Finanza
Turini “contro” Matteoli
«Resta il no all'impianto»
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PDL DIVISO L’inceneritore di Scarlino mette su posizioni opposte il ministro Matteoli e TuriniMatteoli dice sì ma il Pdl locale continua sulla linea del no. Il finale con il botto del convegno "Tur2009" organizzato dal centro destra locale alla Corte dei Tusci del Puntone, continua a far discutere
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FOLLONICA. Matteoli dice sì ma il Pdl locale continua sulla linea del no. Il finale con il botto del convegno "Tur2009" organizzato dal centro destra locale alla Corte dei Tusci del Puntone, continua a far discutere.
Le dichiarazioni del ministro alle infrastrutture Altero Matteoli, in merito allo smaltimento dei rifiuti non potevano non provocare uno scossone all'interno del Pdl locale. Certo il ministro ha sempre parlato in linea generale, sostenendo la tesi,che è quella del governo, che ogni territorio deve essere autosufficiente per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, e altra soluzione non rimane che la costruzione di termovalorizzatori. Il punto nodale della questione è che cosa sia in realtà l'impianto di Scarlino: un inceneritore o un termovalorizzatore? Una dichiarazione del ministro ha fatto pensare che per lui quell'impianto è un termovalorizzatore.
«Se quello di Scarlino fosse un inceneritore io sarei il primo a protestare con il sindaco». Allora che cos'è quell'impianto per Matteoli? Per il Pdl locale rimane un problema per il territorio. Così nonostante le parole del ministro: «Il Pdl ribadisce la contrarietà a quell'impianto - dichiara Simone Turini, capogruppo del Pdl in consiglio comunale -. La posizione del nostro partito a livello nazionale è sempre stata verso la termovalorizzazione, così come sempre è stato affermato che i rifiuti debbano essere smaltiti nei territorio dove vengono prodotti. Questo lo condividiamo. Ma è normale che deve valere anche il contrario, una zona non può accollarsi lo smaltimento dei rifiuti prodotti altrove. E questo è una possibilità certa vista la capacità di quell'impianto». Per Turini quell'impianto altro non è che un inceneritore, per questo ha ribadito ancora una volta come in campagna elettorale, che al suo funzionamento è cosa ovvia un'opposizione forte, che sono disposti di fare anche collaborando con la maggioranza. «Se questa battaglia l'avessimo fatta dieci anni fa, quando noi lo dicevamo ora non ci sarebbero questi problemi - spiega Turini -. Ciò che ha dichiarato il ministro lo sapevamo da tempo: Matteoli ha parlato in modo generale e comunque anche se avessimo visioni discordanti, la nostra lotta continuerebbe. E se termovalorizzatore deve essere, ci domandiamo perché proprio al Casone». (pa.vill.)
Le dichiarazioni del ministro alle infrastrutture Altero Matteoli, in merito allo smaltimento dei rifiuti non potevano non provocare uno scossone all'interno del Pdl locale. Certo il ministro ha sempre parlato in linea generale, sostenendo la tesi,che è quella del governo, che ogni territorio deve essere autosufficiente per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, e altra soluzione non rimane che la costruzione di termovalorizzatori. Il punto nodale della questione è che cosa sia in realtà l'impianto di Scarlino: un inceneritore o un termovalorizzatore? Una dichiarazione del ministro ha fatto pensare che per lui quell'impianto è un termovalorizzatore.
«Se quello di Scarlino fosse un inceneritore io sarei il primo a protestare con il sindaco». Allora che cos'è quell'impianto per Matteoli? Per il Pdl locale rimane un problema per il territorio. Così nonostante le parole del ministro: «Il Pdl ribadisce la contrarietà a quell'impianto - dichiara Simone Turini, capogruppo del Pdl in consiglio comunale -. La posizione del nostro partito a livello nazionale è sempre stata verso la termovalorizzazione, così come sempre è stato affermato che i rifiuti debbano essere smaltiti nei territorio dove vengono prodotti. Questo lo condividiamo. Ma è normale che deve valere anche il contrario, una zona non può accollarsi lo smaltimento dei rifiuti prodotti altrove. E questo è una possibilità certa vista la capacità di quell'impianto». Per Turini quell'impianto altro non è che un inceneritore, per questo ha ribadito ancora una volta come in campagna elettorale, che al suo funzionamento è cosa ovvia un'opposizione forte, che sono disposti di fare anche collaborando con la maggioranza. «Se questa battaglia l'avessimo fatta dieci anni fa, quando noi lo dicevamo ora non ci sarebbero questi problemi - spiega Turini -. Ciò che ha dichiarato il ministro lo sapevamo da tempo: Matteoli ha parlato in modo generale e comunque anche se avessimo visioni discordanti, la nostra lotta continuerebbe. E se termovalorizzatore deve essere, ci domandiamo perché proprio al Casone». (pa.vill.)
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