Il dolore
GROSSETO
Il sindaco dichiara guerra ai piccioni
Insieme Comune e Provincia faranno un piano di abbattimenti selettivi. Al Misericordia creano problemi sanitari
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GROSSETO. «Ho dichiarato guerra ai piccioni»: lo dice senza mezzi termini il sindaco Emilio Bonifazi che, proprio ieri, su richiesta dell'Asl, ha firmato un'ordinanza per il contenimento di questi volatili nella zona dell'ospedale. Ma presto le iniziative saranno estese anche al centro.
Infatti le numerose colonie di piccione domestico insediate al Misericordia, stanno creando problemi di carattere igienico-sanitario. Quindi il direttore generale della Asl 9, Fausto Mariotti, ha approvato un piano per controllare gli effetti dell'insediamento dei volatili con mezzi incruenti di dissuasione. In città, invece, il sindaco prevede anche abbattimenti selettivi.
Oltre al potenziamento degli interventi già effettuati - installazione di reti, dissuasori di appoggio, pulizie straordinarie, informazione per evitare la somministrazione di cibo - sono state attivate anche quattro azioni straordinarie: l'allontanamento dei nidi e delle uova, abbattimenti mirati, interventi di dissuasione alla nidificazione, somministrazione di mangime inibitore della fertilità.
Così il sindaco di Grosseto, quale autorità sanitaria, ha emanato un'ordinanza che vieta di dare da mangiare ai piccioni e prevede l'allontanamento dei nidi e delle uova.
Il secondo intervento è un piano di abbattimento nelle zone agricole e periurbane di San Lorenzo-Gorarella e nell'area a nord-est della "Senese", nelle vicinanze dell'ospedale. Recentemente, infatti, la Giunta regionale ha approvato una delibera che assimila i piccioni alla selvaggina, come peraltro deciso dalla Cassazione. Quindi il loro contenimento, anche con piani di abbattimento come per caprioli, cinghiali e volpi, è di competenza della Provincia.
In terzo luogo, l'Asl 9 ha stipulato una convenzione con l'Associazione "Progetto Migratoria" per il contenimento dei piccioni con sistemi quali fasci di luce intensa, dispositivi che diffondono canti di rapaci e pistole ad aria compressa con proiettili in gomma.
Infine la Asl prevede anche la somministrazione di mangimi inibitori della fertilità per la cui fornitura è in atto l'affidamento del servizio ad una ditta specializzata.
«Questo intervento - sottolinea il presidente della Provincia, Leonardo Marras - risponde a un'esigenza specifica dell'ospedale della Misericordia, ma s'inquadra in un più vasto progetto dell'Amministrazione per il contenimento del piccione domestico e selvatico, la cui proliferazione arreca danni notevoli alle colture agricole».
«Quello dei piccioni - aggiunge il sindaco Emilio Bonifazi - è problema annoso, di cui ci stiamo occupando da tempo attraverso alcune ordinanze che hanno l'obiettivo di porre un freno all'eccessiva diffusione in città: possono causare non solo danni al patrimonio ma anche contribuire alla diffusione di molte patologie».
Infatti le numerose colonie di piccione domestico insediate al Misericordia, stanno creando problemi di carattere igienico-sanitario. Quindi il direttore generale della Asl 9, Fausto Mariotti, ha approvato un piano per controllare gli effetti dell'insediamento dei volatili con mezzi incruenti di dissuasione. In città, invece, il sindaco prevede anche abbattimenti selettivi.
Oltre al potenziamento degli interventi già effettuati - installazione di reti, dissuasori di appoggio, pulizie straordinarie, informazione per evitare la somministrazione di cibo - sono state attivate anche quattro azioni straordinarie: l'allontanamento dei nidi e delle uova, abbattimenti mirati, interventi di dissuasione alla nidificazione, somministrazione di mangime inibitore della fertilità.
Così il sindaco di Grosseto, quale autorità sanitaria, ha emanato un'ordinanza che vieta di dare da mangiare ai piccioni e prevede l'allontanamento dei nidi e delle uova.
Il secondo intervento è un piano di abbattimento nelle zone agricole e periurbane di San Lorenzo-Gorarella e nell'area a nord-est della "Senese", nelle vicinanze dell'ospedale. Recentemente, infatti, la Giunta regionale ha approvato una delibera che assimila i piccioni alla selvaggina, come peraltro deciso dalla Cassazione. Quindi il loro contenimento, anche con piani di abbattimento come per caprioli, cinghiali e volpi, è di competenza della Provincia.
In terzo luogo, l'Asl 9 ha stipulato una convenzione con l'Associazione "Progetto Migratoria" per il contenimento dei piccioni con sistemi quali fasci di luce intensa, dispositivi che diffondono canti di rapaci e pistole ad aria compressa con proiettili in gomma.
Infine la Asl prevede anche la somministrazione di mangimi inibitori della fertilità per la cui fornitura è in atto l'affidamento del servizio ad una ditta specializzata.
«Questo intervento - sottolinea il presidente della Provincia, Leonardo Marras - risponde a un'esigenza specifica dell'ospedale della Misericordia, ma s'inquadra in un più vasto progetto dell'Amministrazione per il contenimento del piccione domestico e selvatico, la cui proliferazione arreca danni notevoli alle colture agricole».
«Quello dei piccioni - aggiunge il sindaco Emilio Bonifazi - è problema annoso, di cui ci stiamo occupando da tempo attraverso alcune ordinanze che hanno l'obiettivo di porre un freno all'eccessiva diffusione in città: possono causare non solo danni al patrimonio ma anche contribuire alla diffusione di molte patologie».
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