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GROSSETO

Ragazzine in posa per scatti hardcondannato 30enne con disturbi

Federico Lazzotti

Le ragazze, minorenni, erano erano consenzienti e posavano gratuitamente per il giovane fino a quando il padre di una di loro ha trovato le immagini sul computer della figlia. P.M., cui il giudice ha riconosciuto la seminfermità mentale, è stato condannato con rito abbreviato a un anno e nove mesi e al pagamento di un risarcimento di 'soli' 5000 euro proprio perché la ragazza in questione "accettava a più riprese di farsi riprendere nelle pose oscene" di F.Lazzotti

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GROSSETO. Fotografava e riprendeva ragazze minorenni in pose oscene per poi condividere immagini e video sul Web. Il tutto con il consenso delle stesse ragazze che si spogliavano gratuitamente davanti all'obiettivo del sedicente fotografo. Ad accorgersi degli scatti hard il padre di una delle due giovani protagoniste che ha scovato sul computer della figlia un file con alcune delle 150 foto che ritraevano la ragazza in atteggiamenti inequivocabili.

Il giovane grossetano che ha scattato quelle immagini, P.M., oggi trentenne, è stato condannato per produzione e divulgazione di materiale pedopornografico a un anno, 9 mesi e 15 giorni di reclusione. La pena è stata ridotta di un terzo, perché l'imputato ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato. Inoltre il giudice Pietro Molino ha riconosciuto all'uomo la seminfermità mentale.

Scrive il perito nella relazione. «Si tratta di un paziente che ha disturbi della personalità con prevalenza di tratti schizoidi. Presenta anche gravi limitazioni nell'area relazionale». Il giudice ha disposto in cinque mila euro il risarcimento di una delle due parti civili a 5 mila euro perché «anche se essendo ancora minorenne (e non in possesso di un completo sviluppo della sfera psicolsessuale) accettava a più riprese di farsi riprendere nelle pose oscene».

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