Gioco
IL RACCONTO DEI COMPAGNI
«L'ho vista volare ho pensato che fosse caduta una coperta»
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SOTTO CHOC I compagni della ragazza fuori dalla scuola«Ero in aula dove stavamo facendo lezione. Con la coda dell'occhio ho visto qualcosa che volava giù dalla finestra, in cortile. Ho pensato a un giacchetto, una coperta. Invece quando mi sono affacciato ho visto il corpo di quella ragazza distesa per terra, sul ghiaino. Non si muoveva, sembrava morta»
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GROSSETO. «Ero in aula dove stavamo facendo lezione. Con la coda dell'occhio ho visto qualcosa che volava giù dalla finestra, in cortile. Ho pensato a un giacchetto, una coperta. Invece quando mi sono affacciato ho visto il corpo di quella ragazza distesa per terra, sul ghiaino. Non si muoveva, sembrava morta».
C'è un gruppo di studenti davanti all'ingresso dell'istituto professionale Einaudi. Anche loro frequentano i corsi serali: si comincia alle 15.10 e si va avanti per quattro ore. La loro compagna è stata appena trasportata al Misericordia. La sua lezione sarebbe iniziata alle 16. «Come sta? Ce la farà?», si domandano.
Le lezioni oggi sono sospese e la pausa sigaretta diventa il momento per raccontare di quella ragazza che pochi minuti prima hanno visto parlare con un'altra compagna e poi salire le scale. «La sua lezione sarebbe iniziata alle quattro», ripetono. «Capita di andare in aula con po' di anticipo. Invece un quarto d'ora prima della campanella il tonfo. «Come se qualcuno giocasse a pallone in cortile», lo descrive Luan, jeans e polo viola. E infine la corsa per le scale, i soccorsi. E l'immagine della loro compagna per terra, «con il braccio destro rotto e le scarpe appoggiate poco distanti da corpo». Di lei in pochi conoscono passioni e segreti. «Lo scorso anno - racconta una ragazza bionda - la incrociavo spesso nei corridoi. Quest'anno invece la scuola è iniziata da pochi giorni». Nell'atrio ci sono i docenti. Alcuni di loro lo scorso anno sono stati i suoi insegnanti. «Una ragazza carina, intelligente».
La prima a soccorrere la diciannovenne è stata una studentessa che frequenta anche il corso per infermiera in ospedale. Quando si è affacciata alla finestra e ha visto quel corpo sul selciato si è precipitata in cortile. È stata lei a gestire i primi soccorsi. «Se la ragazza è ancora viva - spiegano dal 118 - il merito è anche suo. La prima telefonata in questi casi è determinante anche per la velocità dei soccorsi. Ci ha detto con precisione cosa era accaduto e dove. Due informazioni determinanti che ci hanno permesso di arrivare in pochi minuti in piazza De Maria».f.laz.
C'è un gruppo di studenti davanti all'ingresso dell'istituto professionale Einaudi. Anche loro frequentano i corsi serali: si comincia alle 15.10 e si va avanti per quattro ore. La loro compagna è stata appena trasportata al Misericordia. La sua lezione sarebbe iniziata alle 16. «Come sta? Ce la farà?», si domandano.
Le lezioni oggi sono sospese e la pausa sigaretta diventa il momento per raccontare di quella ragazza che pochi minuti prima hanno visto parlare con un'altra compagna e poi salire le scale. «La sua lezione sarebbe iniziata alle quattro», ripetono. «Capita di andare in aula con po' di anticipo. Invece un quarto d'ora prima della campanella il tonfo. «Come se qualcuno giocasse a pallone in cortile», lo descrive Luan, jeans e polo viola. E infine la corsa per le scale, i soccorsi. E l'immagine della loro compagna per terra, «con il braccio destro rotto e le scarpe appoggiate poco distanti da corpo». Di lei in pochi conoscono passioni e segreti. «Lo scorso anno - racconta una ragazza bionda - la incrociavo spesso nei corridoi. Quest'anno invece la scuola è iniziata da pochi giorni». Nell'atrio ci sono i docenti. Alcuni di loro lo scorso anno sono stati i suoi insegnanti. «Una ragazza carina, intelligente».
La prima a soccorrere la diciannovenne è stata una studentessa che frequenta anche il corso per infermiera in ospedale. Quando si è affacciata alla finestra e ha visto quel corpo sul selciato si è precipitata in cortile. È stata lei a gestire i primi soccorsi. «Se la ragazza è ancora viva - spiegano dal 118 - il merito è anche suo. La prima telefonata in questi casi è determinante anche per la velocità dei soccorsi. Ci ha detto con precisione cosa era accaduto e dove. Due informazioni determinanti che ci hanno permesso di arrivare in pochi minuti in piazza De Maria».f.laz.
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