Il Tirreno

Grosseto

Arriva la suina

«Un vaccino come un altro, lo farò»

Guido Fiorini

«Gli effetti collaterali, sempre che ci siano, saranno blandi non c'è di che preoccuparsi»

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GROSSETO. «Io mi vaccinerò, non ci sono dubbi. Devo lavorare in ospedale e stare a contatto con persone malate. Faccio parte di una delle categorie da vaccinare»: a parlare è il dottor Mario Toti, responsabile del reparto di malattie infettive del Misericordia.
La chiacchierata è l'occasione per fare un po' di chiarezza sul vaccino per l'influenza suina, quella variante del virus di tipo A che nel giro di qualche settimana avrà il suo picco. La circolare del ministero, uscita qualche giorno fa, chiarisce le categorie che dovrebbero vaccinarsi.
Dottore, chi deve fare questo vaccino?
«Prima cosa, non è un obbligo. Ma per alcune categorie di persone, individuate con chiarezza, è fortemente raccomandabile. Diciamo che le persone "consigliate" sono di due tipi: il primo comprende quelle che svolgono servizi pubblici, penso ad esempio al personale sanitario, alle forze dell'ordine e non solo. Non tanto per la gravità del virus, che sarà più blando di quello della stagionale, quanto perché, essendo contagioso, c'è il rischio che con tanti malati "tutti insieme", si blocchino i servizi stessi. Il secondo gruppo è quello delle persone che hanno altre patologie che, combinate con l'influenza, potrebbero diventare pericolose. Lo stesso vale per chi deve assisterle quotidianamente».
Si parla molto dell'età.
«Il virus tende a colpire soprattutto i giovani. Questo perché fanno più vita sociale e sono più esposti al contagio. A differenza dell'influenza stagionale sono meno a rischio gli ultra 65enni, sia perché molti di loro hanno già gli anticorpi per questa variante (devono bloccare le proteine H e N del virus, nel 1957 ci fu un'influenza con caratteristiche simili, ndr), sia perché frequentano meno luoghi di aggregazione».
E chi non deve farlo?
«La valutazione sarà a cura dei medici di base. Ma un giovane, sano, in forma, può anche "correre il rischio" di ammalarsi. Ripeto, sarà contagiosa, ma in forma molto lieve».
Ma questo vaccino è sicuro?
«Io mi vaccinerò serenamente. È un vaccino come tutti gli altri, con una piccolissima percentuale di rischio, quasi infinitesimale. So bene che nel mondo, e anche in Italia, ci sono persone che rifiutano qualsiasi tipo di vaccino. È un'opinione che rispetto, ma non condivido. I vaccini da sempre risolvono un problema a milioni di persone. Se poi una su un milione ha un problema legato alla vaccinazione stessa, questo non basta a demonizzarla».
E gli effetti collaterali?
«Saranno, sempre che ci siano, gli stessi di una qualsiasi vaccinazione. Niente di cui preoccuparsi».
C'è chi dice che questo vaccino ha avuto poco tempo per la sperimentazione.
«Essendo un virus nuovo, almeno nella variante, non poteva essere diversamente. Ma non ci dimentichiamo che è pur sempre un'influenza di tipo A, per la quale il vaccino è stato preparato e sperimentato da un sacco di anni. Anche se è leggermente variato il virus, il procedimento per fare il vaccino è sempre lo stesso, quello testato in tutto il mondo».

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