Il Tirreno

Grosseto

LA TRAGEDIA AL TROFEO MAREMMA

«Seguivo il tracciato, poi lo schianto»

Gabriele Baldanzi / Alfredo Faetti
<strong>RICORDO.</strong> Ecco lo scatto, realizzato sabato, che il fotografo Marco Nardi dedica a Sebastiano
◗
RICORDO. Ecco lo scatto, realizzato sabato, che il fotografo Marco Nardi dedica a Sebastiano

Maurizio Russo, il navigatore del Bmw M3 condotto da Scamporlino, è rimasto praticamente illeso. Lavora al Norm di Massa Marittima, l'appuntato Russo. E' un tipo tosto. Per oltre un'ora ha seguito le operazioni di soccorso dell'amico, a bordo strada. «A sangue caldo - raccontano alcuni uomini dell'organizzazione - non ha avvertito dolori o sintomi

3 MINUTI DI LETTURA





MONTEMASSI. Maurizio Russo, il navigatore del Bmw M3 condotto da Scamporlino, è rimasto praticamente illeso. Lavora al Norm di Massa Marittima, l'appuntato Russo. E' un tipo tosto. Per oltre un'ora ha seguito le operazioni di soccorso dell'amico, a bordo strada. «A sangue caldo - raccontano alcuni uomini dell'organizzazione - non ha avvertito dolori o sintomi. Ci ha detto di non aver capito nulla. Ricordava il via, pochi attimi prima del colpo. Ha detto che lui leggeva, seguiva la nota, il tracciato. Ha sentito la botta e basta...». Russo, dopo molte insistenze, intorno alle 12 è stato trasportato al Misericordia per un check-up.

Anche Mirko Tognarini, presidente del comitato organizzatore del Trofeo Maremma, lo conosceva bene Sebastiano Scamporlino. La sua scuderia è stata la prima ad averlo come pilota. «Quando un pilota si mette il casco, prima di una gara, sa che esistono dei rischi. Ma la passione è sempre più forte. Era così anche per Sebastiano».

«Si è trasferito - ricorda - in Maremma circa vent'anni fa. Quando l'ho conosciuto non aveva partecipato a una gara, ma in lui era già forte la passione per i rally. Nel 2000, al volante di una Clio Rs corse per la prima volta con la mia scuderia, la Mitos (che poi è ha cambiato nome in Follonica Motor Group). Da allora ha sempre partecipato con noi ai rally del territorio, il Trofeo Maremma e il Monteregio, con la macchina che aveva in proprietà con un altro pilota».

Ma a questa edizione Sebastiano aveva deciso di cambiare auto e scuderia. Durante il rally del Monteregio aveva fatto da apripista con una Bmw M3, della scuderia Finnico Corse, ed era rimasto entusiasta di quell'auto, tanto da decidere di correrci al Maremma. «La Bmw M3 è diversa dalle auto con cui aveva corso finora. - spiega Tognarini -. E' a trazione posteriore ed ha altre caratteristiche. Per questo, qualche tempo fa, mi venne a dire che non avrebbe gareggiato per la mia scuderia. Era una persona molto rispettosa. Io non feci obbiezioni e l'incontro terminò con un abbraccio. Comunque l'incidente non è dovuto al cambio dell'auto. Sebastiano aveva esperienza e ha sempre guidato con intelligenza. Nel rally la sicurezza imposta dai regolamenti e dagli iter burocratici è estrema. Anche le macchine sono progettate e costruite per proteggere il pilota. Ma tutto questo può non bastare perché, come in tutti gli aspetti della vita, può sempre entrare in scena la fatalità. Dalla prima edizione fino a oggi hanno corso nel Maremma più di 3400 piloti, senza mai un ferito».

Mirko Tognarini ricorda poi Sebastiano uomo. Una persona rispettosa, lavoratrice e molto attaccata alla famiglia. Si era trasferito da Sortino, in provincia di Siracusa, a Massa Marittima. «Un padre presente, che ha sempre seguito il figlio su tutti i campi dove giocava la sua squadra».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa