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GROSSETO

Metà aziende sono in crisi nera

Enrico Pizzi

Lamioni, presidente della Camera di Commercio invita ad avere fiducia. Risale (+4,9) l'occupazione

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GROSSETO. È stato un semestre nero, per l'economia maremmana, il primo del 2009: tutti gli indicatori, compresa l'occupazione, mostrano saldi negativi e si salva solo la propensione all'investimento, ancora alta.

Un dato, quest'ultimo, che, insieme alla crescita della fiducia in una ripresa nel 2010, e a previsioni a tinte meno fosche per il 2º semestre convince il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni, a vedere un bicchiere che non è tutto vuoto. Non a caso il rapporto semestrale sulla congiuntura economica parla di «economia che soffre, ma tiene; tanta voglia di reagire».

In picchiata. I numeri riportati dal Coap e dall'istituto Tagliacarne sono, comunque, paurosi: oltre il 51% delle imprese intervistate dichiara un calo della produzione nel primo semestre del 2009 rispetto al 2º 2008, più del 46% ha visto scendere il proprio fatturato e quasi il 33% ha avuto il portafoglio ordini ridotto.
Saldi negativi. Certo, c'è anche chi ha visto crescere la produzione (10%) e il fatturato (9,2% del campione), così come il portafoglio ordini (8,1%), è c'è uno zoccolo duro - tra il 34 e il 41% delle intervistate - che mantiene le posizioni, ma il risultato è che i saldi sono tutti negativi, i peggiori mai registrati, con punte nel turismo (-58,5%), ma anche in agricoltura e manifatturiero (-47,3%).
Licenziamenti. In una situazione di piccole e piccolissime imprese, per lo più ditte individuali, la tenuta dell'occupazione è un fatto fisiologico, dal momento che uno non può licenziare se stesso a meno che non voglia chiudere, e dunque è a maggior ragione rilevante, rispetto alla tenuta del 76,3% del campione, il fatto che il 16% delle imprese ha già cominciato a licenziare, riducendo l'occupazione, mentre appena il 5% ha assunto.

Investimenti. C'è una voce, nel dato del semestre 2009, che consente una vena di ottimismo, ed è la voce degli investimenti. Nonostante tutto la propensione all'investimento non è diminuita, anzi: il 23% delle imprese ha dichiarato di aver aumentato gli investimenti e il 57,6% di non averli ridotti. Lamioni sottolinea questo come un segnale forte di fiducia.

La speranza. Il secondo semestre del 2008 si era chiuso male, peggio del primo semestre dello stesso anno e, per la prima volta in tanti anni di rilevamenti, in controtendenza rispetto all'andamento dell'economia maremmana che conta sui risultati del turismo e dell'agricoltura, che arrivano nel secondo semestre, per migliorare la propria performance. Altro elemento di fiducia, per Lamioni, è che le previsioni per il 2º 2009 sono migliori, seppure si mantengano, dei segnali negativi. Ma riprende l'occupazione (+4,9%).

La fiducia. Infine il terzo elemento positivo per Lamioni: cresce la fiducia nella ripresa. A marzo erano circa il 20% le imprese che credevano nella fine della crisi tra il 2009 e il 2010, mentre il 71% viveva nell'incertezza. A settembre il dato è mutato: circa il 40% guarda con fiducia al 2010 e gli incerti sono meno della metà.

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