Il Tirreno

Grosseto

lavoro abusivo

Infermieri alla Asl senza autorizzazione

Pierluigi Sposato
<strong>OSPEDALE.</strong> Infermieri trasportano un ammalato
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OSPEDALE. Infermieri trasportano un ammalato

Una fornitura di forme di lavoro abusivo all'ospedale di Grosseto: infermieri che erano impiegati tra il 2004 e il 2006 senza l'autorizzazione ministeriale. Un abuso segnalato nel maggio 2006 dalla stessa Asl e su cui aveva compiuto accertamenti l'ispettorato del lavoro

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GROSSETO. Una fornitura di forme di lavoro abusivo all'ospedale di Grosseto: infermieri che erano impiegati tra il 2004 e il 2006 senza l'autorizzazione ministeriale. Un abuso segnalato nel maggio 2006 dalla stessa Asl e su cui aveva compiuto accertamenti l'ispettorato del lavoro.

E così sulla testa di Fabrizio Bargellini, 43 anni, di Greve in Chianti, responsabile dell'Aip (associazione infermieri professionali) e dell'Aio (associazione infermieri e ostetriche) era piombata una mega ammenda da 194.500 euro per 46 dipendenti, sotto forma di un decreto penale di condanna che aveva comunque dimezzato l'importo fino a 98.400 euro. Bargellini si era opposto e ha affrontato il dibattimento. Al termine del quale è stato condannato a 1 mese e a 900 euro di ammenda dal giudice Puliatti, con il beneficio della non menzione e soprattutto quello del condono, perché i fatti sono precedenti al maggio 2006. Da quel mese in poi, nulla di simile sarebbe più avvenuto. Il pm onorario Dompetrini aveva invece insistito per il 196.800 euro.

Ha pagato invece a suo tempo un'ammenda da 40mila euro la Asl, individuata come responsabile ma sotto altra forma dallo stesso ispettorato: una scelta prudenziale, riferisce oggi la Asl, perché l'azienda avrebbe ben potuto adire il contenzioso. La somma, che ha estinto il procedimento, è stata comunque coperta dall'assicurazione stipulata. La convenzione riguardava all'epoca il personale infermieristico specializzato per l'assistenza domiciliare. Il mutamento del quadro normativo di riferimento, aggiunge la Asl, aveva poi evidenziato la mancanza di requisiti da parte di chi forniva la forza lavoro.

I fatti, come ricostruiti dalla Procura, avevano presentato due tronconi in successione. La prima convenzione era quella stipulata tra Aip e Asl dal giugno 2004 al giugno 2005: 28 infermieri impiegati per 1.889 giornate lavorative. La seconda tra Aio e Asl dal luglio 2005 al febbraio 2006: 18 infermieri per 2.001 giornate. Ravvisando l'irregolarità, il pm aveva calcolato una somma di 50 euro per ciascuno dei 46 lavoratori (totale 2.300) e 50 euro per ciascuna delle 3.890 giornate (totale 194.500). Il dispositivo della sentenza ha già però escluso questo calcolo di importi. E per le motivazioni occorrerà attendere un mese.

In dibattimento, un ispettore della Direzione lavoro aveva chiarito che la collocazione del personale, per quelle funzioni, necessitava di un'autorizzazione ministeriale; che quel personale non aveva superato alcun concorso; e che, anche se il campo di indagine era stato limitato all'ospedale Misericordia di Grosseto, le prestazioni di lavoro sarebbero state tali anche in altre realtà toscane.

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