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Associazione sportiva, ma era un ristorante Scoperta evasione da oltre 2 milioni di euro

Nel mirino dei finanzieri un complesso sportivo sorto qualche anno fa nelle vicinanze di Porto Santo Stefano. Dodici le persone coinvolte nell'impresa che veniva spacciata per associazione sportiva quando in realtà era un vero e proprio ristorante-bar-pizzeria con campi da tennis e calcetto. Chiunque poteva avere accesso ai servizi e non solo i soci, così come impone la legge

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Un'associazione sportiva che di sportivo aveva poco, piuttosto un ristorante, un'impresa commerciale in piena regola, campionessa di evasione. La Guardia di Finanza dell'Argentario, ha contestato ad una impianto sportivo, sorto qualche anno fa fuori dal centro abitato di Porto S. Stefano - molto frequentato da atleti dilettanti - la qualifica di associazione sportiva e una evasione fiscale da oltre 2 milioni e 200mila euro. 

Le persone  coinvolte nella gestione dell'impresa erano circa una dozzina. In realtà, si tratta di un normale ristorante-bar-pizzeria, con annessi campi per il gioco del tennis e del calcetto e dove chiunque vi poteva avere accesso, non solo gli associati. Inoltre, disponendo di ampi spazi, il locale organizzava anche banchetti per battesimi, compleanni  ed ogni genere di ricorrenze.

Come i finanzieri hanno accertato, non c'era nessuna attività sportiva, né i servizi forniti erano riservati ai soli soci, così come invece è previsto dalla legge. La qualità di socio, che taluni dei clienti erano stati indotti ad assumere, senza peraltro poi essere chiamati a partecipare alla vita associativa dell'ente, era un pura formalità, utile agli organizzatori per avere accesso alle agevolazioni fiscali riconosciute alle vere associazioni sportive dilettantistiche.

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di Redazione web