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GROSSETO

In centro il funerale della scuola

<strong>A LAVORO.</strong> Studenti all’opera attorno alla grande bara nera che sfilerà domani
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A LAVORO. Studenti all’opera attorno alla grande bara nera che sfilerà domani

Contro la riforma ci sarà anche una falsa chiromante sotto una tenda davanti al Duomo

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GROSSETO. Una grande bara nera, portata a spalla oggi nelle vie del centro storico da sei ragazzi-becchini, seguiti da studenti zombie, da ragazzi in maschera (oggi è Halloween), e da chi vuole.
È il "funerale della scuola nelle strade della città murata, all'ora dello struscio.

L'iniziativa è stata organizzata dalla Rete degli studenti medi di Grosseto, decisi a scendere in piazza per ricordare a tutti - dice Milena - la defunta scuola pubblica italiana. Morta perché: «Perché ferita a morte dai tagli del ministro Gelmini». Ma perché il "funerale" con tanto di cassa di cartone realizzata dagli studenti dell'Artistico?. «Perché la nostra scuola merita di essere ricordata ancora una volta, per le strade della nostra città».

A partire dalle 16 ci sarà, di fronte alla cattedrale, un gazebo dove sarà possibile trovare materiale informativo sulla situazione della scuola; ma ci sarà anche una falsa chiromante molto informata che spiegherà a studenti, professori e a chi vorrà saperne di più, le prospettive (gli studenti lo chiamano il precoce decesso) della scuola italiana.
Il "funerale alla scuola" partirà, invece, alle 17.
Con questa provocatoria iniziativa la Rete vuole continuare la sua campagna di sensibilizzazione della cittadinanza di Grosseto verso un tema sempre più attuale ed importante quale quello della scuola pubblica e delle riforme e tagli che la stanno colpendo, giorno dopo giorno «peggiorando sempre più le condizioni di noi studenti, degli insegnanti e del personale non docente».

La Rete invita studentesse e studenti a partecipare al simbolico funerale della scuola «che già da ora attraverso la riforma dell'università, e nei prossimi mesi con la riforma degli istituti superiori, rischia veramente di scendere a livelli storicamente raffrontabili solo a quelli delle scuole degli anni '50».
«Un salto indietro - dicono - che non possiamo accettare e che un paese moderno non dovrebbe permettere, specialmente in un momento di crisi, dove l'istruzione e la scuola sono le basi per una rinascita di una nazione».
Gli studenti faranno più giri nelle strade del centro storico e fanno intuire che, alle 20, quando tutto finirà, ci sarà una grande sorpresa.
Quale? Bocche cucite. «Altrimenti che sorpresa è?».

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