Il Tirreno

Grosseto

Scoprta casa a luci rose

Casa a luci rossein pieno centro cittàmedici tra i clienti

Federico Lazzotti
<strong>IN UN GIORNO </strong>Ricevevano anche venti clienti
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IN UN GIORNO Ricevevano anche venti clienti

Tariffa minima: 100 euro, trovate anche fruste e manette Tenevano un promemoria con i gusti erotici

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GROSSETO. Tra i clienti della casa a luci rosse c'erano medici, assicuratori, professionisti ma anche giovani che pagavano cento euro per un rapporto. Più la prestazione era particolare e più il prezzo saliva. Nell'appartamento nel centro di Grosseto, la polizia ha sequestrato fruste, preservativi e vibratori. Oltre a nove cellulari a cui erano collegate altrettante inserzione su giornali e siti specializzati.
Si facevano chiamare quando Marisol, Teresa, Golosina, Polacca o Derecho. Ma dietro a questi nomignoli i clienti trovavano sempre le stesse donne: due sudamericane di 45 e 26 anni arrivate in Italia a settembre e allontanate dal territorio nazionale dopo il blitz dell'altro ieri dalla buoncostume. Nei guai è finita anche l'intestataria del contratto d'affitto mentre la titolare dell'appartamento in zona via dei Mille per ora se l'è cavata.
Le due accompagnatrici, in poco più di un mese, si erano create un notevole giro di affezionatissimi clienti. «Certi giorni - confidano gli agenti che hanno eseguito gli appostamenti - davanti al portone c'era gente che aspettava il proprio turno: chiamavano e poi restavano in macchina».
Secondo quello che hanno potuto ricostruire gli stessi investigatori, le due donne una colombiana l'altra dominicana con passaporto spagnolo, ricevevano solo di pomeriggio: tra le 15.30 e le 20.30. E in mezza giornata incontravano una ventina di clienti a testa con una tariffa minima di cento euro a rapporto. Basta fare due conti per capire che il volume d'affari, in un giorno, poteva raggiungere e superare due-tremila euro.
Tra scatole di preservativi, manette fucsia, giochetti a luci rosse e oggetti in lattice, gli agenti hanno anche trovato un promemoria sui gusti erotici dei diversi clienti. Una sorta di glossario tradotto anche in spagnolo. L'attenzione degli investigatori si è concentrato in particolare sul soprannome che le due donne avevano affidato ad un loro habitué che avevano ribattezzato Il Cattivo.
Da quel portone ogni giorno salivano medici, professionisti e assicuratori. Per pochi minuti in quell'appartamento, qualcuno, ha pure percorso centinaia di chilometri. È stato il continuo via vai di uomini a insospettire i vicini di casa. Ecco come sono scattate le indagini della seconda sezione della squadra mobile. Gli accertamenti incrociati hanno messo in luce un vero e proprio sistema di sponsorizzazioni che le due ragazze avevano ideato. Gli annunci bollenti erano infatti segnalati sui giornali e sui siti specializzati in cui le offerte erano molto più esplicite.

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