Il Tirreno

Grosseto

Guerra del commercio

Apertura domenicale, è tutti contro tutti

Federico Lazzotti

Tutti contro tutti sull'apertura domenicale di negozi e supermercati in città. Sindacati, grande distribuzione, associazione di consumatori e commercianti, e ora anche la curia, sono indaffarati per far pendere la scelta finale del Comune dalla loro parte dopo l'entrata in vigore del testo unico sul commercio con il quale la Regione ha detto stop all'apertura incondizionata.

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GROSSETO. Tutti contro tutti sull'apertura domenicale di negozi e supermercati in città. Sindacati, grande distribuzione, associazione di consumatori e commercianti, e ora anche la curia, sono indaffarati per far pendere la scelta finale del Comune dalla loro parte dopo l'entrata in vigore del testo unico sul commercio con il quale la Regione ha detto stop all'apertura incondizionata.
In ballo ci sono posti di lavoro da una parte, il servizio ai consumatori dall'altra e gli incassi di piccoli negozianti e grandi catene, queste ultime da anni abituate a restare aperte la domenica dalle 8 del mattino fino a mezzogiorno «per tutte e cinquantadue le settimane dell'anno», spiega non senza un velo di polemica Daniele Angiolini, presidente di Confesercenti a Grosseto, schierato apertamente per la riduzione.
L'ultimo fronte nella guerra della saracinesca è firmato dalla Chiesa che in una nota della diocesi, citando pure l'ultima enciclica del Papa, ha ricordato come la domenica sia il giorno del Signore «da santificare con la partecipazione all'eucaristia e con il riposo fecondo di meditazione e opere buone», si legge nel documento. Insomma prima di permettere al gregge lo shopping selvaggio - è il pensiero della chiesa - ci sarebbe da annaffiare la fede e il rapporto con la famiglia.
Lo stop all'apertura incondizionata è anche il succo della direttiva inserita nel nuovo Testo unico della Regione in materia di commercio ed entrato in vigore a fine aprile. Da allora la patata bollente è passata nelle mani del Comune di Grosseto cui spetterà la regolamentazione della norma dopo aver concesso una proroga in primavera.
L'incontro decisivo è in programma mercoledì mattina alle 9 in Comune dove al tavolo di concertazione siederanno tutte le parti in causa. La regia è affidata alla giunta e in particolare all'assessore al commercio Moreno Canuti. Il nodo da sciogliere riguarda prima di tutto la grande distribuzione che nel caso passasse la linea dura: stop alle aperture, è pronta - come spiega Antonio Terribile, presidente di Lega Coop - «a rivedere il livello occupazionale». Tradotto: potrebbero scattare i licenziamenti.
Nell'ultimo incontro, la settimana scorsa, il Comune ha fatto pure la sua proposta: «Una rotazione delle aperture». Come? Due le possibili vie d'uscita - spiegano fonti interne all'amministrazione - ruotare l'apertura per zona oppure per marchio. «In questo modo - spiega Paola Pacellini, della Cgil - non si tutelerebbero gli interessi dei dipendenti che in un momento delicato come questo dovrebbe essere l'obiettivo principale. Ecco perché come sindacato siamo favorevoli all'apertura. A meno che non si ottenga dalla grande distribuzione la promessa che non ci saranno licenziamenti e che la turnazione domenicale, pagata di più rispetto ai giorni normali, sia effettuata tra tutti i dipendenti». Una posizione distante da quella della Cisl, sindacato che ha spesso ribadito la propria contrarietà all'apertura incondizionata di negozi e supermarket.
E le associazioni dei consumatori? Anche qui le posizioni non sono del tutto univoche, anche se le tre associazioni dicono comunque no alla chiusura. Mercoledì la guerra avrà soluzione o forse solo una tregua.

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