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Grosseto

Illeciti a Campagnatico

Amici Miei, la prima sentenza

<strong>PM.</strong> Stefano Pizza
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PM. Stefano Pizza

Sorpresa. Amici Miei, l'indagine sui presunti illeciti commessi a Campagnatico nell'assegnazione degli appalti, non è ancora terminata e le misure cautelari più importanti sono ancora in corso. Ma ieri c'è già stato un patteggiamento. Con 2 anni e 6 mesi (pena non sospesa) esce di scena Santo La Rocca, 45 anni, titolare della Edilcostruzioni di Partanna

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GROSSETO. Sorpresa. Amici Miei, l'indagine sui presunti illeciti commessi a Campagnatico nell'assegnazione degli appalti, non è ancora terminata e le misure cautelari più importanti sono ancora in corso. Ma ieri c'è già stato un patteggiamento. Con 2 anni e 6 mesi (pena non sospesa) esce di scena Santo La Rocca, 45 anni, titolare della Edilcostruzioni di Partanna, in un primo momento in carcere, poi ai domiciliari, dal 21 scorso tornato del tutto libero.

Ieri il suo avvocato, Vincenzo Salvo, si è presentato davanti al giudice delle indagini preliminari Pietro Molino dopo aver concordato la pena con il pm Stefano Pizza. Una pena che comprende episodi di turbativa d'asta, falso ideologico, truffa e subappalti non autorizzati per ciascuno dei due appalti oggetto di indagine da parte della guardia di finanza (Pip di Arcille e Centro storico di Campagnatico) ma che comprende soprattutto l'ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, ritenuta alla base della pena (2 anni e 4 mesi con il beneficio del rito). La Rocca si è visto totalizzare 3 anni e 9 mesi, ridotti poi con il patteggiamento. Una pena per reati commessi in concorso con uno o più degli altri indagati che per la sua entità (sopra i 2 anni) lo porterebbe in carcere, una volta passata in giudicato. Ma è verosimile che il suo avvocato chieda l'affidamento in prova ai servizi sociali.

Chiusa la vicenda per lui ma non per la ditta di cui è rappresentante legale, chiamata in causa della Procura per l'illecito amministrativo derivante dalla corruzione e comportante l'affidamento di lavori per 1,5 milioni di euro. È la contestazione mossa anche alla ditta dell'altro imprenditore di Marsala, Vito Accardo (Edilux), che presto potrebbe anch'egli presentarsi con una richiesta di patteggiamento concordata con il pm. E non sembra nemmeno da escludersi che un'ulteriore accelerazione alle indagini possa giungere con la richiesta di giudizio immediato per altri indagati, quelli la cui posizione risulti palesemente gravata da responsabilità. A carico di La Rocca, ad esempio, il gip ha ravvisato ieri «massicci elementi probatori», mitigati nella quantificazione della pena dalla mancanza di precedenti e dal suo comportamento processuale positivo (l'imprenditore dopo un primo silenzio si fece interrogare dal pm Pizza appositamente sceso in Sicilia). Accardo e La Rocca si sarebbero fatti illecitamente aggiudicare i due appalti da Emanuele Barone (quello per le mura fu poi subappaltato alla ditta di Avni Cela): l'allora responsabile del lavori pubblici di Campagnatico e presidente della commissione di gara avrebbe ricevuto una tangente da 7.500 euro. Resta in cella, oltre a Cela e Barone, anche l'ex sindaco Elismo Pesucci (due ordinanze di custodia a carico); la Corte di appello deve decidere sull'istanza di scarcerazione o domiciliari avanzata nel suo interesse dall'avvocato Leporatti. (p.s.)

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