Il Tirreno

Grosseto

«Un compenso legittimo»

Il balzello sulla musica va pagato

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NOTE DOLENTI per i titolari di negozi, studi o esercizi commerciali

Il "balzello" sulla musica, richiesto dai fonografici, deve essere pagato da chi diffonde musica nei locali. A qualunque titolo, meno che (ovviamente...) se suonata dal vivo. Lo sostiene la stessa società Scf, rispondendo alla Cna. La Scf spiega che la normativa è precisa e non lascia dubbio a interpretazioni

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GROSSETO. Il "balzello" sulla musica, richiesto dai fonografici, deve essere pagato da chi diffonde musica nei locali. A qualunque titolo, meno che (ovviamente...) se suonata dal vivo. Lo sostiene la stessa società Scf, rispondendo alla Cna. La Scf spiega che la normativa è precisa e non lascia dubbio a interpretazioni.

«Vorrei innanzitutto - dice il presidente Gianluigi Chiodaroli - rassicurare i pubblici esercizi: la politica di Scf non è certo quella di minacciare gli utilizzatore, come afferma Cna. Al contrario, la nostra attività consiste nell'offrire agli utilizzatori consulenza e informazione circa le norme che regolano l'utilizzo in pubblico di musica registrata. L'obiettivo è quello di sensibilizzare gli utilizzatori a diffondere musica nel rispetto dei diritti di artisti e produttori, e i risultati sin qui raggiunti ci danno ragione: ad oggi sono migliaia i singoli pubblici esercizi, di diversa natura, che diffondono musica riconoscendo a Scf il compenso per i diritti discografici e numerosi sono gli organismi di categoria che hanno siglato con noi accordi a favore dei propri associati».

Dopo aver pagato il disco (parecchio caro e con profitti che vanno proprio a discografici e artisti), dopo aver pagato la Siae, ora dunque c'è da pagare anche a Scf. Ma, dice la società, non è una tassa, solo un profitto (legale) in più che si aggiunge a quello della vendita. «Quanto richiesto da Scf - aggiunge il presidente - non è una tassa sulla musica. Si tratta di un compenso legittimo, una remunerazione prevista dalla legge per il lavoro svolto da artisti e produttori discografici, da corrispondere per l'utilizzo in pubblico, appunto, di un bene che è la registrazione musicale. La norma di riferimento è estremamente chiara a riguardo. Così come avviene già da tempo negli altri Paesi europei il pagamento dei diritti discografici è dovuto per legge da tutte le tipologie di imprese e organizzazioni no-profit "... in occasione di qualsiasi pubblica utilizzazione" di musica registrata. Le direttive dell'Unione Europea e la legge italiana sul diritto d'autore riconoscono e tutelano, anche penalmente, sia i diritti degli autori e degli editori (gestiti da Siae), sia i diritti dei produttori e degli artisti interpreti. In Italia gran parte delle case discografiche ha affidato la gestione di tali diritti al nostro consorzio, composto oggi da circa 300 imprese rappresentative di oltre il 95% del valore del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia».

Quindi la Cna ha torto, dice Scf, che pure "apre" al dialogo. «Contrariamente a quanto afferma Cna, il pagamento del compenso a Scf è dovuto anche nel caso in cui la musica venga diffusa attraverso una radio e/o una tv: così si è pronunciato il Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore. È infine fondamentale ricordare che il pagamento dei diritti discografici è dovuto per legge dal singolo utilizzatore, indipendentemente da accordi con le rispettive associazioni di categoria, molte delle quali hanno, peraltro, già stipulato con noi convenzioni vantaggiose a favore dei propri associati. Per citarne alcune: Confcommercio, Fipe, Federalberghi, Federdistribuzione, Federmoda, Confcooperative, la Cei (Conferenza Episcopale Italiana). Ci domandiamo a questo punto quando Cna deciderà di svolgere quel ruolo istituzionale che le compete per rappresentatività, agevolando i propri associati nell'adempimento di quello che è a tutti gli effetti un obbligo di legge. Da parte nostra, siamo e saremo sempre disponibili ad avviare un confronto al quale Cna ha fin qui ritenuto di sottrarsi».

Info. Per qualsiasi informazione le imprese interessate possono contattare la Scf: Domenico Rondinelli - Tel./Fax 0574 597494 - Fax 0574 597380 - centronord@scfitalia.it.

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