti del pasticcio si fanno sentire. Eccome.

Proprio qualche giorno fa un lettore - il signor Sergio Dugaro - ci ha segnalato una situazione ambigua in pieno svolgimento: non trovando parcheggio nell'ora di punta, aveva lasciato l'auto in via Aquileia occupando lo scivolo di fronte a un passo carrabile senza numero di autorizzazione e, alle proteste del padrone di casa, non aveva ceduto - è il caso di dirlo - di un passo, sicuro delle proprie ragioni.

«In quel caso il signor Dugaro aveva perfettamente ragione - spiega Capperucci - anche se il titolare del passo carrabile paga regolarmente la tassa. È innegabile che la situazione va sanata e ci stiamo rendendo conto delle enormi dimensioni di questo fenomeno proprio ora che, con gli interventi di cambio di marcia di alcune strade, è in atto una ricognizione sulle autorizzazioni. Per questo approfitto per invitare i cittadini a mettersi in regola. Credo nella loro buona fede, e infatti quando scopriamo qualche irregolarità e mettiamo in guardia sul rischio di sanzioni, in genere la risposta è sempre la stessa: "non lo sapevo"».

È bene, insomma, informarsi con cura su come funzionano le regole. Anche se a volte, tra leggi e leggine, si rischia di rimanere in trappola. Prigionieri non solo del proprio cancello, ma anche di mille cavilli burocratici.

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