Toscana
stazione di Follonica
La macchinetta "mangia" gli spicciolie i viaggiatori chiamano i carabinieri
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CARTELLO. Sulla macchina per i biglietti guastaSorpresa: il distributore automatico di biglietti alla stazione ferroviaria di Follonica fa i capricci, perché manomesso. Non riconosce le monete inserite, a differenza delle banconote. Qualcuno chiama i carabinieri e alla fine spunta un biglietto del tutto artigianale
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FOLLONICA. Sorpresa: il distributore automatico di biglietti alla stazione ferroviaria di Follonica fa i capricci, perché manomesso. Non riconosce le monete inserite, a differenza delle banconote. Qualcuno chiama i carabinieri e alla fine spunta un biglietto del tutto artigianale.
"Non introdurre monete" c'è scritto su una sorta di post-it applicato sull'apparecchio.
L'unico modo per cercare di difendere i viaggiatori, dal momento che la domenica la biglietteria è chiusa e i reclami non possono essere presentati al personale delle Ferrovie. Anche perché l'altra macchina presente è spenta, le Ferrovie funzionano così.
Il tutto accade ieri pomeriggio. Chi si avvicina alla macchina nota che è (quasi) tutto a posto.
I display sono accesi e il distributore accetta le banconote che vengono inserite nell'apposita fessura, registrando il totale momentaneo e-o complessivo. Ma se occorre inserire delle monete - in un'altra fessura - per arrivare all'importo richiesto, ecco che la macchina non conteggia gli spiccioli metallici che pure vengono inseriti. Li inghiotte come se nulla fosse avvenuto.
Il display resta fermo a 0. Chi ha necessità di fare il biglietto non ha alternative: deve inserire altre banconote. E purtroppo per lui, il distributore non dà resto: così chi deve magari spendere 16 euro, tanto per fare un esempio, ne perde 4, se ha inserito banconote per 20 euro.
L'inghippo viene fuori, si suppone, dopo che più di un viaggiatore nota la spiacevole anomalia.
Qualcuno si decide a chiamare i carabinieri, come ultima risorsa, e i militari armeggiano un po' intorno al distributore, notando che il pulsante metallico situato accanto alla fessura di inserimento delle monete è bloccato, evidentemente perché manomesso.
La macchina funziona, anche se parzialmente, ed è del resto l'unico modo per consentire ai viaggiatori di fare il biglietto ed essere in regola.
Ecco allora che spunta il biglietto, scritto dagli stessi carabinieri per cercare di evitare - se possibile - che altri viaggiatori incappino nel problema.
P.S.
"Non introdurre monete" c'è scritto su una sorta di post-it applicato sull'apparecchio.
L'unico modo per cercare di difendere i viaggiatori, dal momento che la domenica la biglietteria è chiusa e i reclami non possono essere presentati al personale delle Ferrovie. Anche perché l'altra macchina presente è spenta, le Ferrovie funzionano così.
Il tutto accade ieri pomeriggio. Chi si avvicina alla macchina nota che è (quasi) tutto a posto.
I display sono accesi e il distributore accetta le banconote che vengono inserite nell'apposita fessura, registrando il totale momentaneo e-o complessivo. Ma se occorre inserire delle monete - in un'altra fessura - per arrivare all'importo richiesto, ecco che la macchina non conteggia gli spiccioli metallici che pure vengono inseriti. Li inghiotte come se nulla fosse avvenuto.
Il display resta fermo a 0. Chi ha necessità di fare il biglietto non ha alternative: deve inserire altre banconote. E purtroppo per lui, il distributore non dà resto: così chi deve magari spendere 16 euro, tanto per fare un esempio, ne perde 4, se ha inserito banconote per 20 euro.
L'inghippo viene fuori, si suppone, dopo che più di un viaggiatore nota la spiacevole anomalia.
Qualcuno si decide a chiamare i carabinieri, come ultima risorsa, e i militari armeggiano un po' intorno al distributore, notando che il pulsante metallico situato accanto alla fessura di inserimento delle monete è bloccato, evidentemente perché manomesso.
La macchina funziona, anche se parzialmente, ed è del resto l'unico modo per consentire ai viaggiatori di fare il biglietto ed essere in regola.
Ecco allora che spunta il biglietto, scritto dagli stessi carabinieri per cercare di evitare - se possibile - che altri viaggiatori incappino nel problema.
P.S.
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