La manifestazione
Rischio piene
L'Ombrone fa ancora paura
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IN GOLENA. Due immagini dell’inverno scorso: l’Ombrone è in golena e si sorvegliano gli arginiARRIVA LA PIOGGIA 43 anni dopo non sono stati risolti i problemi che causarono l'alluvione: «I soldi non bastano»
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GROSSETO. La città è, e resta, a rischio. Il sindaco Emilio Bonifazi lo ripete da anni quando parla delle conseguenze delle imprevedibili piene del fiume Ombrone. «Anche i 2,2 milioni messi a disposizione della Maremma per il rischio idraulico sono utili e ben vengano - dice - ma ci vuole molto di più per affrontare la questione e risolvere la minaccia in modo radicale».
Sono tre anni che il sindaco Bonifazi bussa alla porta della Regione, sottolineando la necessità e l'urgenza di provvedimenti per la messa in sicurezza del capoluogo della Maremma dal rischio di eventuali esondazioni del fiume Ombrone che, in questi ultimi anni, si è fatto minaccioso più volte, invadendo le aree di golena con gli argini che venivano pattugliati anche di notte.
Tutto quanto è accaduto nel corso degli anni dimostra - e Bonifazi lo sottolinea - che non si tratta di un'eventualità teorica e remota, ma che Grosseto convive con questo pericolo che va risolto a monte.
«Penso - dice il sindaco - alla realizzazione di piccoli invasi all'altezza delle confluenze con gli affluenti del fiume, come Orcia, Lente, Merse, Farma, in grado di regimare le piene e, contemporaneamente, di combattere i problemi legati alla siccità, durante il periodo estivo».
Per mettere mano ad un piano così complesso occorrono, a parte i finanziamente, anche la disponibilità dei molti enti coinvolti, a cominciare dalla Regione cui spetta mettere a confronto, tanto per cominciare, i tanti Comuni che ricadono nel bacino idrografico dell'Ombrone. Il sindaco di Grosseto, lo scorso anno, dopo l'ennesima grande paura, non convocò, bensì invitò i colleghi primi cittadini del bacino idrografico che va da Castelnuovo Berardenga alla foce dell'Ombrone, per mettere a confronto le idee e le disponibilità di tutti gli attori di questa costosa, annosa e complessa faccenda.
«Di più - dice oggi - non posso fare. Non spetta certo a me convocare i sindaci per stringere un accordo di programma in base al quale mettere in sicurezza l'area. Io posso soltanto invitare i miei colleghi e gli altri, se lo ritengono opportuno, accettare gentilmente l'invito. Tutto qui. E non basta».
Ecco perché, sollecitato alla vigilia dell'anniversario della grande alluvione del 1966, Bonifazi torna ad appellarsi alla Regione, affinché la macchina burocratica venga messa in moto al più presto per dicidere cosa fare, come e quando farlo. Perché di una cosa il sindaco è certo: «Tutti gli interventi, per quanto costosi; tutti i finanziamenti, per quanto altrettanto importanti; sono inezie, se viste sotto questa luce».
E Grosseto? «È a rischio inondazione anche quest'anno. Come sempre».
B. Z.
Sono tre anni che il sindaco Bonifazi bussa alla porta della Regione, sottolineando la necessità e l'urgenza di provvedimenti per la messa in sicurezza del capoluogo della Maremma dal rischio di eventuali esondazioni del fiume Ombrone che, in questi ultimi anni, si è fatto minaccioso più volte, invadendo le aree di golena con gli argini che venivano pattugliati anche di notte.
Tutto quanto è accaduto nel corso degli anni dimostra - e Bonifazi lo sottolinea - che non si tratta di un'eventualità teorica e remota, ma che Grosseto convive con questo pericolo che va risolto a monte.
«Penso - dice il sindaco - alla realizzazione di piccoli invasi all'altezza delle confluenze con gli affluenti del fiume, come Orcia, Lente, Merse, Farma, in grado di regimare le piene e, contemporaneamente, di combattere i problemi legati alla siccità, durante il periodo estivo».
Per mettere mano ad un piano così complesso occorrono, a parte i finanziamente, anche la disponibilità dei molti enti coinvolti, a cominciare dalla Regione cui spetta mettere a confronto, tanto per cominciare, i tanti Comuni che ricadono nel bacino idrografico dell'Ombrone. Il sindaco di Grosseto, lo scorso anno, dopo l'ennesima grande paura, non convocò, bensì invitò i colleghi primi cittadini del bacino idrografico che va da Castelnuovo Berardenga alla foce dell'Ombrone, per mettere a confronto le idee e le disponibilità di tutti gli attori di questa costosa, annosa e complessa faccenda.
«Di più - dice oggi - non posso fare. Non spetta certo a me convocare i sindaci per stringere un accordo di programma in base al quale mettere in sicurezza l'area. Io posso soltanto invitare i miei colleghi e gli altri, se lo ritengono opportuno, accettare gentilmente l'invito. Tutto qui. E non basta».
Ecco perché, sollecitato alla vigilia dell'anniversario della grande alluvione del 1966, Bonifazi torna ad appellarsi alla Regione, affinché la macchina burocratica venga messa in moto al più presto per dicidere cosa fare, come e quando farlo. Perché di una cosa il sindaco è certo: «Tutti gli interventi, per quanto costosi; tutti i finanziamenti, per quanto altrettanto importanti; sono inezie, se viste sotto questa luce».
E Grosseto? «È a rischio inondazione anche quest'anno. Come sempre».
B. Z.
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