Il dolore
MANCIANO
La Maremmana al buio è una trappola
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La vista durante la notte. La scritta sullo sfondo rosso: "stop". Poi il buio interrotto da un cartello che indica da un lato la fermata del bus dall'altro una struttura ricettiva. In mezzo l'incrocio dove la notte del 7 ottobre è stata investita e uccisa Vimise Ronca, 82 anni. Qualche chilometro più avanti, il 13 luglio, morì l'ottantunenne Ines Tinto
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MANCIANO. La scritta sullo sfondo rosso: "stop". Poi il buio interrotto da un cartello che indica da un lato la fermata del bus dall'altro una struttura ricettiva. In mezzo l'incrocio dove la notte del 7 ottobre è stata investita e uccisa Vimise Ronca, 82 anni. Qualche chilometro più avanti, il 13 luglio, morì l'ottantunenne Ines Tinto. Ora nell'occhio del ciclone c'è l'illuminazione.
«Questi incroci - si sfoga il genero della signora Vimise - sono pericolosi. Soprattutto se su un lato sono stati messi dei raccoglitori per la spazzatura che costringono chi vive nella zona ad attraversare la strada. Ecco perché spero che la morte di mia suocera - prosegue - serva almeno a cambiare le cose. Magari dotando l'incrocio di un segnalatore luminoso o di un lampione anche di quelli autoalimentati, o delle barre rumorose per terra. In quell'incrocio - va avanti - c'è anche la fermata del bus e la gente che se ne serve lo aspetta in mezzo alla strada. Infine ci sono ragazzi che attraversano con il motorino o la bicicletta per gettare la spazzatura, o signore con carriole o carretti».
Gli ultimi due decessi non sono gli unici capitati sulla provinciale 74 dal 2004 ad oggi. Ma questi si somigliano e la poca illuminazione pare sia una delle cause principali. In entrambi i casi, infatti, le vittime sono due donne che camminavano sul ciglio della strada quando la luce del giorno era un ricordo.
Per quello che riguarda la signora Vimise come spiega il genero «era andata a gettare la spazzatura nei cassonetti. Un'operazione che ripeteva tutti i santi giorni, dal giorno in cui quei maledetti cassonetti sono stati messi lì, dopo l'incrocio molti anni fa e nell'attraversare quella strada era prudentissima». Un'attenzione che però non è bastata ad evitare l'impatto.
Illuminazione e strada stretta, dunque. Questi i due problemi della provinciale 74. Se da un lato la buona notizia è che parte della carreggiata sarà allargata fino far entrare questa strada nella categoria C1, «quelle con una larghezza di dieci metri e mezzo», spiega l'assessore provinciale ai Trasporti Fernando Pianigiani. Dall'altra, almeno per ora sembra difficile dotare la Maremmana di una nuova illuminazione. La legge, infatti, prevede che sia il Comune, in quel tratto è quello di Manciano, ad accollarsi le spese. «Lungo quella strada - spiega l'ex assessore provinciale ai trasporti Sergio Bovicelli che ha finanziato i lavori sulla sp 74 - ci sono decine di incroci in cui la provinciale si interseca con strade secondarie. Dotare ogni incrocio di illuminazione sarebbe senza dubbio uno sforzo titanico».
Ecco perché andrebbe fatta una sorta di mappa nella quale segnare i punti più pericolosi come quello che passa dalla strada consorziale della Vergheria, un pugno di case dove abitava anche Vimise Ronca, uccisa la notte del 7 ottobre mentre andava a buttare la spazzatura davanti a casa.
F.Laz
«Questi incroci - si sfoga il genero della signora Vimise - sono pericolosi. Soprattutto se su un lato sono stati messi dei raccoglitori per la spazzatura che costringono chi vive nella zona ad attraversare la strada. Ecco perché spero che la morte di mia suocera - prosegue - serva almeno a cambiare le cose. Magari dotando l'incrocio di un segnalatore luminoso o di un lampione anche di quelli autoalimentati, o delle barre rumorose per terra. In quell'incrocio - va avanti - c'è anche la fermata del bus e la gente che se ne serve lo aspetta in mezzo alla strada. Infine ci sono ragazzi che attraversano con il motorino o la bicicletta per gettare la spazzatura, o signore con carriole o carretti».
Gli ultimi due decessi non sono gli unici capitati sulla provinciale 74 dal 2004 ad oggi. Ma questi si somigliano e la poca illuminazione pare sia una delle cause principali. In entrambi i casi, infatti, le vittime sono due donne che camminavano sul ciglio della strada quando la luce del giorno era un ricordo.
Per quello che riguarda la signora Vimise come spiega il genero «era andata a gettare la spazzatura nei cassonetti. Un'operazione che ripeteva tutti i santi giorni, dal giorno in cui quei maledetti cassonetti sono stati messi lì, dopo l'incrocio molti anni fa e nell'attraversare quella strada era prudentissima». Un'attenzione che però non è bastata ad evitare l'impatto.
Illuminazione e strada stretta, dunque. Questi i due problemi della provinciale 74. Se da un lato la buona notizia è che parte della carreggiata sarà allargata fino far entrare questa strada nella categoria C1, «quelle con una larghezza di dieci metri e mezzo», spiega l'assessore provinciale ai Trasporti Fernando Pianigiani. Dall'altra, almeno per ora sembra difficile dotare la Maremmana di una nuova illuminazione. La legge, infatti, prevede che sia il Comune, in quel tratto è quello di Manciano, ad accollarsi le spese. «Lungo quella strada - spiega l'ex assessore provinciale ai trasporti Sergio Bovicelli che ha finanziato i lavori sulla sp 74 - ci sono decine di incroci in cui la provinciale si interseca con strade secondarie. Dotare ogni incrocio di illuminazione sarebbe senza dubbio uno sforzo titanico».
Ecco perché andrebbe fatta una sorta di mappa nella quale segnare i punti più pericolosi come quello che passa dalla strada consorziale della Vergheria, un pugno di case dove abitava anche Vimise Ronca, uccisa la notte del 7 ottobre mentre andava a buttare la spazzatura davanti a casa.
F.Laz
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