Sicurezza
ARRESTATO DALLA POLIZIA
I soldi sono pochi, papà spaccia
Federico Lazzotti
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SEQUESTRATE. Diciannove dosi di eroina in bagnoPadre spacciatore per arrivare a fine mese. Con le manette ai polsi, accanto a moglie e figlio di appena un mese ha raccontato agli agenti che si era messo a vendere droga per arrotondare e mandare avanti la famiglia. «Non ce la faccio a pagare tutto con lo stipendio che prendo», ha spiegato
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GROSSETO. Padre spacciatore per arrivare a fine mese. Con le manette ai polsi, accanto a moglie e figlio di appena un mese ha raccontato agli agenti che si era messo a vendere droga per arrotondare e mandare avanti la famiglia. «Non ce la faccio a pagare tutto con lo stipendio che prendo», ha spiegato.
Troppo misero dunque - ha provato a giustificarsi - lo stipendio da part-time nell'Ente pubblico dove lavora per pagare le 450 euro d'affitto in centro, comprare pappine, pannoloni e farci entrare pure bollette e benzina. Così, da quando è nato il bambino, ha deciso di cimentarsi in un secondo lavoro, ma invece di fare qualche ora extra come cameriere ha preferito mettersi a spacciare eroina. Piccole quantità, da rivendere a una cerchia di clienti ristretta. Per acquistare bastava suonare il campanello e rispondere: «Fratello», quando si sentiva chiedere: «Chi è?»
In casa gli agenti della squadra volanti hanno trovato quasi sei grammi di eroina divisi in diciannove dosi già confezionate con pezzi di plastica neri e celeste, un paio di bilancine di precisione e 435 euro in contanti sparsi per l'appartamento che guarda piazzetta San Michele. Probabilmente il ricavato degli affari dell'ultima settimana.
Enrico D'Addio, 24 anni, casertano di nascita, incensurato, è finito dietro le sbarre con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio. Ieri mattina il giudice Marco Mezzaluna non deve però aver creduto alla versione del padre in difficoltà economiche. Il gip, infatti, ha convalidato l'arresto disponendo per il giovane la permanenza nel carcere di via Saffi fino al processo. Sua moglie, A.S., 21 anni, senese ma residente a Grosseto, è stata invece denunciata sempre per detenzione ai fini di spaccio.
Ai coniugi gli agenti sono arrivati seguendo una coppia di giovani grossetani, uno dei quali è un consumatore abituale di eroina. Sabato pomeriggio, intorno alle 17.50, la coppia è stata fermata da una volante all'uscita della farmacia in via Dei Mille. Gli agenti, dopo averli identificati, hanno perquisito prima la ragazza, 25 anni, e poi il fidanzato di cinque anni più grande. Da una tasca è spuntata fuori un involucro di colore celeste, dal calzino un altro uguale e con lo stesso contenuto: eroina. Per un totale di poco meno di un grammo.
Dagli accertamenti, gli agenti sono risaliti all'appartamento che guarda piazza San Michele, dove da un mese vive la famiglia. Quando i poliziotti hanno suonato, rispondendo con la parola in codice: «Fratello», si è aperta la porta sul bazar dell'eroina. Nascosti dentro la confezione di un asciugacapelli gli agenti hanno trovato le bilance di precisione. In un pacchetto di sigarette la maggior parte delle dosi di eroina preconfezionate uguali a quelle trovate addosso a uno dei due giovani fermati in via Dei Mille. Incastrato è iniziata la confessione del padre: «spacciatore per arrivare a fine mese».
Troppo misero dunque - ha provato a giustificarsi - lo stipendio da part-time nell'Ente pubblico dove lavora per pagare le 450 euro d'affitto in centro, comprare pappine, pannoloni e farci entrare pure bollette e benzina. Così, da quando è nato il bambino, ha deciso di cimentarsi in un secondo lavoro, ma invece di fare qualche ora extra come cameriere ha preferito mettersi a spacciare eroina. Piccole quantità, da rivendere a una cerchia di clienti ristretta. Per acquistare bastava suonare il campanello e rispondere: «Fratello», quando si sentiva chiedere: «Chi è?»
In casa gli agenti della squadra volanti hanno trovato quasi sei grammi di eroina divisi in diciannove dosi già confezionate con pezzi di plastica neri e celeste, un paio di bilancine di precisione e 435 euro in contanti sparsi per l'appartamento che guarda piazzetta San Michele. Probabilmente il ricavato degli affari dell'ultima settimana.
Enrico D'Addio, 24 anni, casertano di nascita, incensurato, è finito dietro le sbarre con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio. Ieri mattina il giudice Marco Mezzaluna non deve però aver creduto alla versione del padre in difficoltà economiche. Il gip, infatti, ha convalidato l'arresto disponendo per il giovane la permanenza nel carcere di via Saffi fino al processo. Sua moglie, A.S., 21 anni, senese ma residente a Grosseto, è stata invece denunciata sempre per detenzione ai fini di spaccio.
Ai coniugi gli agenti sono arrivati seguendo una coppia di giovani grossetani, uno dei quali è un consumatore abituale di eroina. Sabato pomeriggio, intorno alle 17.50, la coppia è stata fermata da una volante all'uscita della farmacia in via Dei Mille. Gli agenti, dopo averli identificati, hanno perquisito prima la ragazza, 25 anni, e poi il fidanzato di cinque anni più grande. Da una tasca è spuntata fuori un involucro di colore celeste, dal calzino un altro uguale e con lo stesso contenuto: eroina. Per un totale di poco meno di un grammo.
Dagli accertamenti, gli agenti sono risaliti all'appartamento che guarda piazza San Michele, dove da un mese vive la famiglia. Quando i poliziotti hanno suonato, rispondendo con la parola in codice: «Fratello», si è aperta la porta sul bazar dell'eroina. Nascosti dentro la confezione di un asciugacapelli gli agenti hanno trovato le bilance di precisione. In un pacchetto di sigarette la maggior parte delle dosi di eroina preconfezionate uguali a quelle trovate addosso a uno dei due giovani fermati in via Dei Mille. Incastrato è iniziata la confessione del padre: «spacciatore per arrivare a fine mese».
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