Il dolore
IL COMMERCIO CERCA REGOLE
La terza domenica si chiude
Francesca Ferri
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IL SINDACO e, in alto, un supermarket affollato di domenicaAnnunciata nelle scorse settimane, ieri - puntuale allo scadere del termine previsto dalla legge - è arrivata. Il Comune di Grosseto ha approvato la nuova ordinanza che regola l'apertura domenicale e nei festivi dei negozi del capoluogo e delle frazioni. Semaforo verde per lo shopping da gennaio a novembre ogni prima, seconda, quarta e quinta domenica del mese
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GROSSETO. Annunciata nelle scorse settimane, ieri - puntuale allo scadere del termine previsto dalla legge - è arrivata. Il Comune di Grosseto ha approvato la nuova ordinanza che regola l'apertura domenicale e nei festivi dei negozi del capoluogo e delle frazioni. Semaforo verde per lo shopping da gennaio a novembre ogni prima, seconda, quarta e quinta domenica del mese, e in tutte le domeniche di dicembre.
I commercianti, in queste giornate, non sono ovviamente obbligati a tenere alzate le saracinesche, ma chi vorrà aprire il negozio lo potrà fare.
Stop obbligatorio agli acquisti, invece, la terza domenica di ogni mese - sempre da gennaio a novembre - e per le festività del 1º gennaio, Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 15 agosto e 25 dicembre.
In questi sei giorni "superfestivi" è concesso di aprire il negozio solo ai commercianti delle frazioni di Marina di Alberese, Rispescia, Principina Mare e Marina di Grosseto.
Se, poi, durante la terza domenica del mese Grosseto dovesse ospitare una manifestazione di piazza, il sindaco può decidere uno strappo alla regola e permettere ai negozi di rimanere aperti.
Seduti fianco a fianco nella sala del Consiglio, il sindaco Emilio Bonifazi e l'assessore al Commercio Moreno Canuti non nascondono la loro soddisfazione.
«Proprio oggi (ieri per chi legge, ndc) scadono i 180 giorni concessi ai Comuni per concordare con le associazioni di categoria eventuali deroghe al regolamento regionale sul commercio - spiega Bonifazi - e Grosseto è uno dei primi Comuni in Toscana ad avere un'ordinanza ad hoc. Questo ci permette di evitare da subito che anche una sola domenica i negozi debbano rimanere chiusi per gli effetti della legge regionale».
Lo scorso aprile, infatti, il decreto attuativo del regolamento regionale ha stabilito che, di lì a 180 giorni, i negozi toscani dovevano rimanere chiusi durante i festivi, a meno che i singoli Comuni non avessero chiamato a raccolta associazioni di categoria, sindacati e tutti i soggetti coinvolti per decidere insieme eventuali deroghe. E Grosseto, dove fino ad oggi i negozi potevano rimanere aperti la domenica, ne ha approfittato.
«Il risultato - spiega l'assessore Canuti - è che i negozi rimarranno aperti per 41 domeniche su 52 all'anno, contro le 8 previste dalla legge regionale. Una soluzione che media posizioni anche molto lontane fra loro». Tra le varie voci che si sono sollevate negli ultimi mesi, infatti, c'era chi aveva accolto con favore la chiusura domenicale, garanzia di riposo per gli addetti al commercio, e chi la considerava un pericolo proprio per i lavoratori: meno ore di apertura avrebbero causato licenziamenti. E poi perché vietare a cittadini e turisti lo shopping proprio nei giorni di riposo?
«L'ordinanza - spiega Bonifazi - è frutto di un dialogo lungo e costruttivo ma, certo, non è condivisa all'unanimità. Per questo ne monitoreremo per un anno gli effetti e valuteremo eventuali correzioni». A garanzia dei lavoratori le imprese dovranno trasmettere al sindaco l'accordo con il sindacato. «Occorre infine confrontarsi appena possibile con i Comuni limitrofi per dare omogeneità al sistema commercio in tutto il territorio maremmano».
Ma perché far chiudere proprio la terza domenica? «Di solito - spiega il sindaco con una battuta - si riscuote alla fine del mese, in tempo utile per avere maggiore disponibilità di denaro l'ultima domenica. Il week end precedente, invece, è più probabile che il borsello rimanga all'asciutto. Niente soldi, niente compere».
I commercianti, in queste giornate, non sono ovviamente obbligati a tenere alzate le saracinesche, ma chi vorrà aprire il negozio lo potrà fare.
Stop obbligatorio agli acquisti, invece, la terza domenica di ogni mese - sempre da gennaio a novembre - e per le festività del 1º gennaio, Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 15 agosto e 25 dicembre.
In questi sei giorni "superfestivi" è concesso di aprire il negozio solo ai commercianti delle frazioni di Marina di Alberese, Rispescia, Principina Mare e Marina di Grosseto.
Se, poi, durante la terza domenica del mese Grosseto dovesse ospitare una manifestazione di piazza, il sindaco può decidere uno strappo alla regola e permettere ai negozi di rimanere aperti.
Seduti fianco a fianco nella sala del Consiglio, il sindaco Emilio Bonifazi e l'assessore al Commercio Moreno Canuti non nascondono la loro soddisfazione.
«Proprio oggi (ieri per chi legge, ndc) scadono i 180 giorni concessi ai Comuni per concordare con le associazioni di categoria eventuali deroghe al regolamento regionale sul commercio - spiega Bonifazi - e Grosseto è uno dei primi Comuni in Toscana ad avere un'ordinanza ad hoc. Questo ci permette di evitare da subito che anche una sola domenica i negozi debbano rimanere chiusi per gli effetti della legge regionale».
Lo scorso aprile, infatti, il decreto attuativo del regolamento regionale ha stabilito che, di lì a 180 giorni, i negozi toscani dovevano rimanere chiusi durante i festivi, a meno che i singoli Comuni non avessero chiamato a raccolta associazioni di categoria, sindacati e tutti i soggetti coinvolti per decidere insieme eventuali deroghe. E Grosseto, dove fino ad oggi i negozi potevano rimanere aperti la domenica, ne ha approfittato.
«Il risultato - spiega l'assessore Canuti - è che i negozi rimarranno aperti per 41 domeniche su 52 all'anno, contro le 8 previste dalla legge regionale. Una soluzione che media posizioni anche molto lontane fra loro». Tra le varie voci che si sono sollevate negli ultimi mesi, infatti, c'era chi aveva accolto con favore la chiusura domenicale, garanzia di riposo per gli addetti al commercio, e chi la considerava un pericolo proprio per i lavoratori: meno ore di apertura avrebbero causato licenziamenti. E poi perché vietare a cittadini e turisti lo shopping proprio nei giorni di riposo?
«L'ordinanza - spiega Bonifazi - è frutto di un dialogo lungo e costruttivo ma, certo, non è condivisa all'unanimità. Per questo ne monitoreremo per un anno gli effetti e valuteremo eventuali correzioni». A garanzia dei lavoratori le imprese dovranno trasmettere al sindaco l'accordo con il sindacato. «Occorre infine confrontarsi appena possibile con i Comuni limitrofi per dare omogeneità al sistema commercio in tutto il territorio maremmano».
Ma perché far chiudere proprio la terza domenica? «Di solito - spiega il sindaco con una battuta - si riscuote alla fine del mese, in tempo utile per avere maggiore disponibilità di denaro l'ultima domenica. Il week end precedente, invece, è più probabile che il borsello rimanga all'asciutto. Niente soldi, niente compere».
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