Sicurezza
Verifiche
Trecento nuovi residenti sospetti
◗
PRINCIPINA. Le case al mare nel mirino del ComuneIl Comune di Grosseto ha dichiarato guerra alle residenze fittizie, create ad hoc per evadere l'Ici sulla seconda casa. Un fenomeno che sembra essere esploso - o comunque è balzato agli occhi - da quando è stata abolita l'imposta comunale sulla prima casa
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il Comune di Grosseto ha dichiarato guerra alle residenze fittizie, create ad hoc per evadere l'Ici sulla seconda casa. Un fenomeno che sembra essere esploso - o comunque è balzato agli occhi - da quando è stata abolita l'imposta comunale sulla prima casa. Così, si è assistito ad un improvviso aumento dei residenti e ad un altrettanto improvviso "scoppiarsi" di coppie fino ad allora regolarmente conviventi sotto lo stesso tetto o di giovani che hanno smesso di essere "mammoni" e sono andati a stare - almeno così hanno dichiarato - per conto proprio.
La residenza anagrafica incide direttamente e sostanzialmente sulla determinazione dell'Ici e della Tarsu, visto, ad esempio, che l'Ici non si paga per l'abitazione di residenza. L'aumento demografico che, negli ultimi tempi, ha caratterizzato il Comune di Grosseto ha destato qualche sospetto soprattutto per la richiesta di residenza a Marina e Principina a Mare ed è da lì che sono partite le prime indagini sulle residenze fittizie e presto partiranno, dagli uffici del Comune, le prime 300 lettere ad altrettanti residenti sospetti.
Ovviamente è lungi dalle intenzioni del sindaco Emilio Bonifazi e dell'assessore ai tributi Paolo Borghi svolgere funzioni inquisitorie, e così il Comune sceglie la strada del dialogo: le 300 lettere serviranno a chiedere la collaborazione dei cittadini che saranno invitati a recarsi, entro 60 giorni, negli uffici del Comune per definire meglio la loro posizione e, eventualmente, regolarizzarla, prima che l'ente intraprenda azioni di verifica d'ufficio e dia corso ai procedimenti conseguenti, cioè alla richiesta di tributi eventualmente evasi.
Un'operazione in cui il Comune potrebbe essere accompagnato anche dalla guardia di finanza. Nel piano di recupero dell'evasione rientra, infatti, anche il protocollo d'intesa con il Comando provinciale della Guardia di Finanza che sta per essere sottoscritto ed è finalizzato a migliorare l'efficacia dei controlli e delle verifiche soprattutto in merito alle residenze fittizie. Un fenomeno che potrebbe avere anche risvolti di tipo penale che non interessano il Comune, ma potrebbero, invece, interessare proprio i finanzieri.
Prosegue, dunque, ad ampio raggio l'attività di recupero delle somme dovute e non ancora incassate dal Comune di Grosseto. Un'attività che viene portata avanti dagli uffici dell'ente che lavorano su più fronti, anche perché davanti al dato della crescita continua degli immobili, avvenuta negli ultimi 3 anni - da 73mila a circa 79.670, il gettito Ici è in continuo, lento decremento, da 18,8 a 18,4 milioni di euro. Intanto, da gennaio 2009 sono stati inviati oltre 2.600 avvisi di accertamento per quanto riguarda l'Ici e si prevede di incassare circa un milione di euro. Ma l'analisi della situazione è in evoluzione.
Altri 900mila euro dovrebbero arrivare dai circa 4mila avvisi di accertamento inviati per quanto riguarda il pagamento della Tarsu, la tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Anche su questo fronte il recupero dell'evasione è quantomai essenziale, visto che i costi per la gestione dei rifiuti sono lievitati, negli ultimi 6 anni, da meno di 13 milioni di euro a quasi 19 milioni. dell'evasione viene svolta direttamente dall'ufficio tributi del Comune che, in questi anni, è riuscito a recuperare ingenti somme, con scarsissimo contenzioso.
E. P.
La residenza anagrafica incide direttamente e sostanzialmente sulla determinazione dell'Ici e della Tarsu, visto, ad esempio, che l'Ici non si paga per l'abitazione di residenza. L'aumento demografico che, negli ultimi tempi, ha caratterizzato il Comune di Grosseto ha destato qualche sospetto soprattutto per la richiesta di residenza a Marina e Principina a Mare ed è da lì che sono partite le prime indagini sulle residenze fittizie e presto partiranno, dagli uffici del Comune, le prime 300 lettere ad altrettanti residenti sospetti.
Ovviamente è lungi dalle intenzioni del sindaco Emilio Bonifazi e dell'assessore ai tributi Paolo Borghi svolgere funzioni inquisitorie, e così il Comune sceglie la strada del dialogo: le 300 lettere serviranno a chiedere la collaborazione dei cittadini che saranno invitati a recarsi, entro 60 giorni, negli uffici del Comune per definire meglio la loro posizione e, eventualmente, regolarizzarla, prima che l'ente intraprenda azioni di verifica d'ufficio e dia corso ai procedimenti conseguenti, cioè alla richiesta di tributi eventualmente evasi.
Un'operazione in cui il Comune potrebbe essere accompagnato anche dalla guardia di finanza. Nel piano di recupero dell'evasione rientra, infatti, anche il protocollo d'intesa con il Comando provinciale della Guardia di Finanza che sta per essere sottoscritto ed è finalizzato a migliorare l'efficacia dei controlli e delle verifiche soprattutto in merito alle residenze fittizie. Un fenomeno che potrebbe avere anche risvolti di tipo penale che non interessano il Comune, ma potrebbero, invece, interessare proprio i finanzieri.
Prosegue, dunque, ad ampio raggio l'attività di recupero delle somme dovute e non ancora incassate dal Comune di Grosseto. Un'attività che viene portata avanti dagli uffici dell'ente che lavorano su più fronti, anche perché davanti al dato della crescita continua degli immobili, avvenuta negli ultimi 3 anni - da 73mila a circa 79.670, il gettito Ici è in continuo, lento decremento, da 18,8 a 18,4 milioni di euro. Intanto, da gennaio 2009 sono stati inviati oltre 2.600 avvisi di accertamento per quanto riguarda l'Ici e si prevede di incassare circa un milione di euro. Ma l'analisi della situazione è in evoluzione.
Altri 900mila euro dovrebbero arrivare dai circa 4mila avvisi di accertamento inviati per quanto riguarda il pagamento della Tarsu, la tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Anche su questo fronte il recupero dell'evasione è quantomai essenziale, visto che i costi per la gestione dei rifiuti sono lievitati, negli ultimi 6 anni, da meno di 13 milioni di euro a quasi 19 milioni. dell'evasione viene svolta direttamente dall'ufficio tributi del Comune che, in questi anni, è riuscito a recuperare ingenti somme, con scarsissimo contenzioso.
E. P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
