Sicurezza
BUFERA SUL TURISMO
«Macché brand, qui ci vuole sostanza»
Elisabetta Giorgi
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PITIGLIANO. Uno dei simboli del turismo in MaremmaMacché marchio Maremma. «Sono felice che a Grosseto ci sia un cambio di dirigenza all'Apt, che finalmente capisca che cos'è il turismo». Gianfranco Luzzetti (antiquario e collezionista maremmano), "padre" di un ciclo di mostre annuali al museo di archeologia e di un futuro lascito post mortem, torna ad animare il dibattito su turismo e cultura in Maremma
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GROSSETO. Macché marchio Maremma. «Sono felice che a Grosseto ci sia un cambio di dirigenza all'Apt, che finalmente capisca che cos'è il turismo». Gianfranco Luzzetti (antiquario e collezionista maremmano, radicato a Firenze), "padre" di un ciclo di mostre annuali al museo di archeologia e di un futuro lascito post mortem, torna ad animare il dibattito su turismo e cultura in Maremma.
E non usa giri di parole. La Maremma si basa ancora su modelli turistici vecchi, e non ha ancora espresso l'intraprendenza di innovare, magari ispirandosi a realtà più evolute (per esempio la Spagna). Perché? Per Luzzetti, a volte, il turismo è stato terreno di battaglia di valutazioni ideologiche e strumentalizzazioni politiche, mentre «destra e sinistra dovrebbero lasciare da parte le polemiche e procedere coi fatti. La nostra provincia non è industriale, ma vive di turismo e agricoltura». E allora sviluppiamolo meglio, questo turismo. I dati positivi sono che «nel primo semestre il calo degli arrivi e delle presenze è stato contenuto, e gli effetti della crisi rispetto al quadro nazionale sono stati limitati». La Maremma occupa una posizione privilegiata, è ben accessibile e le strutture ricettive sono diffuse e di buona qualità. I fattori negativi sono che «in questi anni non è stato fatto niente né nei luoghi ricchi di risorse e "strategici" per il turismo (zona amiatina o parco archeologico di Roselle) né alle infrastrutture. Manca un aeroporto che permetta un flusso più importante di visitatori dall'estero». Ma la Maremma è debole anche nei prezzi. «Le tariffe per turisti sono troppo alte non solo rispetto ai servizi erogati, ma anche alla concorrenza di altre zone italiane ed europee che, messe peggio di noi riguardo alle risorse, riescono a sfruttarle meglio. In Spagna i prezzi sono accessibili, un corretto rapporto qualità/prezzo è integrato da un'offerta diversificata, e la cultura del sole e del mare sta lasciando il passo al turismo culturale, all'agriturismo e al turismo sportivo. Qua, invece, trionfano ancora il turismo balneare e legato solo alle bellezze naturali». Le proposte per il tempo libero sono molte, ma rivestono un carattere provinciale e sono rivolte a un pubblico locale. Su tutto questo, l'antiquario vuole dare il buon esempio e - come già annunciato - sta confezionando una guida e un calendario con le sagre, le tradizioni culturali e le feste popolari, eno-gastronomiche e religiose della provincia, a integrare la prossima mostra. L'obiettivo è sviluppare un «turismo di massa, ben controllato e di qualità». Il materiale sarà divulgato ai tour operator perché organizzino pacchetti, e il tutto dovrà essere coordinato in fase di organizzazione e comunicazione. Fondamentale sarà un sito internet con un portale web per attingere informazioni e prenotare strutture ricettive o eventi. Insomma. «E' inutile parlare, con altisonante glossario esterofilo, di "marketing territoriale" e "brand", se al marchio non si unisce la sostanza. Gli itinerari turistici legati alla prima mostra Luzzetti furono un flop proprio per questo: prova che il marchio non ha funzionato». Oggi stesso Luzzetti avrà «un incontro importante a Firenze con amministratori maremmani, per decidere i dettagli operativi e finanziari della prossima esposizione, e degli itinerari in corso di catalogazione».
E non usa giri di parole. La Maremma si basa ancora su modelli turistici vecchi, e non ha ancora espresso l'intraprendenza di innovare, magari ispirandosi a realtà più evolute (per esempio la Spagna). Perché? Per Luzzetti, a volte, il turismo è stato terreno di battaglia di valutazioni ideologiche e strumentalizzazioni politiche, mentre «destra e sinistra dovrebbero lasciare da parte le polemiche e procedere coi fatti. La nostra provincia non è industriale, ma vive di turismo e agricoltura». E allora sviluppiamolo meglio, questo turismo. I dati positivi sono che «nel primo semestre il calo degli arrivi e delle presenze è stato contenuto, e gli effetti della crisi rispetto al quadro nazionale sono stati limitati». La Maremma occupa una posizione privilegiata, è ben accessibile e le strutture ricettive sono diffuse e di buona qualità. I fattori negativi sono che «in questi anni non è stato fatto niente né nei luoghi ricchi di risorse e "strategici" per il turismo (zona amiatina o parco archeologico di Roselle) né alle infrastrutture. Manca un aeroporto che permetta un flusso più importante di visitatori dall'estero». Ma la Maremma è debole anche nei prezzi. «Le tariffe per turisti sono troppo alte non solo rispetto ai servizi erogati, ma anche alla concorrenza di altre zone italiane ed europee che, messe peggio di noi riguardo alle risorse, riescono a sfruttarle meglio. In Spagna i prezzi sono accessibili, un corretto rapporto qualità/prezzo è integrato da un'offerta diversificata, e la cultura del sole e del mare sta lasciando il passo al turismo culturale, all'agriturismo e al turismo sportivo. Qua, invece, trionfano ancora il turismo balneare e legato solo alle bellezze naturali». Le proposte per il tempo libero sono molte, ma rivestono un carattere provinciale e sono rivolte a un pubblico locale. Su tutto questo, l'antiquario vuole dare il buon esempio e - come già annunciato - sta confezionando una guida e un calendario con le sagre, le tradizioni culturali e le feste popolari, eno-gastronomiche e religiose della provincia, a integrare la prossima mostra. L'obiettivo è sviluppare un «turismo di massa, ben controllato e di qualità». Il materiale sarà divulgato ai tour operator perché organizzino pacchetti, e il tutto dovrà essere coordinato in fase di organizzazione e comunicazione. Fondamentale sarà un sito internet con un portale web per attingere informazioni e prenotare strutture ricettive o eventi. Insomma. «E' inutile parlare, con altisonante glossario esterofilo, di "marketing territoriale" e "brand", se al marchio non si unisce la sostanza. Gli itinerari turistici legati alla prima mostra Luzzetti furono un flop proprio per questo: prova che il marchio non ha funzionato». Oggi stesso Luzzetti avrà «un incontro importante a Firenze con amministratori maremmani, per decidere i dettagli operativi e finanziari della prossima esposizione, e degli itinerari in corso di catalogazione».
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