La manifestazione
altre grane per il Narciso
Il cortile non s'ha da usareDal Comune sì all'Archivio
Francesca Ferri
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IL CORTILE CONTESO Alberto Moroni nella corte sul retro del locale “Narciso”Il primo round del nuovo match della "guerra della notte" in centro storico se lo aggiudica l'Archivio di Stato. Il silenzio dei lunghi corridoi, custodi discreti di chilometri di memoria cartacea del territorio, ha gridato le sue ragioni più forte del chiasso del popolo della notte, già pronto ad assieparsi al "Narciso"
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GROSSETO. Il primo round del nuovo match della "guerra della notte" in centro storico se lo aggiudica l'Archivio di Stato. Il silenzio dei lunghi corridoi, custodi discreti di chilometri di memoria cartacea del territorio, ha gridato le sue ragioni più forte del chiasso del popolo della notte, già pronto ad assieparsi al "Narciso", il locale di Alberto Moroni e Claudio Miserocchi in via Fulceri De' Calboli.
Una strada che, appunto, ospita oltre al locale anche l'Archivio di Stato la cui direttrice, Fiorenza Gemini, nei giorni scorsi aveva protestato per il nuovo cortile allestito sul retro del "Narciso" per accogliere i fumatori che, altrimenti, si sarebbero riversati come nella scorsa stagione davanti all'ingresso del locale. E, c'è da giurarlo, avrebbero ridato fiato alle proteste degli abitanti della zona. Una vicenda che in primavera si era trascinata fino al Tar, il quale ha dato ragione al "Narciso".
Ma al di là delle sentenze di tribunale, per scongiurare grattacapi, già prima della riapertura di questo autunno i gestori del "Narciso" avevano pensato di allestire un fumoir nella corte sul retro adiacente all'Archivio. Ma, ad aspettarli, la netta opposizione della direttrice Gemini che, ravvisando un pericolo per la sicurezza, già in aprile e poi nei giorni scorsi ha sollevato la questione coi gestori del "Narciso" e col Comune.
Tanti i timori della dottoressa Gemini, in primo luogo quello che molti fumatori, tutti raccolti in uno spazio ristretto, possano costituire un pericolo di incendio: pochi metri più in là, infatti, ci sono ben 4 chilometri di scaffali pieni di documenti cartacei, un locale caldaia e l'impianto di condizionamento dell'Archivio. «In più - spiega - su quella corte si affacciano alcune finestre e uscite d'emergenza dell'istituto, oltre al locale per il rifornimento del gasolio, che devono obbligatoriamente restare sgombri da ostacoli». Nell'allestimento del "Narciso", invece, i vecchi muri che circondano la corte sono stati recentemente ricoperti da una recinzione di cannucce.
Insomma, un vero e proprio impasse dove l'interesse pubblico di un'istituzione statale si scontra con quello dei gestori del locale e della loro clientela. «La nostra unica preoccupazione è trovare una soluzione condivisa al problema degli schiamazzi - spiegano Moroni e Miserocchi - perché non vogliamo disturbare il vicinato ma, al tempo stesso, vogliamo poter lavorare come è nostro diritto».
Per questo ieri mattina la questione è approdata in Comune dove, il responsabile del Controllo progetti strategici Roberto Valente ha cercato di dirimere la matassa. In sostanza, lo spazio dove si trova la corte, così come la veranda adiacente che ospita parte del locale e il muro di recinzione del cortile sono ancora proprietà del Comune. L'attuale proprietario dell'edificio che ospita il "Narciso", il signor Peccianti, titolare dell'hotel Maremma, chiese a suo tempo il condono, ma la pratica giace dal 1985 negli archivi comunali e, nonostante una delibera del 30 luglio scorso abbia dato il nulla osta alla concessione in sanatoria del diritto di superficie per 60 anni, serve ancora un passaggio: occorre che Peccianti acquisti la proprietà del terreno. Di fatto, secondo l'analisi dell'ufficio Progetti Strategici, la zona appartiene ancora al Comune e dunque non può essere occupata. Tanto più che ci sono locali incompatibili con la presenza di fumatori. Nei prossimi giorni, nuovi accertamenti stabiliranno più precisamente responsabilità ed eventuali provvedimenti. Per ora, sonni tranquilli sono assicurati a carte e documenti; folla sotto le finestre, invece, si profilano di nuovo all'orizzonte notturno degli abitanti di via De' Calboli.
Una strada che, appunto, ospita oltre al locale anche l'Archivio di Stato la cui direttrice, Fiorenza Gemini, nei giorni scorsi aveva protestato per il nuovo cortile allestito sul retro del "Narciso" per accogliere i fumatori che, altrimenti, si sarebbero riversati come nella scorsa stagione davanti all'ingresso del locale. E, c'è da giurarlo, avrebbero ridato fiato alle proteste degli abitanti della zona. Una vicenda che in primavera si era trascinata fino al Tar, il quale ha dato ragione al "Narciso".
Ma al di là delle sentenze di tribunale, per scongiurare grattacapi, già prima della riapertura di questo autunno i gestori del "Narciso" avevano pensato di allestire un fumoir nella corte sul retro adiacente all'Archivio. Ma, ad aspettarli, la netta opposizione della direttrice Gemini che, ravvisando un pericolo per la sicurezza, già in aprile e poi nei giorni scorsi ha sollevato la questione coi gestori del "Narciso" e col Comune.
Tanti i timori della dottoressa Gemini, in primo luogo quello che molti fumatori, tutti raccolti in uno spazio ristretto, possano costituire un pericolo di incendio: pochi metri più in là, infatti, ci sono ben 4 chilometri di scaffali pieni di documenti cartacei, un locale caldaia e l'impianto di condizionamento dell'Archivio. «In più - spiega - su quella corte si affacciano alcune finestre e uscite d'emergenza dell'istituto, oltre al locale per il rifornimento del gasolio, che devono obbligatoriamente restare sgombri da ostacoli». Nell'allestimento del "Narciso", invece, i vecchi muri che circondano la corte sono stati recentemente ricoperti da una recinzione di cannucce.
Insomma, un vero e proprio impasse dove l'interesse pubblico di un'istituzione statale si scontra con quello dei gestori del locale e della loro clientela. «La nostra unica preoccupazione è trovare una soluzione condivisa al problema degli schiamazzi - spiegano Moroni e Miserocchi - perché non vogliamo disturbare il vicinato ma, al tempo stesso, vogliamo poter lavorare come è nostro diritto».
Per questo ieri mattina la questione è approdata in Comune dove, il responsabile del Controllo progetti strategici Roberto Valente ha cercato di dirimere la matassa. In sostanza, lo spazio dove si trova la corte, così come la veranda adiacente che ospita parte del locale e il muro di recinzione del cortile sono ancora proprietà del Comune. L'attuale proprietario dell'edificio che ospita il "Narciso", il signor Peccianti, titolare dell'hotel Maremma, chiese a suo tempo il condono, ma la pratica giace dal 1985 negli archivi comunali e, nonostante una delibera del 30 luglio scorso abbia dato il nulla osta alla concessione in sanatoria del diritto di superficie per 60 anni, serve ancora un passaggio: occorre che Peccianti acquisti la proprietà del terreno. Di fatto, secondo l'analisi dell'ufficio Progetti Strategici, la zona appartiene ancora al Comune e dunque non può essere occupata. Tanto più che ci sono locali incompatibili con la presenza di fumatori. Nei prossimi giorni, nuovi accertamenti stabiliranno più precisamente responsabilità ed eventuali provvedimenti. Per ora, sonni tranquilli sono assicurati a carte e documenti; folla sotto le finestre, invece, si profilano di nuovo all'orizzonte notturno degli abitanti di via De' Calboli.
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