Attenzione
Grosseto
Scoppia la guerra dei bagni
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PIAZZA DANTE. Gremita di persone ieri per una manifestazione di danza; a destra il bagno del Caffè dei PorticiI titolari del Caffè dei Portici «Lo facciamo usare, sia chiaro, ma quando ci sono iniziative ce ne vorrebbero anche chimici»
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GROSSETO. Ora scoppia anche la "guerra dei bagni". Niente di cruento, ma anche la pipì può essere motivo di una grossa arrabbiatura. È il caso dei titolari del Bar dei Portici, in piazza Dante.
Maurizio e Lucia sono stanchi di vedere il proprio locale trasformato in un bagno pubblico per centinaia e centinaia di persone. Che poi, magari, neppure consumano un caffè.
Succede nei giorni in cui piazza Dante, e capita spesso, a dire il vero forse anche un po' troppo, è teatro di manifestazioni di vario genere. Ieri c'erano alcune scuole di ballo, un sacco di giovani anche bravi, altre volte ci sono iniziative organizzate dalle varie associazioni. Il problema è che i "servizi" per chi cammina fra gli stand o assiste agli spettacoli sono solo nei bar: nonostante l'afflusso di centinaia di persone, nonostante la piazza gremita, mai vengono piazzati bagni chimici.
«Sia chiaro - dicono Maurizio e Lucia, titolari del Bar dei Portici -, noi il bagno lo facciamo usare a tutti. Potremmo mettere un generico "guasto", come abbiamo visto da qualche parte, e concederlo solo ai clienti. Invece siamo disponibili, anche se il 90% di chi entra non consuma nulla. A tutto, però, c'è un limite. Ci sono occasioni in cui c'è la coda, consumiamo tonnellate di carta igienica, spendiamo centinaia di euro per l'autospurgo a ritmi impensabili per un bar come il nostro. Insomma, siamo disponibili, ma non è possibile che tutta la gente che è in piazza faccia la pipì solo in due bar».
Maurizio e Lucia hanno problemi legati anche alla vetustà delle fognature: «Ma lo sapete che qui le fogne sono ancora del 1200? Ci sono i tubi in cotto, si intasano con grande facilità. Credo che chi organizza le manifestazioni dovrebbe pensare a qualche bagno chimico».
Più morbida la posizione di Salvatore, del Caffè Italiano, l'altro bar sotto ai portici di piazza Dante: «Io sono contento che ci siano queste manifestazioni - dice - e il bagno lo faccio usare, almeno finché vedo educazione nelle persone. Certo uno o due bagni chimici non sarebbero una cattiva idea, almeno per chi organizza e passa l'intera giornata in piazza».
Maurizio e Lucia sono stanchi di vedere il proprio locale trasformato in un bagno pubblico per centinaia e centinaia di persone. Che poi, magari, neppure consumano un caffè.
Succede nei giorni in cui piazza Dante, e capita spesso, a dire il vero forse anche un po' troppo, è teatro di manifestazioni di vario genere. Ieri c'erano alcune scuole di ballo, un sacco di giovani anche bravi, altre volte ci sono iniziative organizzate dalle varie associazioni. Il problema è che i "servizi" per chi cammina fra gli stand o assiste agli spettacoli sono solo nei bar: nonostante l'afflusso di centinaia di persone, nonostante la piazza gremita, mai vengono piazzati bagni chimici.
«Sia chiaro - dicono Maurizio e Lucia, titolari del Bar dei Portici -, noi il bagno lo facciamo usare a tutti. Potremmo mettere un generico "guasto", come abbiamo visto da qualche parte, e concederlo solo ai clienti. Invece siamo disponibili, anche se il 90% di chi entra non consuma nulla. A tutto, però, c'è un limite. Ci sono occasioni in cui c'è la coda, consumiamo tonnellate di carta igienica, spendiamo centinaia di euro per l'autospurgo a ritmi impensabili per un bar come il nostro. Insomma, siamo disponibili, ma non è possibile che tutta la gente che è in piazza faccia la pipì solo in due bar».
Maurizio e Lucia hanno problemi legati anche alla vetustà delle fognature: «Ma lo sapete che qui le fogne sono ancora del 1200? Ci sono i tubi in cotto, si intasano con grande facilità. Credo che chi organizza le manifestazioni dovrebbe pensare a qualche bagno chimico».
Più morbida la posizione di Salvatore, del Caffè Italiano, l'altro bar sotto ai portici di piazza Dante: «Io sono contento che ci siano queste manifestazioni - dice - e il bagno lo faccio usare, almeno finché vedo educazione nelle persone. Certo uno o due bagni chimici non sarebbero una cattiva idea, almeno per chi organizza e passa l'intera giornata in piazza».
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