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GROSSETO

Arrestati con gli attrezzi rubati

<strong>RADIOMOBILE </strong>I carabinieri mostrano il materiale recuperato nel corso dell’arresto dei due uomini di origine napoletana
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RADIOMOBILE I carabinieri mostrano il materiale recuperato nel corso dell’arresto dei due uomini di origine napoletana

Intercettati alle 2 di notte dai carabinieri nella zona delle Quattro strade

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GROSSETO. Un'intuizione geniale e un colpo di fortuna. Ingredianti classici per una buona indagine. Se ne sono avvalsi i carabinieri del radiomobile che hanno arrestato due uomini per furto.

Arresto convalidato per la semi-flagranza quello di Giuseppe Amato, 57 anni, di San Giorgio a Cremano, e di Mario Coratella, 44 anni, di Napoli. Entrambi restano in carcere su richiesta del pm Rossi accolta dal giudice Puliatti, in attesa del processo per direttissima che sarà celebrato giovedì. Entrambi sono sospettati di aver rotto, nella notte, il vetro posteriore di un furgone Peugeot Ranch appartenente a un artigiano e da lui posteggiato in via Grieg intorno alle 20 di mercoledì: avrebbero portato via attrezzature e utensili di vario genere, per un danno stimato in 3.000 euro. Un furto avvenuto nella notte, dopo la mezzanotte (il cognato del derubato rincasando verso quell'ora non aveva notato nulla di strano) e prima delle 7,40, quando l'artigiano era sceso per andare al lavoro.

Quando i due napoletani erano stati fermati, alle Quattro strade, erano le 2,40. Su una Fiat Punto diretta verso sud c'erano Amato, alla guida, e Coratela, passeggero. Dietro, un buon numero di attrezzi. Nel cofano tutto il resto. Un controllo ha permesso di accertare che Amato era stato arrestato il 21 aprile scorso per un tentativo di furto ai danni del furgone di un artigiano, ad Albinia. Ancora di materiale per l'edilizia. Un episodio similare, dunque. I due sono stati portati in caserma. Dove, poco dopo le 8, si è presentato l'artigiano derubato. Raccolta la denuncia, è stato facile fare due più due: «È questa la refurtiva?». L'artigiano, felicemente sorpreso, è tornato in possesso di tutte le sue attrezzature. Tra gli arnesi anche una punta di trapano lunga 45 centimetri, che l'artigiano non ha riconosciuto e che gli inquirenti hanno messo comunque sotto sequestro ritenendo essere stata usata per rompere il vetro posteriore del furgoncino.

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