Sicurezza
LA GUERRA DEL COMMERCIO
Il Comune prova a mediare 17 festivi di chiusura all’anno
Francesca Ferri
Negozi chiusi la terza domenica di ogni mese e durante sei festività all'anno: 1 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, Pasqua, Ferragosto e Natale. E, ancora, shopping sfrenato nel mese di dicembre e, sulla costa, facoltà di aprire la saracinesca a proprio piacimento
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Negozi chiusi la terza domenica di ogni mese e durante sei festività all'anno: 1 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, Pasqua, Ferragosto e Natale. E, ancora, shopping sfrenato nel mese di dicembre e, sulla costa, facoltà di aprire la saracinesca a proprio piacimento. Questa la proposta fatta ieri mattina dall'assessore al Commercio del Comune di Grosseto Moreno Canuti ad associazioni di commercianti, consumatori, sindacati e rappresentanti della grande distribuzione.
Una proposta che segna un passo importante nella cosiddetta "guerra del commercio", dopo la scia di polemiche che hanno accompagnato nell'aprile scorso il regolamento attuativo della legge regionale del 2005 sulla regolamentazione del commercio. Una legge che impone ai negozi di tutta la Toscana di rimanere chiusi la domenica e che ha messo in subbuglio gli addetti del settore e i consumatori: secondo Ascom, grande distribuzione (Legacoop, Sma e Pam), Confconsumatori e Cgil, niente shopping la domenica andrebbe a scapito di un servizio a cui i grossetani si sono ormai abituati, ridurrebbe i guadagni e, impiegando meno personale, metterebbe a rischio posti di lavoro. D'altro canto, rispondono Cisl, Confesercenti e la Curia, quella domenicale è una "apertura selvaggia" che lede i diritti di chi lavora nel settore commercio e si vede costretto a dover rinunciare al giorno di riposo per eccellenza.
Fino ad oggi i negozi grossetani potevano scegliere se rimanere aperti o meno perché, come altri 24 comuni della provincia, anche il capoluogo rientra nell'elenco regionale dei comuni a prevalente economia turistica e dunque gode di una deroga alla restrizione sulle aperture.
L'entrata in vigore del regolamento cancella però quell'elenco lasciando a ciascun Comune l'obbligo di concordare con le parti in causa eventuali deroghe al testo unico. E la riunione di ieri mattina è stata, appunto, il primo passo verso la nuova regolamentazione nel territorio grossetano.
«Se la situazione iniziale vedeva di fatto due schieramenti opposti l'uno all'altro - spiega l'assessore al Commercio Moreno Canuti - chi, cioè per la chiusura totale e chi per l'apertura senza restrizioni, il Comune ha proposto una mediazione che è una via di mezzo, frutto di un enorme lavoro fatto insieme alle parti». Naturalmente, in caso di eventi particolari nella terza domenica sono previste delle deroghe.
Altra novità importante proposta dal Comune è la costituzione di un osservatorio che recepirà tutti i dati forniti dalle aziende riguardanti incassi, fatturato, posti di lavoro e così via, per monitorare i primi 12 mesi di applicazione delle nuove regole.
«Alla fine del 2010 valuteremo l'impatto di questi provvedimenti per essere in grado di migliorare l'ordinanza. Ma fin da ora posso dire di essere soddisfatto per una proposta che credo non possa che essere accolta da tutti».
Una proposta che segna un passo importante nella cosiddetta "guerra del commercio", dopo la scia di polemiche che hanno accompagnato nell'aprile scorso il regolamento attuativo della legge regionale del 2005 sulla regolamentazione del commercio. Una legge che impone ai negozi di tutta la Toscana di rimanere chiusi la domenica e che ha messo in subbuglio gli addetti del settore e i consumatori: secondo Ascom, grande distribuzione (Legacoop, Sma e Pam), Confconsumatori e Cgil, niente shopping la domenica andrebbe a scapito di un servizio a cui i grossetani si sono ormai abituati, ridurrebbe i guadagni e, impiegando meno personale, metterebbe a rischio posti di lavoro. D'altro canto, rispondono Cisl, Confesercenti e la Curia, quella domenicale è una "apertura selvaggia" che lede i diritti di chi lavora nel settore commercio e si vede costretto a dover rinunciare al giorno di riposo per eccellenza.
Fino ad oggi i negozi grossetani potevano scegliere se rimanere aperti o meno perché, come altri 24 comuni della provincia, anche il capoluogo rientra nell'elenco regionale dei comuni a prevalente economia turistica e dunque gode di una deroga alla restrizione sulle aperture.
L'entrata in vigore del regolamento cancella però quell'elenco lasciando a ciascun Comune l'obbligo di concordare con le parti in causa eventuali deroghe al testo unico. E la riunione di ieri mattina è stata, appunto, il primo passo verso la nuova regolamentazione nel territorio grossetano.
«Se la situazione iniziale vedeva di fatto due schieramenti opposti l'uno all'altro - spiega l'assessore al Commercio Moreno Canuti - chi, cioè per la chiusura totale e chi per l'apertura senza restrizioni, il Comune ha proposto una mediazione che è una via di mezzo, frutto di un enorme lavoro fatto insieme alle parti». Naturalmente, in caso di eventi particolari nella terza domenica sono previste delle deroghe.
Altra novità importante proposta dal Comune è la costituzione di un osservatorio che recepirà tutti i dati forniti dalle aziende riguardanti incassi, fatturato, posti di lavoro e così via, per monitorare i primi 12 mesi di applicazione delle nuove regole.
«Alla fine del 2010 valuteremo l'impatto di questi provvedimenti per essere in grado di migliorare l'ordinanza. Ma fin da ora posso dire di essere soddisfatto per una proposta che credo non possa che essere accolta da tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
