Sicurezza
DRAMMA ALL’EINAUDI
Precipita nel cortile della scuola
Federico Lazzotti
A 19 anni ha smesso di desiderare. Non di vivere. Per scacciare i fantasmi dell'adolescenza ha scelto una finestra al terzo piano dell'Istituto professionale Einaudi, dove da due anni frequenta le lezioni serali. È salita sul cornicione e si è lasciata andare, nel vuoto. Un volo di oltre quindici metri finito nel cortile della scuola
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GROSSETO. A 19 anni ha smesso di desiderare. Non di vivere. Per scacciare i fantasmi dell'adolescenza ha scelto una finestra al terzo piano dell'Istituto professionale Einaudi, dove da due anni frequenta le lezioni serali. È salita sul cornicione e si è lasciata andare, nel vuoto. Un volo di oltre quindici metri finito nel cortile della scuola.
Perché smettere di sperare quando sei giovane, carina e hai scelto di tornare a scuola per prendere il diploma? Che cosa può essere succeso per spingerti a non desidere altro che il buio? Sono queste le domande alle quali hanno cercato di rispondere gli agenti della polizia arrivati in piazza De Maria poco prima delle 16, quando era passato appena un quarto d'ora dalla prima chiamata al centralino del 118. «Una ragazza si è buttata dalla finestra della scuola», è stato l'allarme che ha fatto scattare i soccorsi.
La giovane studentessa grossetana è stata stabilizzata e ricoverata d'urgenza all'ospedale Misericordia. «Grave trauma cranico e diverse fratture, anche vertebrali» è stata la prima diagnosi, confermata dalla Tac alla quale la giovane è stata sottoposta. Una cartella clinica che si è aggravata con il passare delle ore. La diciannovenne, infatti, tra le 16.30 e le 18.30 ha superato due arresti cardiaci. Una situazione talmente critica che nella tarda serata i sanitari del Misericordia hanno deciso di trasferirla all'ospedale di Siena a bordo di Pegaso. «La studentessa - racconta l'ultimo bollettino - è in coma farmacologico e le sue condizioni sono gravissime».
Gli agenti hanno provato a ricostruire le ore precedenti alla tragedia e la vita di quella ragazza mora che lo scorso anno aveva scelto di tornare sui banchi di scuola e iscriversi «all'indirizzo per servizi sociali», come ricorda la preside dell'Einaudi, Gabriella Papponi Morelli.
«Una ragazza carina anche se un po' solitaria», la tratteggiano i ragazzi che da due anni la vedevano sfilare ogni pomeriggio lungo i corridoi dell'istituto professionale. E che ieri si sono affacciati sul cortile e hanno visto quello stesso corpo riverso a terra. «Ho sentito un tonfo come se qualcuno giocasse a calcio», raccontano alcuni studenti che stavano facendo lezione al piano inferiore rispetto a quello del dramma.
Solo un male oscuro, un dolore profondo, dunque, può aver consumato i suoi diciannove anni tanto da gettarli nel vuoto. «È uscita di casa verso le 15.30, un po' prima rispetto all'orario di inizio delle lezioni», racconta il padre fuori dal pronto soccorso. Una compagna l'ha vista salire le scale della scuola: jeans, maglietta bianca e scarpe da ginnastica.
Forse quando si è trovata da sola nell'aula al terzo piano ha ripensato a quel male che si portava dentro da qualche tempo. Un dolore che non le ha dato nemmeno la forza e la voglia di lasciare un biglietto per spiegare. Nessun messaggio, infatti, è stato lasciato per amici o familiari. Solo uno zaino di pelle appoggiato su un banco, dove poco dopo sarebbe iniziata la lezione.
La polizia ha cercato anche nei quaderni della ragazza una spiegazione, una traccia. O solo un pensiero. Trovando invece solo i suoi silenzi. Come quello che ha preceduto quel tonfo sordo nel cortile.
Intorno alle 18.30, in un stringato comunicato della Questura si legge che dalle dichiarazioni di alcuni testimoni, è «emerso chiaramente che la ragazza ha compiuto spontaneamente quel gesto, senza che alcuno abbia in qualche modo partecipato». A diciannove anni ha smesso di desiderare e si è lanciata nel vuoto.
Perché smettere di sperare quando sei giovane, carina e hai scelto di tornare a scuola per prendere il diploma? Che cosa può essere succeso per spingerti a non desidere altro che il buio? Sono queste le domande alle quali hanno cercato di rispondere gli agenti della polizia arrivati in piazza De Maria poco prima delle 16, quando era passato appena un quarto d'ora dalla prima chiamata al centralino del 118. «Una ragazza si è buttata dalla finestra della scuola», è stato l'allarme che ha fatto scattare i soccorsi.
La giovane studentessa grossetana è stata stabilizzata e ricoverata d'urgenza all'ospedale Misericordia. «Grave trauma cranico e diverse fratture, anche vertebrali» è stata la prima diagnosi, confermata dalla Tac alla quale la giovane è stata sottoposta. Una cartella clinica che si è aggravata con il passare delle ore. La diciannovenne, infatti, tra le 16.30 e le 18.30 ha superato due arresti cardiaci. Una situazione talmente critica che nella tarda serata i sanitari del Misericordia hanno deciso di trasferirla all'ospedale di Siena a bordo di Pegaso. «La studentessa - racconta l'ultimo bollettino - è in coma farmacologico e le sue condizioni sono gravissime».
Gli agenti hanno provato a ricostruire le ore precedenti alla tragedia e la vita di quella ragazza mora che lo scorso anno aveva scelto di tornare sui banchi di scuola e iscriversi «all'indirizzo per servizi sociali», come ricorda la preside dell'Einaudi, Gabriella Papponi Morelli.
«Una ragazza carina anche se un po' solitaria», la tratteggiano i ragazzi che da due anni la vedevano sfilare ogni pomeriggio lungo i corridoi dell'istituto professionale. E che ieri si sono affacciati sul cortile e hanno visto quello stesso corpo riverso a terra. «Ho sentito un tonfo come se qualcuno giocasse a calcio», raccontano alcuni studenti che stavano facendo lezione al piano inferiore rispetto a quello del dramma.
Solo un male oscuro, un dolore profondo, dunque, può aver consumato i suoi diciannove anni tanto da gettarli nel vuoto. «È uscita di casa verso le 15.30, un po' prima rispetto all'orario di inizio delle lezioni», racconta il padre fuori dal pronto soccorso. Una compagna l'ha vista salire le scale della scuola: jeans, maglietta bianca e scarpe da ginnastica.
Forse quando si è trovata da sola nell'aula al terzo piano ha ripensato a quel male che si portava dentro da qualche tempo. Un dolore che non le ha dato nemmeno la forza e la voglia di lasciare un biglietto per spiegare. Nessun messaggio, infatti, è stato lasciato per amici o familiari. Solo uno zaino di pelle appoggiato su un banco, dove poco dopo sarebbe iniziata la lezione.
La polizia ha cercato anche nei quaderni della ragazza una spiegazione, una traccia. O solo un pensiero. Trovando invece solo i suoi silenzi. Come quello che ha preceduto quel tonfo sordo nel cortile.
Intorno alle 18.30, in un stringato comunicato della Questura si legge che dalle dichiarazioni di alcuni testimoni, è «emerso chiaramente che la ragazza ha compiuto spontaneamente quel gesto, senza che alcuno abbia in qualche modo partecipato». A diciannove anni ha smesso di desiderare e si è lanciata nel vuoto.
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