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Grosseto

Il fatto

C'è un comitato per Lisa italiana

Gabriele Baldanzi
<strong>LA FAMIGLIA REYES.</strong> Vive dal 1996 a Roccastrada
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LA FAMIGLIA REYES. Vive dal 1996 a Roccastrada

Quello della peruviana Lisa, così la chiamano tutti nel suo paese e nel posto di lavoro (l'azienda agricola Col d'Orcia, nel Senese), è uno dei tanti esempi di integrazione reale di cittadini extracomunitari nelle comunità grossetane

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GROSSETO. Elisabeth Jaramillo Reyes vive a Roccastrada dal 1996 ma non è cittadina italiana. In compenso ha battuto ogni record in fatto di donazioni di sangue. Così il presidente della Provincia Marras l'ha voluta al suo fianco, per farsi portavoce dell'istanza più importante per i Reyes: la cittadinanza italiana.
Quello della peruviana Lisa, così la chiamano tutti nel suo paese e nel posto di lavoro (l'azienda agricola Col d'Orcia, nel Senese), è uno dei tanti esempi di integrazione reale di cittadini extracomunitari nelle comunità grossetane. Un paradigma dell'Italia reale che è lontana dagli stereotipi del disagio. Insomma basta con i messaggi negativi generalizzati.
«Abbiamo deciso di prendere spunto dall'esperienza positiva della famiglia Reyes - spiega Marras - per lanciare una proposta a livello nazionale che valorizzi le buone pratiche d'integrazione. Proporrò al consiglio provinciale l'istituzione di un riconoscimento annuale a persone provenienti da altri paesi che - come Lisa e la sua famiglia - si sono distinti nell'inserimento, favorendo processi di integrazione reale e culturale. Il riconoscimento potrebbe essere attribuito dalla commissione Pari Opportunità attraverso segnalazioni dai territori».
La Provincia di Grosseto, attraverso l'assessorato alle Pari opportunità e cooperazione internazionale, proporrà anche all'Unione delle Province Italiane - attraverso l'Upi Toscana - un riconoscimento simile. «L'integrazione infatti - dice Lisa Reyes - si costruisce giorno per giorno nelle comunità, partecipando attivamente là dove si può dare un contributo, nel caso della mia famiglia l'Avis».
Poi Marras ha annunciato la nascita di un Comitato per chiedere il riconoscimento immediato della cittadinanza italiana per i Reyes. «Mi risulta che alcune associazioni e amici di Lisa (i Roccastradini nel mondo e il Comitato Don Bailo ndc), a Roccastrada si stiano organizzando per dare forza alla battaglia di Lisa. Chiederò ai parlamentari della Provincia di aderire. Queste persone, che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare nei miei mandati da sindaco, meritano la copertina, meritano di essere i battistrada di un percorso che deve concretizzarsi sul piano del diritto, accompagnato dalle istituzioni».
Marras, di concerto con il nascente Comitato per la cittadinanza dei Reyes, scriverà nei prossimi giorni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e consegnerà al Parlamento, prendendo spunto dalle parole del presidente della Camera Fini, una proposta di modifica della Legge sul riconoscimento della cittadinanza che accorci i tempi amministrativi rispetto all'istruttoria di due anni e che consenta ai bambini nati in Italia di avere da subito la cittadinanza italiana e - maggiorenni - il diritto di voto alle elezioni politiche e amministrative.
Ieri accanto a Lisa e al presidente della Provincia di Grosseto c'era anche il datore di lavoro della donna. L'imprenditore Giuliano Dragoni, titolare di una famosa azienda agricola nella zona del Brunello, ha ribadito le qualità umane e il carattere di Lisa a cui manca solo una cittadinanza.

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