Finanza
GROSSETO
Il "balzello" è legittimo
Stefano Fabbroni
◗
FIORA. La sede della società«Si tratta di una pratica ormai diffusa e già applicata in tutti gli altri ambiti della Regione»
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GROSSETO. Il difensore civico della Toscana si schiera con l'Ato 6 sui 40 euro di cauzione. E una pronuncia favorevole arriva anche dalla commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche, emanazione del ministero. Così l'Ato, con una nota, fa notare di non aver fatto un atto illegittimo, ma solo di essersi adeguata agli altri ambiti toscani.
Come si ricorderà, l'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale aveva stabilito - con delibera assembleare n.5 del 6 marzo 2009 - l'applicazione dei 40 euro in bolletta, con lo scopo di ridurre l'alta percenruale di morosità, e l'esenzione della somma solo per gli utenti che avessero scelto la domiciliazion bancaria degli addebiti.
Questa situazione ha originato incertezze e proteste da parte dei cittadini che non hanno condiviso l'imposizione di quello che è stato definito un "balzello" gravoso per la comunità.
Molti, anzi, hanno nutrito dubbi sulla legittimità della cauzione stessa. Perplessità sono sorte anche sull'individuazione dell'ente competente alla gestione ed all'applicazione di questa "caparra", individuato e riconosciuto proprio nell'Ato 6 Ombrone e non nell'Acquedotto del Fiora.
Anche in sede di Consiglio Comunale si sono registrati interventi di protesta sulla vicenda - in merito si era espressa l'esponente del Movimento per il bene comune, Tania Amarugi - per contestare il contenuto della delibera assembleare istitutiva della cauzione.
Però ieri dall'At.6 - che comprende i Comuni delle Province di Grosseto e Siena - informano di aver ricevuto due note mirate a fare maggiore chiarezza su una questione ancora circondata da un alone di incertezza. Da entrambe le dichiarazioni si evince, a chiare lettere, che la delibera non è illegittima. Nella prima, il Difensore Civico regionale fa presente che il «provvedimento deliberato non è illegittimo e che la disposizione è presente in tutti gli ambiti della Toscana» fra i quali, anzi, l'Ambito 6 Ombrone era l'unica'eccezione.
La seconda osservazione, invece proviene dal presidente della Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche, Roberto Passino, che fornisce alcune delucidazioni sul tema. La commissione ministeriale, confermando la mancanza di requisiti per l'attribuzione di illegittimità, afferma che «la richiesta da parte dei gestori del servizio idrico integrato di una somma a garantire l'adempimento del contratto è una pratica ormai frequente».
Il presidente sottolinea anche come il gestore del servizio debba farsi carico di restituire la somma all'utente, una volta che il servizio sia stato espletato. «Per quello che riguarda la domiciliazione bancaria - termina - essa rappresenta una forma di garanzia ed è equiparata al versamento del deposito cauzionale».
Come si ricorderà, l'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale aveva stabilito - con delibera assembleare n.5 del 6 marzo 2009 - l'applicazione dei 40 euro in bolletta, con lo scopo di ridurre l'alta percenruale di morosità, e l'esenzione della somma solo per gli utenti che avessero scelto la domiciliazion bancaria degli addebiti.
Questa situazione ha originato incertezze e proteste da parte dei cittadini che non hanno condiviso l'imposizione di quello che è stato definito un "balzello" gravoso per la comunità.
Molti, anzi, hanno nutrito dubbi sulla legittimità della cauzione stessa. Perplessità sono sorte anche sull'individuazione dell'ente competente alla gestione ed all'applicazione di questa "caparra", individuato e riconosciuto proprio nell'Ato 6 Ombrone e non nell'Acquedotto del Fiora.
Anche in sede di Consiglio Comunale si sono registrati interventi di protesta sulla vicenda - in merito si era espressa l'esponente del Movimento per il bene comune, Tania Amarugi - per contestare il contenuto della delibera assembleare istitutiva della cauzione.
Però ieri dall'At.6 - che comprende i Comuni delle Province di Grosseto e Siena - informano di aver ricevuto due note mirate a fare maggiore chiarezza su una questione ancora circondata da un alone di incertezza. Da entrambe le dichiarazioni si evince, a chiare lettere, che la delibera non è illegittima. Nella prima, il Difensore Civico regionale fa presente che il «provvedimento deliberato non è illegittimo e che la disposizione è presente in tutti gli ambiti della Toscana» fra i quali, anzi, l'Ambito 6 Ombrone era l'unica'eccezione.
La seconda osservazione, invece proviene dal presidente della Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche, Roberto Passino, che fornisce alcune delucidazioni sul tema. La commissione ministeriale, confermando la mancanza di requisiti per l'attribuzione di illegittimità, afferma che «la richiesta da parte dei gestori del servizio idrico integrato di una somma a garantire l'adempimento del contratto è una pratica ormai frequente».
Il presidente sottolinea anche come il gestore del servizio debba farsi carico di restituire la somma all'utente, una volta che il servizio sia stato espletato. «Per quello che riguarda la domiciliazione bancaria - termina - essa rappresenta una forma di garanzia ed è equiparata al versamento del deposito cauzionale».
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