Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Chiedono i bolli di auto rottamate

Stefano Fabbroni
<strong>DUE SOCIETÀ.</strong> L’avviso inviato dalla Cerit e, a destra, la sede della Gerit a Grosseto
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DUE SOCIETÀ. L’avviso inviato dalla Cerit e, a destra, la sede della Gerit a Grosseto

IL CASO La Cerit sta spedendo le cartelle in tutta la Toscana ma chi ha usufruito degli incentivi non deve pagare

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GROSSETO. Le auto sono state rottamate e non esistono più, ma stanno arrivando lo stesso avvisi per l'omesso pagamento del bollo (la tassa di possesso). Proprio in questi giorni ne sono stati spediti, dall'Aci regionale, circa 500mila. E una parte di questi, ancora da quantificare, sono legati a macchine distrutte e quindi non sono dovuti. In Provincia di Grosseto sono alcune migliaia.
A sollecitarne il versamento per conto dell'Aci sta provvedendo la Equitalia Cerit, società esattrice che, da fine ottobre (ma pare che sia già operante a livello locale, data la ricezione dei bollettini), acquisirà anche per Grosseto il ramo di attività di Equitalia Gerit, che ha un'agenzia in città.
A denunciare il problema, che ha una ricaduta regionale, è un grossetano, Franco Priori.
Circa una settimana fa si è visto recapitare un bollettino dalla Cerit per un ritardato pagamento datato 2007, proprio l'anno in cui Priori si era disfatto dell'auto, facendola rottamare.
«Mio padre - racconta la figlia Barbara - mi ha avvertito subito della cartella con l'importo - di circa duecento euro - da pagare ad Equitalia Cerit. E ci siamo subito messi in moto per capire cosa fosse successo».
Il primo passo è stato rivolgersi all'Aci di Grosseto. «Mio padre aveva con sé il libretto dell'auto nuova - spiega la figlia - e ha spiegato di aver beneficiato dell'incentivo di rottamazione, quindi non c'era motivo di pagare ancora i bolli per la vecchia auto».
Dall'Aci hanno preteso la consegna dell'atto di rottamazione, a dimostrazione dell'avvenuta operazione. «Ho nutrito subito dei dubbi sulla necessitò di questo documento - dice Barbara - e ne ho avuto conferma dalla concessionaria Fiat di Grosseto, dove avevamo comprato la "vecchia" auto, perché è sufficiente esibire il certificato di proprietà, fornito al titolare quando prende la nuova vettura». In fondo al Cdp è riportato, in effetti, alla voce "annotazioni" la dicitura relativa all'immatricolazione della macchina appena comprata ed il riferimento alla consegna del veicolo da demolire. «A questo punto la segreteria della concessionaria ci ha fatto una copia del Cdp - continua la ragazza - informandoci che non c'è nessun altro foglio, oltre a questo, che attesti la rottamazione».
Quindi un nuovo viaggio all'Aci. «Dopo un po' di titubanze, un'impiegata ha riconosciuto come valido il certificato di proprietà e a mio padre è stato rilasciato un documento definitivo riportante il riferimento della rottamazione dell'altra auto. Così adesso siamo sollevati da pagare gli arretrati, ma chissà quanti saranno nelle nostre condizioni». In effetti, in Provincia, le cartelle pazze potrebbero essere migliaia.

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