Gioco
GROSSETO
Il mistero dei lunotti sfasciati sedici auto colpite in poche ore
Sedici le auto colpite tra sabato e domenica a Grosseto. Danni per migliaia di euro per un raid che ha riportato la città nel terrore dei mesi scorsi e che ha obbligato la polizia ad aprire un fascicolo contro ignoti per danneggiamenti. I teppisti avrebbero usato un martello per colpire. Nessuno avrebbe visto e sentito il rumore dei vetri che si infrangevano
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GROSSETO. Tra lunotti e finestrini rotti, nessuno ha voglia di giocare nella zona intorno al Luna Park. Sedici le auto colpite tra sabato e domenica tra via Meucci e il parcheggio davanti al supermarket di via Scansanese. Danni per migliaia di euro per un raid che ha riportato la città nel terrore e che ha obbligato la polizia ad aprire un fascicolo contro ignoti per danneggiamenti.
Ad accorgersi dei danni, ieri mattina verso le 8, alcuni residenti che scesi in strada hanno visto la loro auto e quelle dei vicini distrutte. Nel mirino è finita una Fiat Punto come un Suv, un’Alfa 145, una Toyata Yaris, una Fiat Panda, una 206. Facendo la mappa delle macchine colpite, anche secondo gli inquirenti, appare chiaro che l’autore o gli autori non avevano un piano preciso, tantomeno un obiettivo. Ma solo il desiderio di fare danni.
Tredici delle sedici macchine erano parcheggiate una accanto all’altra, mentre le altre tre erano davanti al supermarket di via Scanssanese. Possibile che nessuno abbia sentito nulla? «Tra il sonno e i doppi vetri - spiega una delle vittime - non ci siamo accorti di niente». Difficile quindi, anche per gli investigatori della squadra mobile, dire a che ora è avvenuto il raid, anche perché nella zona non ci sono telecamere a circuito chiuso.
Altro particolare da non sottovalutare è che dagli abitacoli delle auto frantumate non manca niente. Tutto è stato ritrovato dai proprietari al proprio posto: stereo, oggetti personali e navigatori satellitari. Tutti indizi che in primo momento hanno subito fatto sospettare che il presunto colpevole potesse essere una vecchia conoscenza del settore, il tristemente noto “Mister Spaccalunotti”.
L’uomo che abita pure a poche centinaia di metri, in passato è stato condannato per reati simili. L’ultima volta risale al febbraio dello scorso anno, quando il giudice lo condannò con rito abbreviato a un anno di carcere, prima di essere rimesso agli arresti domiciliari ai quali è costretto dal Natale dell’anno precedente con l’obbligo di firma in questura e il divieto di uscire tra le 21 e le 7 del mattino.
La firma di Mister Spaccalunotti però, è un sasso che lascia nell’abitacolo e con il quale «in un raptus irrefrenabile», come ha raccontato lui stesso, sfonda il lunotto posteriore. Nel caso di via Meucci gli inquirenti non hanno trovato niente di simile che potesse far pensare che per distruggere finestrini e lunotti sia stato usato un oggetto simile. L’arma, infatti, potrebbe essere un martello di quelli che si trovato sui treni o sui pullman. È con questo che il colpevole, in piena notte, è arrivato nella zona del Luna park ma invece di giocare con il tiro a segno ha sfondato sedici auto parcheggiate, facendo danni per migliaia di euro.
L’ultimo episodio simile in città, risaliva ai primi di settembre in via Sonnino, a due passi dal sottopasso dello stadio. In frantumi andò il cristallo posteriore di una Mercedes ma l’autore non riuscì a completare l’opera con il parabrezza anteriore: quest’ultimo è rimasto gravemente danneggiato da un potente colpo al centro. Da ieri mattina, anche gli inquirenti si stanno facendo una domanda determinante: possibile che “Mister Spaccalunotti” abbia dei seguaci?
Ad accorgersi dei danni, ieri mattina verso le 8, alcuni residenti che scesi in strada hanno visto la loro auto e quelle dei vicini distrutte. Nel mirino è finita una Fiat Punto come un Suv, un’Alfa 145, una Toyata Yaris, una Fiat Panda, una 206. Facendo la mappa delle macchine colpite, anche secondo gli inquirenti, appare chiaro che l’autore o gli autori non avevano un piano preciso, tantomeno un obiettivo. Ma solo il desiderio di fare danni.
Tredici delle sedici macchine erano parcheggiate una accanto all’altra, mentre le altre tre erano davanti al supermarket di via Scanssanese. Possibile che nessuno abbia sentito nulla? «Tra il sonno e i doppi vetri - spiega una delle vittime - non ci siamo accorti di niente». Difficile quindi, anche per gli investigatori della squadra mobile, dire a che ora è avvenuto il raid, anche perché nella zona non ci sono telecamere a circuito chiuso.
Altro particolare da non sottovalutare è che dagli abitacoli delle auto frantumate non manca niente. Tutto è stato ritrovato dai proprietari al proprio posto: stereo, oggetti personali e navigatori satellitari. Tutti indizi che in primo momento hanno subito fatto sospettare che il presunto colpevole potesse essere una vecchia conoscenza del settore, il tristemente noto “Mister Spaccalunotti”.
L’uomo che abita pure a poche centinaia di metri, in passato è stato condannato per reati simili. L’ultima volta risale al febbraio dello scorso anno, quando il giudice lo condannò con rito abbreviato a un anno di carcere, prima di essere rimesso agli arresti domiciliari ai quali è costretto dal Natale dell’anno precedente con l’obbligo di firma in questura e il divieto di uscire tra le 21 e le 7 del mattino.
La firma di Mister Spaccalunotti però, è un sasso che lascia nell’abitacolo e con il quale «in un raptus irrefrenabile», come ha raccontato lui stesso, sfonda il lunotto posteriore. Nel caso di via Meucci gli inquirenti non hanno trovato niente di simile che potesse far pensare che per distruggere finestrini e lunotti sia stato usato un oggetto simile. L’arma, infatti, potrebbe essere un martello di quelli che si trovato sui treni o sui pullman. È con questo che il colpevole, in piena notte, è arrivato nella zona del Luna park ma invece di giocare con il tiro a segno ha sfondato sedici auto parcheggiate, facendo danni per migliaia di euro.
L’ultimo episodio simile in città, risaliva ai primi di settembre in via Sonnino, a due passi dal sottopasso dello stadio. In frantumi andò il cristallo posteriore di una Mercedes ma l’autore non riuscì a completare l’opera con il parabrezza anteriore: quest’ultimo è rimasto gravemente danneggiato da un potente colpo al centro. Da ieri mattina, anche gli inquirenti si stanno facendo una domanda determinante: possibile che “Mister Spaccalunotti” abbia dei seguaci?
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